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Cosenza, Buscè: “Con il Foggia partita trappola. A Rimini ho vissuto bene, dispiace”

Antonio Buscè, allenatore del Cosenza, credit: Cosenza Calcio /

Antonio Buscè, allenatore del Cosenza, credit: Cosenza Calcio /

Le parole dell’allenatore del Cosenza, Antonio Buscè, nella consueta conferenza stampa della vigilia.

Prima di parlare della gara del suo Cosenza contro il Foggia, Buscè si è espresso sul caso Rimini e sulle indiscrezioni che coinvolgono diversi giocatori sul mercato:  “Quando succedono situazioni così è normale che le società guardino ai profili che servono. Non deve destabilizzare niente. Ho fatto il calciatore vent’anni: le voci ci sono sempre, a luglio come a gennaio. Un giocatore forte di sé non si lascia condizionare. Siamo professionisti, serve equilibrio. L’equilibrio è tutto. In uno spogliatoio intelligente le nuove energie possono rafforzare la squadra. Abbiamo infortuni, imprevisti, campi pesanti: è il calcio. Chi arriva deve avere la bava alla bocca, non prime donne”.

Buscè ha definito la gara contro il Foggia una “partita trappola”: “Affrontiamo una squadra che ha bisogno di punti, come il Latina due settimane fa. Sarà una gara sporca, da pazienza e forza mentale. Non sono partite belle da vedere, ma vanno vinte con intensità e ordine. Questa squadra ha sempre tirato dritto, come cavalli con i paraocchi. Anche nelle difficoltà abbiamo mantenuto la strada giusta. I ragazzi stanno dimostrando attaccamento, da Ricciardi che gioca stringendo i denti a Cannavò, Caporale, Contigliano, Achour… tutti”.

Sugli infortunati: “Ricciardi ha un problema al piede ma non vuole fermarsi. Dalle Mura e Ferrara sono stati gestiti, Dametto ha lavorato tutta la settimana. Valuteremo Cannavò come esterno basso. È normale avere acciacchi: il freddo e i ritmi pesanti incidono”.

Infine l’allenatore è tornato sul capitolo Rimini, che ha allenato nella passata stagione conducendo i biancorossi alla vittoria della Coppa Italia Serie C e alla qualificazione ai playoff: “Mi hanno chiamato ieri. Dispiace. È uno smacco per il calcio italiano vedere una squadra ritirarsi a metà stagione. A Rimini ho vissuto bene, ho vinto un trofeo e ho conosciuto una piazza importante. Perdere società così è un peccato enorme”.