Coppitelli sull’episodio con Kallon: “Non abbiamo l’audio”, Longo: “Il quarto uomo non ha sentito nulla”

Yayah Kallon, Casertana-Crotone, Credit_ Stefano Della Cioppa / www.lacasadic.com
Casertana-Crotone, le parole dei due allenatori e di De Lucia per l’episodio che ha visto coinvolto Kallon
Si è conclusa 2-2 la sfida dell’ “Alberto Pinto” di Caserta tra Casertana e Crotone, valida per la giornata 26 del girone C di Serie C.
A far discutere è un episodio avvenuto al 63° minuto. Yayah Kallon, autore di un assist per Girelli nel primo tempo, al momento di uscire dal campo devia verso la panchina del Crotone, si presume, infastidito da qualche frase proveniente proprio dalla panchina del club calabrese. Il giocatore sierraleonese viene portato in panchina da più membri dello staff di Coppitelli e dopo qualche istante di confusione il gioco riprende.
Al termine del match hanno commentato così l’episodio, nelle rispettive conferenze stampa, gli allenatori delle due squadre e Victor De Lucia, estremo difensore della Casertana. Questa la versione di Coppitelli: “Non mi sento di poter esprimere nulla, dal momento che è un’accusa molto grave. È chiaro che il ragazzo (Kallon) ha sentito qualcosa. Può aver capito bene, può aver capito male. Non mi sento di dire qualcosa, sarebbe un’accusa infamante. Io non ho sentito nulla, né in un senso né nell’altro. È chiaro che il ragazzo per avere quella reazione presume di aver sentito qualcosa. Non abbiamo l’audio a bordo campo, quindi al FVS non si poteva rivedere. Il quarto uomo e l’assistente non hanno sentito nulla. Nel 2026 non posso pensare che qualcuno dica cose del genere che sono incommentabili”.
Le parole di De Lucia sull’episodio: “Yayah è un ragazzo eccezionale, se ha fatto quella sfuriata qualcosa ha sentito. Spero che indaghino su questa cosa perché nel 2026 sentire queste cose fa male. Fare qualcosa del genere è da idioti”.
Infine, il parere dell’allenatore del Crotone Emilio Longo: “Il quarto uomo mi ha detto di stare sereno e che è molto attento a queste situazioni. Lui non ha sentito niente, me l’ha ribadito più volte. Credo si sia creato un caso che non ha motivo di esistere”.

