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Tre mesi di digiuno, un pomeriggio di gloria: il Gubbio vince a Perugia e torna a sorridere

Andrea La Mantia con la maglia del Gubbio (credit: AS Gubbio 1910) - www.lacasadic.com

Andrea La Mantia con la maglia del Gubbio (credit: AS Gubbio 1910) - www.lacasadic.com

Missione compiuta, impresa completata: il Gubbio sbanca il Curi di Perugia e ritrova i tre punti.

Un inizio promettente, un entusiasmo rampante, una piazza in umile fermento. Tutto lecito e ampiamente meritato. Perché, diciamocelo: la stagione del Gubbio era partita davvero bene. E con tanto materiale su cui costruire un elegante abito-salvezza, garantito dal lavoro di ricerca e affondo del direttore sportivo Mauro Leo. Parola d’ordine? Parola ai giovani.

Facile. Ma alquanto scontato, al contempo: pochi erigono la pazienza a virtù. Pochi, eppure buoni. Consci, forse, che il domani pagherà la prospettiva e (ri)pagherà lo sforzo. Soprattutto quando minacciato, nei suoi inizi e nel suo progredire, da insidie e tensione. Tutto lecito e ampiamente necessario. Perché, diciamoci anche questo: il Gubbio, dopo aver sorpreso, è presto caduto in un vortice di risultati flebili. Perdendo campo, qualche sorriso, sicuramente un po’ di morale…ma mai la fame di futuro.

Che, a conti fatti, è l’ingrediente utilizzato – ancora – da Domenico Di Carlo per tornare a cucinare imprese da film. O meglio, un vero e proprio rientro in scena, dato che i suoi ragazzi, dal 25 ottobre fino a qualche ora fa, non avevano vinto una partita. Giusto, fino a qualche ora fa. Ebbene sì, va sottolineato: i rossoblù, nel pomeriggio di domenica 18 gennaio, hanno fatto proprio un pezzo d’Umbria e una consistente fetta di storia. Come? Così: piegando il Perugia al “Curi”, una prima volta storica, grazie a solidità, cinismo ed energia. Quella dei suoi giovani, tra i quali spiccano Di Bitonto e Djankpata (entrambi del 2005), senza dimenticare l’apporto di Zallu (22 anni) e Costa (classe 2004). Parola d’ordine, parola ai giovani: detto, fatto…

Anche se, a decidere l’incontro, è stato il colpo del bomber più esperto. Esatto, lui: Andrea La Mantia. Il terzo “anziano” del gruppo, dietro Bruscagin (1989) e Signorini (1990), il primo riferimento dell’artiglieria offensiva dei Lupi. Basta un gioco di sguardi, e il sorriso torna insieme ai tre punti: al minuto 71 l’ex Spal e Lecce, imbeccato da Saber, disegna una perla di rara purezza balistica, sbattendo all’incrocio il gol decisivo. E spezzando un’improduttività offensiva che durava da 450 minuti. L’emblema della gioia, però, è l’esultanza, rabbiosa, condivisa con i tifosi presenti: una simbiosi che, d’ora in avanti, andrà ulteriormente alimentata. Direzione, Paradiso.

Primi 45′ di equilibrio, poi la sterzata-rossoblù: il Gubbio la vince così

C’è anche da dire che i primi 45 minuti non avevano lasciato chissà quale segno. Poco, insomma, lasciava presagire l’ondata di eventi a cui poi abbiamo assistito nella seconda metà. Giusto un paio di distese a testa, poi tanta lotta e la paura di cadere a sovrastare il desiderio di volare: parliamo comunque di squadre coinvolte in zone di centro-bassa classifica. Ogni gesto pesa, ogni attimo conta. Al riposo è 0-0: serve l’episodio. Serve un guizzo di classe. Anzi: serve la giocata del campione.

Attesa, e tanto anche, specialmente dopo un inizio di ripresa arrembante lato Perugia, che ci prova spesso pur senza impensierire concretamente il portiere avversario Krapikas. Prima Dumbarello, infine Nepi: niente da fare. Anzi, ironia del caso, sarà proprio il Gubbio a creare le insidie più tangibili. Due, di cui una – per l’appunto – cruciale: stappa Tommasini con un tentativo rasoiato, apre le danze l’oramai noto asso di La Mantia. Il resto, negli ultimi 20 minuti di adrenalina e bagarre, lo farà la maggior compattezza ospite, che disinnescherà ogni piccola-grande insidia per dirsi, finalmente, grande e spensierata.

Domenico Di Carlo, allenatore del Gubbio - www.lacasadic.com
Domenico Di Carlo, allenatore del Gubbio – www.lacasadic.com

La situazione in classifica

Se sarà solo un pomeriggio, o se un pomeriggio varrà un prosieguo di intere felicità, lo dirà solo il campo. Nel frattempo, però, il Gubbio riemerge dai bassifondi, segna, vince e stacca di tre punti la zona retrocessione. Di Carlo, adesso, è quattordicesimo con 23 punti.

E il decimo posto-playoff non è nemmeno così lontano, date le 4 lunghezze che separano i Lupi dal Carpi. Per giunta, l’ultimo avversario battuto dai rossoblù prima di incappare nelle 9 partite senza successi. Non fanno più paura, adesso: si va a chiudere gennaio tra Forlì e Bra con questa, potentissima, presa di coscienza.