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Dal primo gol con la Roma al record in maglia Pescara. Arcese: “Ecco come l’abbiamo scoperto”

Pescara Marco Arcese

Pescara Marco Arcese

L’intervista ai nostri microfoni dello scorso luglio a chi ha scoperto Antonio Arena, al suo primo gol con la maglia della Roma in Coppa Italia contro il Torino.

Osare sempre, o quasi. Nel calcio moderno, dove spesso l’offerta economica superiore riesce ad avere la meglio su progettualità e centralità, c’è ancora chi va in giro per i campi a scoprire nuovi talenti. Sulla bocca di tutti, nelle ultime ore, il nome di Antonio Arena viene pronunciato con sempre maggior frequenza. Roma-Torino di Coppa Italia. Gasp, sotto di una rete e complici gli infortuni in attacco, lancia nella mischia il 2009. Due minuti dopo, l’ex Pescara è già a esultare con i tifosi giallorossi dopo il colpo di testa vincente.

Il giusto riconoscimento per l’italo-australiano dopo le ultime stagioni positive, e che piace tanto a Gasperini che, a inizio stagione, parlava di lui così: “In allenamento mi ha incuriosito e quindi, visto che c’è posto in panchina, lo porterò per iniziare a conoscerlo meglio”. Stagioni positive, appunto. Su tutte al Pescara, dove Baldini lo fa esordire in C…e come viene ripagato? Gol contro la Lucchese e primo 2009 a segnare nei Pro battendo il record di precocità in maglia abruzzese di Verratti. Aveva 16 anni e 25 giorni.

Qualche mese fa, il direttore dell’area giovani Marco Arcese, era intervenuto ai nostri microfoni: “Il club ha da sempre adottato una politica basata sui giovani. Noi li cresciamo e gli permettiamo di sbagliare perché i giovani vanno accompagnati”. Come dargli torto.

“In questi ultimi anni abbiamo creato una rete di Academy in giro per il mondo che ci permette di scoprire ragazzi interessanti che possono venire in Italia”.

Il retroscena su Arena

Come detto in precedenza, Arena è solo l’ultimo talento prodotto dal settore giovanile biancazzurro. Il classe 2009 però, come ci raccontava il direttore Arcese, avrebbe potuto indossare la maglia di un altro club europeo: “Sono andato io personalmente in Australia 3 anni fa perché noi abbiamo un Academy a Sydney in collaborazione con Anthony Ucchino, che è la persona che lavora per noi. Il ragazzo era promesso sposo al Real Betis e siamo riusciti, grazie al padre, a portarlo da noi”.

Il giovane italo-australiano ha mostrato sin da subito qualità innate: “Il ragazzo ha sempre giocato con i ragazzi più grandi fino ad esordire, a 15 anni, con la Primavera. Precoce su tutto. Per una società come la nostra, portare un ragazzo di 16 anni in Prima Squadra, è il raggiungimento di un obiettivo che ci prefissiamo da sempre”.

I motivi che hanno portato il club a puntare sul settore giovanile

E ancora: “Il Pescara è una società che deve far quadrare i conti e quindi è attenta a non buttare i soldi e all’investirli su ragazzi che possono dare un plusvalore all’attività. Il nostro obiettivo è far fare ai ragazzi un percorso che li porti ad essere presentati a grandi club”.

Al termine della scorsa stagione, dopo la vittoria nella finale playoff contro la Ternana, il Pescara è ufficialmente tornato in Serie B. Un risultato raggiunto anche grazie al progetto sui giovani, portato avanti con convinzione negli ultimi anni.