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Verso Salernitana-Cosenza: quando Padovano sconfisse un’intera città

Stadio San Vito-Marulla di Cosenza - www.lacasadic.com

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Domenica 11 gennaio Salernitana e Cosenza tornano ad affrontarsi in Serie C. E la mente non può che tornare a quel precedente del 1988.

Corsi e ricorsi storici, legati da un filo…rossoblù. Due colori, sì, ma devoti a una sola anima: quel Cosenza che sgorga in ogni dove, graffiando l’eterno con il tocco degli artisti. Due, nello specifico. Un attaccante di strappo, il suo orgoglioso direttore d’orchestra: Michele Padovano, che lì al Marulla scagliò la prima pietra, e Gianni Di Marzio, che quella pietra la levigò per primo. Basta una parola: complicità. Proprio lei: l’ingrediente delle migliori imprese.

E la mente non può che tornare alla più bella delle stesse. Cerchiata di rosso, su quella data che ancora echeggia: il 17 aprile del 1988. Una vita fa, eppure così vicina e tangibile. Sì: era tutto un altro mondo, sospeso tra l’ascesa di Gorbacev e le fiammate di Senna. Sì, era tutto un altro calcio, che godeva del miglior Van Basten e s’innamorava del Milan di Sacchi. Ma era, e sarà sempre, soprattutto il testamento di un’altra rincorsa, costruita nelle ombre della C1 e prontamente traslata sulla dimensione dei grandi. Proprio grazie a quell’annata, a quella data, a quella primavera di gloria e speranza tramutate in gloria.

Cosenza non dimentica. Non dimenticherà il minuto 25, del 17 aprile 1988. Al “Vestuti” di Salerno, infatti, i Lupi si giocano la ventottesima giornata del campionato. Avversario, come detto, la Salernitana, che ai nastri di partenza della suddetta annata partiva con l’ambizione di scalare le vette. Ma non vi riuscì e, nonostante gli investimenti di Giuseppe Soglia, latitarono a centro gruppo.(cambiando anche guida tecnica). Dall’altro lato, invece, i rossoblù volano, corrono, giocano: a sei tornanti dal traguardo sono in vetta e sognano una B che manca da 24 anni. A Salerno, invece, il secondo step della nostra piramide mancava da 23 stagioni. Solo una, però, godrà del privilegio di tornarvi.

Ovviamente, i cosentini. Che quel giorno faticarono addirittura a scendere dal pullman: vennero accolti da insulti, oggetti, pietre, arresti. E da un clima bollente, entro il terreno di gioco. I cui verdetti verranno presto emessi: la Salernitana bada a sventare ogni pericolo, anche con le cattive, il Cosenza gioca. Con la testa, l’orgoglio e il tocco…degli artisti. Due, nello specifico: ricordate? Minuto 25, corsi e ricorsi: Padovano strappa e stappa il match, Di Marzio muove le sue pedine, il gruppo si compatta e non rischia più niente. Alberto Urban, altro asso dell’orchestra, inventa calcio, subisce falli e, a fine gara, viene anche aggredito da un fotografo. Successe di tutto, sì, ma i rossoblù mantengono altissima la concentrazione. Vincono la partita. Consolidano il sogno-promozione. E, di lì a poco, lo renderanno realtà.

Salernitana-Cosenza, gli altri precedenti

Alla fine della succitata annata, il Cosenza raggiunse quota 45 punti, agguantando la Serie B con lo stesso bottino del Licata. Segnava poco, solo 27 reti, ma subì meno di tutti, 20 gol incassati. Sette dei centri totali li siglò proprio Padovano, che rimase al Marulla altre due stagioni prima di spiccare e cadere. Di Marzio tornò invece a Catanzaro, dove nel ’75 raggiunse persino la Serie A. Dunque, ognuno prese la sua strada, anche sponda Salernitana. Che, per tornare su, impiegò altre due stagioni: l’agognata promozione arrivò nel 1990. Ma caso vuole che la categoria venne nuovamente persa solo l’anno seguente, ai playout, esattamente contro il Cosenza, che quindi si salvò (preservandosi fino al ’97). Corsi e ricorsi, anche in questo caso.

E poi nei seguenti, tra un precedente e l’altro. Le due squadre si sono affrontate ben 44 volte, con i Lupi capaci di espugnare Salerno solo in quattro occasioni. Come nella stagione 2000/2001, quando fu Stefano Guidoni a tramortire i granata. Poi capaci di riprendere in mano le redini del confronto, come testimoniato dalle 28 vittorie totali accumulate. Le più importanti, quelle interne del 2020 (2-1) e dello scorso 25 aprile 2025: un 3-1 che condannò formalmente i cosentini alla retrocessione in C. Ma che non servì ai campani stessi per scongiurare lo stesso rischio: domenica 11 gennaio si affronteranno nuovamente al terzo piano.

Capomaggio con la maglia della Salernitana, crediti US Salernitana 1919, www.lacasadic.com
Capomaggio con la maglia della Salernitana, crediti US Salernitana 1919, www.lacasadic.com

Come ci arrivano le due squadre

Nella gara d’andata fu la Salernitana ad imporsi, con un 2-1 esterno che tracciò la strada. Non sempre seguita linearmente, dati i vari incidenti di percorso poi riscontrati, ma comunque sufficiente per mantenere la top four del torneo (a pari merito con la Casertana). Raffaele dovrà però riprendere a correre, perché la sconfitta di Siracusa ha lasciato più dubbi che altro. Un ulteriore stop potrebbe farne traballare il mandato.

Lato Cosenza, Buscé e soci sono reduci dal ko incassato in casa contro il Monopoli, che ha privato il club del sorpasso agli stessi granata, distanti due lunghezze. I rossoblù sono quinti a quota 36 punti e serbano la necessità di tornare subito a macinare gioco e chilometri. Il viaggio è lungo.