Quando il tifo non ha confini: la storia di Hugo, dal Belgio all’Italia per amore dell’Union Brescia

Hugo, il tifoso belga dell'Union Brescia
Nato e stabilizzato in Belgio, dopo aver vissuto a Brescia per un anno Hugo non ha più smesso di sostenere la squadra cittadina (oggi Union Brescia)
Nel 1935 Konrad Lorenz, noto scienziato austriaco esperto del comportamento degli animali, elaborò il concetto di “imprinting“. Con questo termine si descrive un apprendimento in cui un individuo si lega in maniera continuativa a un altro oggetto o stimolo. Da questo parte la storia di Hugo, ragazzo stabilitosi a La Louvière in Belgio che circa 6 anni fa ha avuto un vero e proprio imprinting con la città di Brescia e la sua squadra di calcio, l’Union Brescia.
“Io e la mia compagna stavamo cercando un posto in Italia dove andare a vivere per un anno. Abbiamo trovato Brescia e prima di trasferirmi mi sono informato sulle squadre sportive della città. Basket, pallanuoto, poi quando sono arrivato ho seguito sempre il calcio, come facevo in Belgio“, ci racconta Hugo ai nostri microfoni.
Ma non Inter o Milan, scelte all’apparenza più ovvie in Lombardia (senza ovviamente nominare l’Atalanta in questo caso). Bensì fin da subito la squadra del proprio paese: “Da noi facciamo così, è una cosa che si impara da piccoli. Si va allo stadio con il papà o il nonno. Ricordo la prima volta al Rigamonti, con il rumore della Curva Nord. Pioveva fortissimo. La mia ragazza mi disse che non sarebbe tornata, a me invece piaceva tutto“, continua il belga.
E da lì, nonostante la distanza visto che è tornato a vivere in Belgio, Hugo si è perso ben poche partite del “suo” Brescia. Il lavoro lo tiene occupato dal lunedì al venerdì, mentre con la famiglia ha “firmato” una specie di accordo che gli permette di venire in Italia quando vuole. Anche con voli aerei in giornata, come successo in occasione della partita contro il Catanzaro di due anni fa, quando il vecchio Brescia Calcio era ancora in Serie B: “Sono rimasto 17 ore sul territorio italiano, non avevo ferie. Quando vado a Brescia mi sento bene, la mia testa si svuota“. E così sta continuando a fare anche oggi. Con l’abbonamento fisso al televisore e i viaggi programmati almeno due volte al mese.
Hugo, il tifoso dell’Union Brescia che viene dal Belgio
Quando Hugo ha appreso la notizia del fallimento del Brescia Calcio si trovava a lavoro: “Ho letto la lettera di Bisoli scritta alla curva su Instagram e ho iniziato a piangere. A lavoro si sono preoccupati, ma io pensavo che fosse tutto finito”. Poi invece il 17 luglio 2025 la nascita dell’Union Brescia ha riacceso la speranza, con l’immutata passione di sempre.
“Quest’anno sarà difficile tornare in Serie B, ma magari l’anno prossimo sarà la volta buona. Una promessa? Se andiamo in Serie A prendo l’abbonamento e torno a vivere a Brescia, inizio già a cercare una ‘baita’“, conclude speranzoso il ragazzo. Una storia che ha dell’incredibile, ma che racconta tutta la potenza del calcio. Quando “una passione non si può spiegare, si vive e basta”, parola di Hugo.
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