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Achik c’est Chic: Cerignola si gode il suo gioiellino scoperto in spiaggia

Cinque reti e sei assist in 26 partite. Tutto al primo anno da titolare in Serie C, a 22 anni. La storia di Ismail Achik, esterno marocchino del Cerignola nato come trequartista e migrato in fascia per ragioni tattiche, è quella di chi ha fatto della fame il suo tratto distintivo. Sin dai primi calci a Cutro, provincia di Crotone, dove rubava l’occhio ancora minorenne partecipando a tornei estivi in spiaggia. In palio cene, pizze, una birra o soldi. È lì che Giovanbattista Martino, all’epoca giovane direttore sportivo del Rende e oggi nell’area scouting del Palermo, nota questo ragazzino di 16-17 anni che anche contro avversari più grandi, che già giocavano in Eccellenza e Serie D, metteva in mostra grandi numeri. Ai tempi, era responsabile dell’area scouting del Parma.

Credits: Audace Cerignola

È lì che Ismail attraversa la prima sliding door della vita: parte dal settore giovanile del club calabrese ma dopo una manciata di partite passa in prima squadra con Francesco Modesto in panchina. Tra il 2018 e il 2020 mette insieme cinque presenze con i “grandi” tra Coppa e campionato, intervallate da due prestiti in D tra Castrovillari e Roccella. Martino lo accompagna a volte anche nel tragitto in auto tra Rende e Crotone. Il ragazzo continua a crescere, anche se una volta finita la stagione 2019/20 il Rende smette di credere in lui. E lo svincola.

Talento notato in spiaggia, il viaggio di Achik fino a Cerignola: “Suo padre ce lo ha affidato”

In un calcio tecnologico come oggi Ismail è stato notato in spiaggia. Perché il talento è ovunque e basta cercarlo. Ne è convinto anche Martino, che segnala questo classe 2000 tanto esile quanto sveglio e forte nel calcio a Elio Di Toro, direttore sportivo dell’Audace Cerignola. È l’estate del 2020 e Ismail raggiunge la Puglia con papà, venditore ambulante. Un viaggio ricco di speranza. E fiducia. Quella che Achik trova in Michele Pazienza ed Elio Di Toro.

“Per quello che dovevamo fare in D quando ho scelto Michele come allenatore dovevamo trovare giovani validi – spiega il ds del Cerignola a nostri microfoni – avevamo visto questo giocatore, l’avevamo reputato valido e ho convinto Ismail a venire a Cerignola: è stato una settimana con suo padre in Puglia, è un ragazzo di enormi valori e con grandissima umiltà, ereditata dalla famiglia. Alla fine della settimana di prova mi dice ‘Bene, no? Lunedì ti chiamo e definiamo’. Noi eravamo titubanti perché temevamo che il ragazzo non fosse convinto”. E invece tre anni dopo Ismail è ancora in Puglia: “Il papà il giorno della firma ha alzato le braccia – ricorda Di Toro – e mi ha detto ‘ti affido mio figlio, è la sua prima volta fuori casa’. Ha firmato e ha iniziato un percorso con noi”.

Il ds Di Toro: “Forte tecnicamente e mentalmente, deve mettersi in discussione ogni giorno”

E che percorso: 96 partite, 18 gol, 27 assist. Fattore in Serie D, fattore anche in C. “Ha grande imprevedibilità, è arrivato da noi poco disciplinato e molto istintivo – ricorda Di Toro – Abbiamo subito visto la grande corsa, il gran tiro e la sua resistenza. Attraverso autostima e lavoro è riuscito a ribaltare le gerarchieavolte magari in passato aveva dei cali di concentrazione, ora sa che deve continuare con questi atteggiamenti perché sa che tutto passa di lì. Ora è cresciuto tanto dal punto di vista fisico e tattico, merito della sua abnegazione e del lavoro condiviso con lo staff tecnico.

Credits: Audace Cerignola

Ora la sua qualità è venuta fuori”. E se ne sono accorti gli avversari, non ultimo l’Avellino colpito con una doppietta, e gli addetti ai lavori: “Qualche società ha già chiesto informazioni a gennaio sul suo conto – ammette il ds dell’Audace – ovviamente in questo momento il ragazzo deve pensare a continuare a crescere e esprimere valori. Ci aspettiamo solo che faccia quello che sa fare: l’unica cosa che non deve perdere è la fame, fondamentale in questo tipo di percorso. Deve mettersi in discussione ogni giorno e deve voler dimostrare sempre il suo valore”. E a Cerignola lo sanno, ricordando una canzone che nel 1978 andava tanto di moda: Achik c’est Chic.

Redazione

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