Arezzo, Bucchi: “Non voglio sentire parlare di fuga, mi aspetto una battaglia”

Cristian Bucchi, allenatore (Credit. S.S. Arezzo)
In attesa della gara di stasera, c’è stata la consueta conferenza stampa da parte dell’allenatore dell’Arezzo Cristian Bucchi.
L’Arezzo torna in campo dopo essere andato a +4 sul Ravenna secondo. Prima della gara un’importante arrivo dal calciomercato: l’ex Cagliari e Verona Artur Ionita. Bucchi, in vista del match che attende i suoi, ha parlato così: “Non voglio sentire parlare di volata, dobbiamo concentrarci sulla realtà: dall’inizio del campionato siam stati sempre lì, tra il primo e il secondo posto e io considero sia Ravenna che Ascoli al pari nostro. Non dobbiamo pensare che ci siamo staccati ma che siamo pari, dobbiamo proseguire sul nostro percorso. Ci aspetta una partita difficile, nel girone di ritorno tutte le gare saranno meno semplici. Mi aspetto una battaglia“.
Sugli indisponibili: “Purtroppo c’è Pippo (De Col) che è uscito nella scorsa partita con il Pontedera. Non è grave ma evitabilmente starà fermo un po’. Sono rientrati gli squalificati ed è energia pura. Non ci sarà Perrotta a causa di lutto familiare, ci stringiamo a lui. Anche Iaccarino starà fermo per una settimana o addirittura dieci giorni“. Nella gara d’andata? “Giocammo una grande partite e abbiamo sbloccato poi il match verso il finale per bravura loro, ricordo che al 95′ rischiammo. Quella partita mi ha insegnato che non possiamo permetterci la minima distrazione.
Questo è il periodo peggiore per gli allenamenti, abbiamo avuto il campo ghiacciato e non c’è stata la giocabilità che avremmo avuto. Dobbiamo abituarci. Formazione? L’ho già decisa anche se ho tantissimi dubbi, proprio per questo ho già deciso…così non posso tormentarmi con i dubbi (ride n.d.r.). Ho parlato con la squadra, non ci sono nomi, titolari o capocannonieri: chi sta bene gioca, sceglierò così. Gliel’ho promesso. Se uno è forte gioca, a prescindere dal tipo di campo”.
Bucchi: “Abbiamo una nostra fisionomia, Iaccarino e Chierico possono fare più ruoli”
L’allenatore prosegue la conferenza stampa parlando dell’importanza di alcuni calciatori, tra questi anche Guccione: “Non deve diventare per lui un motivo di riposarsi il fatto che sia uno tra i più importanti, altrimenti lo mando a sedere in panchina (ride n.d.r.). Per noi è un giocatore importante, faccio tutto in funzione della squadra. Iaccarino fa lo stesso giocando sul corto, ha una grandissima gestione del pallone anche se forse fa un po’ troppo tocchi. Chierico magari invece lo trovi un po’ più in giro. Abbiamo la possibilità di giocare in molti più modi, specialmente in mezzo al campo.
Mi dispiace ma non credo, abbiamo già una forte fisionomia. Poi ovvio che in campo si può cambiare e può succedere di tutto“. C’è spazio, ancora una volta, per parlare di Iaccarino e della sua collocazione: “Può giocare anche più avanti, è stato in campo come mezzala, sa rifinire bene e sa giocare anche alle spalle degli avversari. Sicuramente in futuro sarà un’opzione, così come Chierico che può fare il play, il mediano oppure il trequartista. Sono l’ultimo allenatore che può ingabbiare qualcuno, da calciatore volevo sempre andare a finalizzare il mio ruolo. Lavoriamo sugli spazi ma ci deve essere la lettura individuale”.

Bucchi: “Del mercato se ne occupa il direttore, siamo padroni del nostro destino”
L’allenatore amaranto ha risposto anche alle critiche che non vedono i suoi calciatori “molto veloci”: “Nella fase di non possesso serve posizionamento e non velocità, se sei bravo ad anticipare la possibile azione avversaria è molto più efficace. Nell’ultima gara abbiamo tirato poco, a Sassari invece abbiamo calciato male mentre col Pineto abbiamo avuto tantissime occasioni. Questo girone di ritorno avrà tantissime gare più complicate. Perché oggi ti conoscono e i punti pesano molto di più”.
Sul calciomercato: “Se ne occupa il direttore, ascolta me e ha la qualità di scegliere i giocatori. Io non sono buono a farlo, dico quello che ci serve e se riuscite a capirlo mi fate un favore. Avevamo valutato un giocatore diverso per caratteristiche, adattabile a più situazioni di gioco“. Chi era più forte da centravanti tra me e Stellone? “Lui, aveva più potenzialità e tecnica. Io però ho fatto più goal perché ero molto più in salute“. Conclude con una frase più che eloquente: “siamo padroni del nostro destino”.
