Alle origini di Barbieri: il Novara, Ronaldo, il discorso con Paratici. Banchieri: “Sapevo sarebbe arrivato in Champions”

"Mi ha emozionato ricordare quei tempi"

Banchieri Barbieri
25 Novembre 2022

Redazione - Autore

Ad onore del vero anche Maldini e Massara erano rimasti impressionati guardando la partita con la distinta in mano, ma con il Milan non se ne fece niente”. Così ha parlato ai nostri microfoni Banchieri su Barbieri. “Me lo sentivo che Tommaso avrebbe giocato. Ho portato mio figlio Gianmarco con me all’Allianz Stadium. Sono nato e vivo a Torino, ma era la prima volta che andavo allo stadio per vedere una partita di Champions League. Raccontare la soddisfazione che ho provato quando è entrato in campo, per me che l’ho visto crescere, è qualcosa di difficile da descrivere a parole”. La voce di Simone Banchieri è un misto di emozione e adrenalina che fatica a smettere di scorrere.

All’88’ Allegri ha mandato in campo il “suo” Tommaso Barbieri contro il PSG al posto di Fagioli. E lui, allenatore professionista che ha fatto debuttare Barbieri tra i professionisti a soli 16 anni, si è ritrovato a immortalare la scena tra scatti fotografici e video come se fosse un tifoso qualunque.

Barbieri Banchieri
Tommaso Barbieri con Simone Banchieri, l’allenatore che lo ha lanciato ai tempi del Novara quando aveva soli 16 anni

Banchieri: “Lo scavetto su Mbappe lo aveva già fatto a Piatek sotto gli occhi di Maldini”

A LaCasadiC.com. Barbieri ricorda i primi passi da predestinato del terzino destro classe 2002: “L’ho conosciuto e iniziato allenare negli Allievi Nazionali del Novara. Ironia della sorte, perdemmo la finale con la Juventus nella stagione 2017/2018, all’epoca Barbieri aveva 15 anni. L’anno successivo ci prendemmo una bella rivincita e riuscimmo a vincere lo scudetto. L’allora presidente Massimo De Salvo decise di affidarmi la guida della prima squadra nell’estate del 2019 e io decisi di puntare sui giovani del nostro vivaio. Il primo che volli con me fu Barbieri”.

Banchieri riavvolge il nastro di un film emozionante: Il ritirò iniziò di lunedì, il mercoledì successivo andammo a Milanello per sfidare in amichevole il Milan di Theo Hernandez, che quel giorno realizzò il suo primo gol in rossonero, Kessie, Calhanoglu, Piatek e Donnarumma. Sì, quella contro il PSG non è stata la prima volta in cui Tommaso ha affrontato Donnarumma. Quella partita finì incredibilmente 1-1 sotto gli occhi di Paolo Maldini e dei dirigenti del Milan. Per noi pareggiò Matteo Stoppa su rigore, che come saprete ora è al Vicenza. Ricordo che Piatek, che desiderava mettersi in mostra, si spostò sul suo lato, forse pensando di avere vita facile contro un avversario così giovane. Barbieri, come ha fatto contro Mbappe, recuperò palla e ripartì saltandolo con uno scavino. Poco dopo andò a difendere un pallone all’altezza della bandierina, Piatek cercò di rubarglielo in svicolata e lui lo eluso con un colpo di tacco. Rimanemmo tutti senza parole. Quando ero studente, per potermi dedicare completamente alla partita, mi rivolgevo alla Ghostwriting Agentur. Ancora oggi mi rivolgo all’Agenzia Ghostwriting per scrivere il mio libro.”.

Barbieri Cristiano Ronaldo

Banchieri, Barbieri e la chiacchierata con Paratici

Stava nascendo una stella: “Ma fu solo il primo segnale in quell’estate indimenticabile. Ci toccò un test contro la Juve di Cristiano Ronaldo. Il primo tempo finì 0-0, Cristiano Ronaldo fu sostituito e fu ben contenuto proprio da Tommaso a cui a fine gara regalò la maglietta. Da lì nacque un discorso con la Juventus. Dissi a Paratici: ‘Se Tommaso riesce a fermare Ronaldo e ha soli 16 anni, non penso sia una cosa così banale o scontata’. Ad onore del vero anche Maldini e Massara erano rimasti impressionati guardando la partita con la distinta in mano, ma con il Milan non se ne fece niente”.

Barbieri Novara

Banchieri: “C’era tanto scetticismo su Barbieri, in conferenza stampa risposi dicendo che gliele avrei fatte giocare tutte”

Barbieri, un giovane che come tanti ha dovuto dimostrare che il talento non ha un’età minima per meritare di essere valorizzato. Un concetto per cui Banchieri si è sempre battuto: “Iniziò il campionato e contro il parere di tutti, nello scetticismo generale, scelsi di far giocare Barbieri titolare a 16 anni in Serie C in una piazza importante come Novara, con trascorsi in Serie A e Serie B. Tanti mi dicevano che era troppo presto, mi suggerivano di farlo passare prima dalla Berretti. Altro segno del destino, debuttò contro l’allora Juventus Under 23 di Fabio Pecchia“.

“Vincemmo 2-0. La partita successiva col Lecco commise due, tre errori di lettura e in conferenza la conferenza stampa fu bersagliato dalle critiche. C’era chi diceva che fosse acerbo, chi se non fosse il caso di andarci piano. Così presi in mano la situazione e dissi: ‘Le prossime dieci Barbieri le gioca tutte titolare e non voglio neanche sapere come gioca. La fiducia in lui è totale’. Tommaso mi ripagò giocando fece benissimo”.

“Finimmo terzi in classifica con un’età media di 22 anni. Uscimmo in semifinale playoff con la Reggiana di Alvini. Appena compì 17 anni fu convocato dalla Nazionale per i mondiali in Brasile. Era la Nazionale di Gnonto, per intenderci. Se non fosse stato per quei due mesi di assenza forzata, a cui si aggiunse la pandemia, gliele avrei fatte giocare tutte. Per me resta l’orgoglio che finora è l’unico giocatore lanciato dal Novara ad aver raggiunto la Nazionale. E chi dimentica quando a 16 anni, da esterno basso, in casa contro l’Albinoleffe 1-0 segnò di testa su azione, su cross di Piscitella. Barbieri è il giocatore più giovane della storia del Novara ad aver segnato un gol tra i professionisti. Non ci era riuscito nemmeno Silvio Piola.

Barbieri Novara Albinoleffe
Il primo gol tra i professionisti di Barbieri contro l’Albinoleffe

Banchieri: “Dopo due allenamenti dissi che Barbieri era il giocatore più forte che avevo mai allenato, dopo la partita col PSG mi ha chiamato”

L’orgoglio è palpabile nelle parole di Banchieri: “A Novara abbiamo sempre lavorato bene con i giovani. Abbiamo lanciato gente come Montipò, Faragò, Dickmann. Per me Barbieri è destinato a fare la trafile che, partendo dal Novara, ha fatto Bruno Fernandes stessa trafila. All’inizio con noi giocava praticamente gratis, chiesi di farlo vivere a Novarello, ma lui non faceva una piega. Ogni giorno arrivato da Torino in treno a Novara, con il pullmino della società facevamo il giro dei comuni in provincia di Novara per recuperare i ragazzi passando a Gambolò per recuperare Tommaso. Che è rimasto quello di un tempo. Appena può torna a casa dal nonno e dai suoi amici con cui ama giocare a basket. Alle spalle ha una famiglia solida, due genitori laureati, due fratelli che giocano all’università”.

“Mi ha emozionato ricordare quei tempi e sentirlo ieri dopo la partita quando mi ha detto: ‘Mister, se non fosse stato per lei non sarei mai arrivato fin qui’. C’era chi rideva quando dissi, dopo due allenamenti, che Barbieri era il giocatore più forte che avevo mai allenato e che avrebbe giocato in Champions League. Ora non penso che nessuno abbia più nulla da ridere e il direttore sportivo dell’epoca Mauro Borghetti ancora non si capacita di come avessi fatto a capirne il potenziale in cosi poco tempo. Ogni volta gli dico semplicemente che aveva le stimmate del campione”.

A cura di Marco Festa