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Dal sogno nerazzurro al ritorno giallorosso: Luca Caldirola, un lampo d’esperienza che non smette di lottare

Luca Caldirola - Credit_ IMAGO

Luca Caldirola - Credit_ IMAGO

Luca Caldirola e il Benevento si riprenderanno al volo a cinque anni dall’addio.

Il calciomercato è come un libro. Nei suoi meccanismi così complessi, nei suoi equilibri così sottili, nasconde tantissima bellezza. Da raccontare e tramandare. Tra storie che nascono all’improvviso, addii che gelano il cuore e graditi ritorni che, come lampi, riscaldano l’atmosfera. Un vero e proprio girotondo d’anime, nel cui interno – da poche ore – sono (ri)capitombolati anche il Benevento e Luca Caldirola.

Quest’ultimo, il vero protagonista del capitolo numero 7 della sessione invernale di trattative. Proprio a Epifania appena terminata, la Strega trova nella calza un centrale di spiccata esperienza, forse la sorpresa più apprezzata per cilindrata ed estemporaneità dell’operazione. Perché il classe ’91, nativo di Desio, aveva appena lasciato i pro, calandosi nella realtà dilettantistica, vestendo la maglia della Folgore Caratese. Con la quale stava persino andando bene: vetta nel Girone B di categoria, 12 presenze, ben 3 assist. Poi, la sterzata, forse la meno attesa. L’ennesima della sua carriera.

Sbocciata a Seveso, sponda Base 96, successivamente traslata sulla dimensione dei grandi con indosso il nerazzurro. Ebbene sì: Caldirola, a 4 anni, ricevette la chiamata dell’Inter, quella dei sogni per intenderci. Se non di tutti (specialmente per un milanista come lui), di una buona parte. Un po’ come la Bundesliga, che di lì a poco – il tempo di esordire in Champions League (contro il CSKA Mosca, al posto di Chivu e allenato da Gasperini) e sperimentare la B con Cesena e Brescia – diventerà la sua prima, vera, stabile dimora sportiva. A Brema, sponda Werder, raccolse 46 presenze; al Darmstadt ne aggiunse ulteriori 36. Prima ancora, l’Olanda, con il Vitesse. E la Serie A?

A 29 anni. Dopo una serie di infortuni: tanti, alcuni debilitanti. Per ricordarci che non è mai troppo tardi, e che mai bisogna mollare la presa dall’obiettivo. E con che colori? Quelli giallorossi: il Benevento. Corsi e ricorsi tramutati in felicità da un percorso splendido, fatto di vittorie e di resa. Prima, la schiacciante vittoria della Serie B agli ordini di Pippo Inzaghi (tra i suoi idoli d’infanzia); poi, la retrocessione dalla massima serie dopo un girone d’andata importante, una doppietta stoica rifilata alla Samp (primi gol alla prima presenza, segno di persistente resilienza) e il solito rendimento costante. Riproposto a Monza (in due categorie e 106 occasioni); riproposto in D, seppur per poco, con la stessa professionalità di sempre. Che, ne siamo certi, riproporrà anche (e ancora) a Benevento. E’ tutto pronto.

Quando Caldirola segnò alla sua Inter

Ricapitoliamo. Famiglia milanista, vene milaniste…cuore nerazzurro. Ebbene sì: l’Inter è stata la sua prima casa. Quella dove, per sua stessa ammissione, “è diventato uomo”. Ma chissà che, la sera del 15 aprile 2023, non sia ritornato – anche solo un istante – il ragazzino di allora. Caldirola, quel giorno, indossava ancora la maglia del Monza, con la quale aveva agguantato una storica promozione in Serie A. C’era il genio Silvio Berlusconi, c’era l’alchimista Raffaele Palladino, ma c’era anche lui. Un difensore centrale di Desio deciso a sovvertire i codici. Proprio dove tutto ebbe inizio: a San Siro. Contro l’Inter.

Minuto 78. Nerazzurri e biancorossi, fin lì, non erano riusciti a sbloccare il match fermo sullo 0-0. Nonostante la divergenza di ambizioni e classifica, però, i brianzoli desiderano il colpo grosso. La controparte, per giunta, è in piena difficoltà di risultati e ancora non sa che avrebbe raggiunto l’ultimo atto della Champions League. Nemmeno Caldirola lo sapeva, così come qualche anno prima non immaginava che, con il biscione, avrebbe esordito nella Coppa dalle grandi orecchie. Corsi e ricorsi storici, sbiaditi dallo stesso classe ’91: un calcio al passato, un assaggio di futuro. Minuto 78, cambia il risultato: Monza avanti, ha segnato di testa Luca Caldirola. Il paradiso esiste, e per i biancorossi sarà una bellissima salvezza. Tutto grazie anche al ragazzo dalla famiglia milanista, dalle vene milaniste e dal cuore…nerazzurro. Che capriola.

tifosi Benevento
I tifosi del Benevento – credit CDC – www.lacasadic.com

Benevento, continua il sogno Serie B

Caldirola, di allenatori, ne ha avuti molti. Gasperini lo lanciò tra i grandi, super Pippo gli trasferì “fame da Champions League”, Nesta lo avvicinò a sé dopo che Luca ne bramava le gesta da bambino. Ora, terminata la parentesi in D, tornerà tra i professionisti e lo farà sotto la guida di Antonio Floro Flores.

Anche lui, un po’ come Palladino ai tempi del Monza, è stato scelto dal settore giovanile per trainare la prima squadra. Anche lui, con il suo Benevento, sta facendo davvero bene: ha vinto sei partite su sette, ha conquistato la vetta solitaria e imposto un’idea di gioco chiara. Chiarissima: offendere, prima regola. Segnare, una conseguenza della prima: dei 43 gol totali messi a referto, il suo mini-ciclo ne ha già prodotti 20. Subìti, solo 5. E chissà che con l’apporto di Caldirola non diventino ancora meno..