Cosenza, Buscè si gode il tris: “Orgoglio e umiltà dopo Giugliano. Il segreto? Il ‘noi’ vince sempre sull’io”

Antonio Buscè, allenatore del Cosenza, credit: Cosenza Calcio /
Le patrole di Buscè dopo il 3-0 sull’Audace Cerignola
Il Cosenza cala il tris contro l’Audace Cerignola, portando a casa un 3-0 convincente e, soprattutto, il secondo clean sheet di fila. Un risultato che certifica la crescita difensiva dei lupi, analizzata con soddisfazione da mister Buscè nel post-partita: “I ragazzi hanno capito che nei momenti critici la priorità è non subire reti. Davanti, un’occasione limpida riusciamo sempre a costruirla”.
La vittoria non è casuale, ma figlia di una reazione caratteriale dopo i recenti passi falsi. “Dopo la brutta prova di Giugliano, il gruppo ha risposto con orgoglio, dignità e tanta umiltà. A volte le sconfitte più amare sono quelle che ti spingono alla reazione necessaria per svoltare”.
Continua: “Il Cerignola arrivava da un ruolino incredibile: solo due gol subiti in sette gare, un pari a Catania e la vittoria sulla Salernitana. Sapevamo che era una sfida delicata. Vincere in questo modo è sinonimo di grande resilienza“.
Nonostante il risultato rotondo, Buscè resta un perfezionista, puntando il dito su alcuni difetti strutturali: “Le ripartenze restano un limite che ci trasciniamo da inizio stagione. Dobbiamo essere più lucidi e sbagliare meno, ma la cosa che mi preme è vedere i ragazzi rialzare subito la testa dopo l’errore”.
“Non c’è spazio per l’io, conta solo il noi”
Parole al miele per i singoli, a partire da Cannavò, autore di una prova di sacrificio: “Non è un terzino di ruolo, ma si sta mettendo in gioco con un livello altissimo. Può peccare in qualche lettura difensiva, ma sta facendo cose straordinarie. Pintus ha esordito da titolare tra i professionisti contro un attacco forte e ha risposto alla grande. Ci volevano coraggio e responsabilità”.
In chiusura, l’allenatore ha tracciato la rotta per il prosieguo del campionato, chiedendo ai suoi di non abbassare la guardia: “Ho visto la stessa continuità mostrata contro il Siracusa. La cattiveria agonistica e la mentalità di squadra devono essere il nostro marchio di fabbrica. Non c’è spazio per l’io, conta solo il noi. È questo lo spirito che fa davvero la differenza“.
