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Eziolino Capuano, allenatore del Taranto, ha parlato ai microfoni de Il Corriere della Sera della squalifica inflittagli dal Giudice Sportivo per aver “tenuto un comportamento non corretto, in quanto sferrava un pugno alla porta d’ingresso e per avere proferito varie frasi blasfeme”. “Ho bestemmiato. Che devo fare? La prossima volta dirò sette preghiere…“. L’allenatore, quindi, ha ammesso l’errore, ma ha ci ha tenuto a specificare che “ho bestemmiato, è la verità, ma non dieci volte e poi ce l’avevo semplicemente con me stesso“.
Capuano ha commentato la squalifica di un turno stabilita dal Giudice Sportivo per il comportamento tenuto dall’allenatore. “Mi vergogno per le bestemmie ed è giusto che paghi. Però spero che adottino gli stessi provvedimenti per tutti. Sono molto credente. Vengo da una famiglia ecclesiastica, mio zio era generale dei domenicani. Ecco, lui sì che sarebbe arrabbiato. Mi tirerebbe le orecchie“. Capuano ha spiegato il motivo di quelle espressioni: “Abbiamo dominato una partita e l’abbiamo gettata alle ortiche“. Il riferimento è al pareggio contro il Picerno. “Ho tirato un cazzotto alla porta per sfogarmi e mi sono lasciato andare, ma non ho offeso o fatto male a nessuno. Ormai sembra che nel tunnel degli spogliatoi ci sia la Dea, l’agenzia federale antidroga statunitense“.
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