Prima l’arrivo a sorpresa sugli spalti del presidente Pelligra direttamente dall’Australia, poi la gara che ha visto il Catania di Tabbiani cadere per mano dell’Avellino confermando il momento delicato in stagione della squadra siciliana. Che l’ambiente fosse in fermento lo si è capito sin da subito, quando dopo appena 10 minuti gli ospiti sono già avanti. Pochi secondi, ed ecco comparire in curva lo striscione contro l’allenatore, e l’invito di andare via non ha bisogno di troppe interpretazioni.
Poi il rigore sbagliato da Chiricò e il raddoppio dell’Avellino che scatena la rabbia dei tifosi: tra cori e fumogeni in campo prontamente rimossi, l’atmosfera all’interno del Massimino è diventata caldissima. Al termine del match, terminato 2-0 in favore dell’Avellino, la Curva ha chiamato a gran voce la squadra che prima si è avviata verso la Sud e poi verso la Nord, accompagnata da sonori fischi da parte della tifoseria e fermandosi in tutti i settori dello stadio. Rapisarda, tra i giocatori, ha invitato con ampi gesti i compagni di squadra al confronto con i tifosi, con Tabbiani il più bersagliato di tutti.
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