Si interrompe a sei gare la striscia positiva in trasferta del Catania. Nel modo peggiore possibile, visto il 5-1 subito dai siciliani a Foggia. “Non abbiamo assolutamente attaccato la spina prima della partita– spiega deluso Francesco Baldini-. Abbiamo preso il primo gol che dovevo ancora sedere in panchina su una palla in uscita e sapevamo della pressione del Foggia perché le squadre di Zeman le conosciamo molto bene. Il Catania nel primo tempo non ha giocato per niente, era disordinato in campo e le responsabilità sono mie. C’è grande rammarico perché la squadra ha sempre onorato la maglia in una stagione complicata ed abbiamo l’obbligo di farlo fino alla fine. Senza alibi”.
È un fiume in piena l’allenatore rossazzurro che nello spogliatoio ha di certo avuto modo di farsi sentire. “Ho detto ai ragazzi che di alibi da cercare ne possono trovare un milione ma non gli é concesso. Non gli era concesso quando si vinceva, figuriamoci adesso a sette gare dalla fine. Non siamo ancora salvi e non ci possiamo permettere queste brutte figure, bisogna pedalare fino alla fine. La fortuna é che tra tre giorni rigiochiamo, seppur in una gara complicata. Voglio immediatamente una reazione”.
Testa al futuro, per dimenticare da subito. Anche perché a spiegare il blackout basta davvero poco. “Sono arrabbiato per tutto quello che è stato il primo tempo-prosegue Baldini- Non abbiamo fatto niente di ciò che sapevamo. Avevamo studiato tante piccole cose, come i movimenti del Foggia su fallo laterale e non siamo riusciti a prendere una palla su fallo laterale. Ho fatto scaldare qualcuno dopo venti minuti ma mi sono reso conto che avrei dovuto cambiarne undici, compreso il portiere. Qualcosa é successo, dobbiamo parlare a mente fredda domani. Non è concesso a nessuno di noi staccare la spina. Abbiamo fatto un lavoro importantissimo, tra mille difficoltà, e non ho intenzione di buttarlo via adesso”.
Una sconfitta bruciante che però non deve mettere in discussione il valore assoluto di un gruppo da sempre capace di trovare forza nelle difficoltà. ”Si riparte ritrovando tutto quello che abbiamo sempre avuto, non è che siamo diventati scarsi-sottolinea marcatamente l’allenatore del Catania –. Si riparte ritrovando cattiveria agonistica, un certo tipo di gioco, di pressione ed un certo modo di muoversi. Cose che oggi non ci sono state per la prima volta da quando alleno la squadra”.
Chiosa finale poi sull’incredibile vuoto tra difesa e centrocampo (discrepanza che ha portato al primo gol di Merola dopo soli pochi secondi). ”C’è stata grande confusione dopo il primo gol -ammette Baldini-: volevamo giocare con due mediani e Greco a dar fastidio a Petermann per ripartire. Non abbiamo avuto tempo di ragionarci perché dopo aver perso palla sulla mediana la linea non riusciva ad accorciare. Sappiamo la bravura negli spazi del Foggia e qui c’è stata sicuramente la partita”.
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