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Catania, l’ex presidente Pulvirenti sulla scomparsa di Orazio Russo: “Ho perso un fratello minore”

L'ex presidente del Catania Pulvirenti

L'ex presidente del Catania Pulvirenti / screen

Le parole dell’ex presidente del Catania, Nino Pulvirenti, dopo la scomparsa di Orazio Russo

In queste ore tutto l’ambiente catanese si stringe per la morte di Orazio Russo, storica figura all’interno del club rossazzurro. In alcune dichiarazioni rilasciate ai microfoni di Livesicilia.it l’ex presidente del Catania, Nino Pulvirenti, ha voluto ricordare così l’ex attaccante scomparso nella giornata di sabato 14 febbraio: “Nessuno di noi si aspettava questa tragedia immane. Io posso dirle che ho perso un fratello minore”.

Pulvirenti, presidente che riportò i rossazzurri in Serie A, ebbe modo di avere con sé Russo anche ad Acireale dal 1999 al 2001. Il ricordo più bello non può che essere impresso però con il Catania, in una foto ora più viva che mai: un abbraccio teso e liberatorio a bordo campo il 28 maggio 2006, pochi istanti prima del fischio finale che sancì la promozione del Catania nella massima serie. Proprio riguardo a questa foto, Pulvirenti si è espresso così: “È davvero una fotografia incancellabile. Lo ribadisco, era un fratello minore e avevamo condiviso tutta una strada insieme.  E quindi l’ho voluto vicino. Assieme a lui sono stato ad aspettare con trepidazione, conoscendo il rischio che ancora correvamo. Sono gesti spontanei che tu fai con la persona che ritieni più vicino a te in quel momento di grande tensione e sofferenza”.

L’addio di Russo, che da tempo combatteva contro la leucemia, ha lasciato un vuoto profondo nella comunità catanese: “Orazio Russo non è stato soltanto…ecco mi pare davvero incredibile parlarne al passato, non ci credo davvero…pazzesco…Orazio non è stato soltanto con un bel giocatore, un forte giocatore. Ma è stato anche una persona educata, sempre disponibile. Avevamo con noi realmente un bravo ragazzo. Capisco che è una frase che si dice in tante circostanze ma Orazio Russo era davvero un ragazzo perbene, educato sempre al suo posto sempre umile nonostante le grandi capacità che aveva. Restava sempre umile e si faceva volere bene. Non è da tutti. Io non so cosa commentare. Nessuno aveva contezza di questa tragedia”.

Pensiero che non può non andare a quell’ultimo incontro di poche settimane fa: “L’ultima volta c’eravamo sentiti a dicembre. Mi aveva detto che era tranquillo. Io non riesco ancora a crederci. Abbiamo perso una grande persona: e non mi riferisco solo al calcio. Mi lasci rivolgere un pensiero alla loro famiglia alla quale mando un pensiero d’affetto. Orazio Russo manca enormemente già adesso”.