Rolfini: “Quando chiama Catania non puoi che rispondere di sì. L’assenza di gol? Il gruppo è più importante”

Rolfini Catania - Credit: Riccardo Caruso - www.lacasadic.com
L’attaccante classe 1996 racconta in un’intervista i suoi primi mesi con la maglia del Catania
Nel Catania capolista del Girone C c’è anche Alex Rolfini, soprannominato dai tifosi rossazzurri “il Cobra” o, più affettuosamente “mbare Alex” dai tifosi siciliani. L’attaccante classe 1996 è arrivato in estate per colmare il vuoto lasciato da Roberto Inglese, ma finora non è ancora riuscito a livello realizzativo. Tra reti annullate, rigori negati e una buona dose di sfortuna, il suo score personale resta ancora fermo a zero.
Nonostante il digiuno realizzativo, Rolfini ha conquistato rapidamente l’ambiente grazie a un atteggiamento esemplare: pressing costante, corsa instancabile e un totale spirito di sacrificio per la squadra, indipendentemente dal minutaggio concesso. La scelta di sposare il progetto etneo sembra essere stata naturale, come dichiarato dal calciatore a La Sicilia: “Quando chiama il Catania non si può che rispondere di sì; avevo già i bagagli pronti”.
L’ex Vicenza non ne fa un dramma personale: “Non vivo con ansia l’assenza del gol, l’importante è che vinca il gruppo. A Potenza ci mancano quei due punti, poco importa chi avrebbe dovuto segnare”.
Anche il rapporto con i compagni di reparto, in particolare con Caturano, è eccellente: “Siamo molto amici. Mi ha fatto piacere che abbia dichiarato che, se ci avessero dato il rigore, l’avrei calciato io. A Catania la concorrenza è altissima, siamo sei o sette attaccanti forti, ma alla base ci sono due elementi fondamentali: l’amicizia e la voglia di vincere il campionato“.
Rolfini: “Ad Ancona esperienza incredibile, lì nacque il cobra”
Rolfini ha parlato anche del suo rapporto con mister Domenico Toscano e del percorso che lo ha portato nel calcio professionistico: “Più che parlare, lavoriamo tanto. Sono certo dei miei mezzi e ogni giorno cerco di dare il massimo. All’inizio pensavo solo a divertirmi. Le esperienze in Eccellenza e Serie D sono state una vera palestra di vita. Nel frattempo, non ho trascurato gli studi: ho preso il diploma di geometra e poi la laurea in Scienze Motorie”.
Un capitolo speciale della sua carriera rimane Ancona, dove visse una stagione da protagonista assoluto: “Uscimmo subito ai playoff, ma personalmente fu un anno perfetto: segnavo in ogni modo. Lì conobbi il magazziniere Alessandro Ammendola, che oggi ho ritrovato a Catania, e lì nacque il soprannome “Cobra”, coniato dal ds Micciola durante un’intervista”.

Credits: Catania FC/ www.lacasadic.com
Rolfini: “Puntiamo al massimo, dovremo lottare fino alla fine”
Sulla lotta per la promozione, che vede attualmente Catania e Benevento in vetta, Rolfini tiene i piedi per terra: “Tutti puntano al massimo. Oltre al Benevento, occhio a Salernitana, Casarano e soprattutto al Cosenza, che ha un gruppo rodato con molti elementi di categoria superiore. Vedere così tante famiglie allo stadio con la maglia rossazzurra mi esalta: c’è un entusiasmo incredibile, un motivo in più per scappare dalla Serie C”.
Infine, un pensiero sulla prossima trasferta contro il Monopoli: “Sono una realtà solida della categoria, giocano bene. Dovremo essere pazienti. Io titolare o a gara in corso? Osservo e imparo in silenzio. Entrare a partita iniziata non è mai facile, significa che devi cambiare l’inerzia del match. Io entro e do tutto: massima attenzione a non sbagliare un passaggio e cattiveria nell’aggredire gli spazi”.
