Magic Clemenza, tra ricordi e presente: il talento che pensa da Özil e incanta Pescara

Un viaggio nel mondo del trequartista varesino, autore di un grande gol contro il Pontedera

Clemenza, Pescara
28 Marzo 2022

Redazione - Autore

Quando si parla di Luca Clemenza, classe ’97 ora al Pescara, il rischio é (spesso), quello di confondere le idee.

Sono passati ben tre anni, infatti, da quella meravigliosa perla rifilata al Benfica che, durante la International Champions Cup fu prima capace di far scattare in piedi la panchina bianconera e poi di strappare i complimenti da un certo Miralem Pjanic.

É trascorso del tempo anche dagli allenamenti con Paulo Dybala e Max Allegri al seguito o dalle gratificanti istantanee in compagnia di Alex Del Piero e Cristiano Ronaldo.

Scordatevi tutto questo, dunque. Perché ‘Cleme’, nel frattempo divenuto un uomo di ventiquattro anni, ne ha decisamente fatta di strada.

 
 
 
 
 
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Sono le esperienze passate , in questo senso a disegnare per lui un profilo decisamente diverso. Più completo, più maturo. Ascoli. Padova. Pescara. Sion.

Ancora Pescara, con in mezzo un paio di intervalli in under 23, volti a mantenere vivo il segnale.

Ma per comprendere meglio la portata finissima del materiale a nostra disposizione, non ci si può certo limitare ad un semplice mappamondo per raccogliere le impronte lasciate in giro.

C’è da andare oltre.

Bisogna poter apprezzare quella grande poliedricità che, a seconda del bisogno, può spostare il suo raggio d’azione dalla linea mediana fino a ricoprire tutte (ma proprio tutte) le zone della trequarti offensiva.

Occorre saper credere ancora nella magia dell’imprevedibile. Solo così, del resto si può davvero amare questo tipo di giocatori. Gente di cuore con la poesia nel sangue.

Nascere “dieci”, in un momento di enorme precarietà per l’attitudine alla delicatezza del compito, poi, richiede ovviamente grande responsabilità. Un coraggio ribadito ed esaltato da quei passi che, orientati da grandi campioni quali Andrea Pirlo e Roberto Baggio, trovano in Mesut Özil la sua espressione più fedele fino a, se possibile, donargli nuova linfa.

Perché pur condividendo con il tedesco di origine turca il folle amore per gli assist derivante dal dialogo coi compagni (“Mi fa godere più del gol” dichiarò in tempi ascolani per poi farne 7 in quella stagione), il ragazzo azzurro, specie ritrovando l’Abruzzo, pare ormai essersi letteralmente infatuato proprio dell’arte che gonfia le reti scaldando i cuori.

Sono sei infatti i gol di Luca finora nelle 31 giornate di campionato disputate partendo soprattutto da ala destra. Il primo contro la Vis Pesaro e la doppietta contro il Gubbio. Un impatto notevole. Infine il meraviglioso sinistro a giro con cui ieri ha portato momentaneamente in vantaggio il suo Pescara contro il Pontedera.

Rimpolpato ancor di più, da quella personalità spiccata, pronta sempre a metterci la faccia e a rivelarsi, determinante nei momenti decisivi.

Clemenza, dall’incontro con CR7 a quel ‘sì’ al Pescara, preferita alla B e all’estero

Nell’estate 2018 fa per la prima volta l’incontro con Cristiano Ronaldo, suo grande idolo: “Me lo sono ritrovato davanti a me, così, all’improvviso. Non riuscivo nemmeno a parlare. Zero. Muto. Gli ho semplicemente chiesto una foto, poi pubblicata sui social. Lo usavo alla Playstation! Sceglievo il Real Madrid solo per giocare con Ronaldo”. Una visione quasi fugace ma illuminante, prima dell’addio. Sì, perchè i bianconeri scelgono di non tenerlo in rosa e, nonostante le offerte allettanti ricevute in estate (dalla Serie B e dall’estero), il ’97 proprio non ha potuto resistere alla destinazione Pescara. Al richiamo colmo d’affetto e gratitudine, nei confronti di quell’ambiente tanto accogliente quanto determinante in ambito d’orgoglio in patria (qualcuno ha detto Insigne, Immobile, Verratti e Cristante?).

E così, il sogno prende vita. Tra fiducia, dribbling, estro e tanta consapevolezza.

Torino aleggia nel pensiero. Tra il ricordo e l’emozione. Ma ora c’è una nuova sfida per Clemenza: dare il via all’exploit.

L’assist oggi lo offre Auteri, al resto, come sempre, ci penseranno il talento e la determinazione.

Bisogna solo fidarsi. Lasciarsi catturare, guidati dal “Delfino”. Lì dove il mare è sinonimo di opportunità.

In quella estate vede per la prima volta anche Cristiano Ronaldo, suo idolo: “Me lo sono ritrovato davanti a me, così, all’improvviso. Non riuscivo nemmeno a parlare. Zero. Muto. Gli ho semplicemente chiesto una foto, poi pubblicata sui social. Lo usavo alla Playstation! Sceglievo il Real Madrid solo per giocare con Ronaldo”.

A cura di Damiano Tucci