Cristian Pasquato, dall’esordio in A con Del Piero al gol nei playout con il Trento

Il giocatore è andato a segno nella gara di andata dei playout di Serie C contro la Giana Erminio

Pasquato Trento
10 Maggio 2022

Redazione - Autore

Se qualcuno chiedesse un esempio di come l’esperienza di un giocatore possa essere determinante, la risposta sarebbero gli highlights di Giana Erminio-Trento, match di andata dei playout di Serie C del girone A. Nelle azioni salienti, infatti, dopo il gol subito dal Trento, a salire in cattedra è stato Cristian Pasquato. Come? Prima, con la sua squadra ancora in svantaggio, saltando due uomini e lasciando partire un tiro a giro che finisce prima sul un palo poi sull’altro, successivamente lasciando l’impronta definitiva nella partita con gol ed assist. Il Trento ha vinto in trasferta e ora Pasquato è pronto a prendersi la squadra sulle spalle anche nel match di ritorno per raggiungere la salvezza.

Bianconero e granata, Torino a 360°

Cos’hanno in comune Silvio Piola, Gianluca Pessotto e Cristian Pasquato? Tutti e tre hanno giocato a Torino vestendo la maglia bianconera e quella granata. Pasquato infatti è cresciuto nelle giovanili bianconere. Non tutti i giovani giocatori riescono ad arrivare in prima squadra, ma per lui il destino è stato sorridente. Il ragazzo dimostrava sin da piccolo di avere le qualità con la palla tra i piedi, sognando un giorno di poter essere come il suo idolo Alessandro Del Piero. Il suo percorso con la Juventus andò avanti sino a quando un giorno arrivò la chiamata dell’allenatore della prima squadra, Claudio Ranieri.

11 maggio 2008. Cristian Pasquato venne chiamato per giocare gli ultimi istanti di Juventus-Catania. Quando fu il momento di entrare, la lavagnetta parlò chiaro: il sogno di una vita si era avverato. Ranieri infatti cambiò il numero dieci, Alessandro Del Piero, con Pasquato, lasciando esordire il giovane ragazzo in Serie A. Solamente nel 2012, dopo aver lasciato la Juventus ed esser passato per Empoli e Lecce, Pasquato tornò nella città della Mole, questa volta però sulla sponda granata del Torino, allora in Serie B. La stagione non si rivelò scintillante per lui. Tuttavia, la squadra sotto la guida di Ventura riuscì ad arrivare al secondo posto guadagnandosi la promozione in Serie A.

Del Piero e Pasquato

Da Bologna fino al ritorno a Padova

La carriera di Cristian Pasquato è costituita da tante tappe. Un cammino lungo che lo ha portato ad arricchire il proprio bagaglio con una grande quantità di esperienza. Dopo Torino il ragazzo decise di andare a Bologna. Poi il ritorno a Padova, dove riuscì ad abbracciare nuovamente le sue origini. Prima della Juventus, infatti, furono i biancoscudati a credere nelle qualità del giocatore quando ancora era piccolo. Successivamente, la sosta sul mare di Livorno per poi viaggiare verso l’estero. Con il Legia Varsavia, Pasquato vinse una coppa nazionale ed il campionato. Tutto sembrava andare per il meglio quando, dopo il periodo fuori dall’Italia, nessuna squadra si propose per acquistare il suo cartellino. In quel momento, due fattori continuarono ad alimentare la forza necessaria per scendere in campo di Cristian Pasquato: la passione per il calcio e la voglia di riscatto. Ripartì così dalla Serie D, rimboccandosi le maniche proprio come fece dieci anni prima, quando Ranieri decise di inserirlo al posto di Del Piero.

Pasquato Trento

A Trento un solo obiettivo: la salvezza

Da quel momento, Pasquato è passato dai dilettanti alla Serie C, riprendendosi il calcio professionistico prima con il Gubbio poi con la maglia del Trento. Oggi l’obiettivo di Pasquato è quello di trascinare i propri compagni verso la salvezza dopo una stagione complicata. E nel match valido per i playout di Serie C contro la Giana Erminio ha dimostrato di saperlo fare. Con un tiro a giro, che ha colpito entrambi i pali della porta, proprio come quel numero dieci della Juventus che ha sempre amato, cross perfetto disegnato per servire l’assist al compagno di squadra e portiere saltato con una finta per segnare il terzo gol del Trento. Tutte le speranze salvezza della società si accendono nel suo piede destro, lo stesso che qualche anno fa è riuscito ad illuminare ogni colore della città della Mole.

A cura di Jacopo Morelli