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Crotone, Longo: “A Caserta per continuare a fare bene”

Crotone, l'allenatore Emilio Longo - Lacasadic.com

Crotone, l'allenatore Emilio Longo - Lacasadic.com

Le parole dell’allenatore rossoblù alla vigilia della sfida contro la Casertana, valida per ventiseiesima giornata. 

In vista della trasferta contro la Casertana, l’allenatore del Crotone, Emilio Longo, presenta la sfida portando l’attenzione sull’atteggiamento mentale della squadra: Mi aspetto una squadra arrabbiata, che abbia recuperato in questi pochi giorni tutte le energie mentali spese dalla partita di sabato a martedì, e che le metta in campo. Sarà una partita ostica, con un alto coefficiente di difficoltà, ma siamo nelle condizioni, se riusciremo a esaltare il sacrificio, di fare una buona gara e continuare nel nostro percorso”.

Longo sottolinea poi il valore dato dall’inserimento dei nuovi elementi: L’impatto di Musso, ultimo arrivato in ordine di tempo, è stato evidente, ma più in generale tutti quelli chiamati in causa stanno mettendo in campo responsabilità e si stanno prendendo il proprio spazio. Questo è il segreto per continuare a ottenere risultati utili e mantenere alta la tensione”.

L’allenatore prosegue: “Mi sembra che il gruppo abbia accelerato quel percorso che trasforma un insieme di giocatori in una squadra vera e propria. In questo momento si lavora bene, chi è arrivato ha voglia di restare e di fare un percorso importante. Probabilmente questo più che un segreto è l’architrave su cui poggeranno le prossime prestazioni. Dopo appena 15 giorni, tra chi è arrivato prima e chi dopo, non ci sono più vecchi e nuovi, ma solo una squadra”.

Una grande opportunità anche per chi ha avuto meno spazio: Domani ci sarà una discreta turnazione, giusta per il gruppo, perché abbiamo tanti giocatori che possono essere titolari. Farò tante prove fino a domani sera, credo ci saranno opportunità per diversi calciatori di mettersi in mostra dal primo minuto. Sarà interessante capire come si comporteranno, soprattutto quelli che finora sono stati subentranti”.

Crotone, Longo: “Casertana? Ecco cosa mi aspetto in campo”

Longo parla poi dell’approccio tattico in vista della gara di Caserta: Possiamo fare diverse cose. Queste partite ravvicinate ci costringono però a riflettere sulla tenuta contro squadre che giocano con tre difensori. L’andata contro la Casertana era diversa, perché allora giocavano con il 4-3-3, ora invece si schierano con un 3-5-2 stabile. Dobbiamo capire come ci comportiamo contro una squadra con tre dietro e un vertice basso, con una copertura diversa rispetto a quella dell’Atalanta che incontrammo prima, che aveva un 3-4 con pochi intermedi nella zona centrale”.

Sulla possibile chiave tattica del match: Dobbiamo spingere sulla buona gestione degli spazi. Quando giochi contro una difesa a tre, la prima punta rischia di restare isolata. Quindi serve il supporto delle mezzali e degli esterni per non lasciarla sola. Se dovessi scegliere ancora il 4-3-3, punterei proprio su questo, per consentire alla punta di non essere schiacciata dai tre difensori. Probabilmente la cosa più intelligente è continuare su quello che abbiamo fatto finora”.

Guido Gomez / Credit: FC Crotone
Guido Gomez / Credit: FC Crotone

“La nostra curva è insostituibile. Da Casarano…”

Longo ricorda anche l’importanza dei tifosi:La passione della curva non può essere sostituita da nessun altro settore dello stadio. Devo dire che la squadra, a parte la partita con l’Altamura, ha fatto un percorso importante già da Casarano in poi. Abbiamo poi pareggiato a Latina con qualche rammarico e fatto una buona partita a Benevento, dove è iniziato un cammino di sacrificio e impostazione diversa”.

Sui fattori che hanno inciso durante l’ultimo periodo: La squadra non si è mai disunita e questo è il dato più importante. L’ossatura interna è sempre stata presente, sapendo cosa dovevamo fare e quali obiettivi inseguire. Abbiamo lavorato su aspetti tattici e sul sacrificio, e la squadra ha sempre avuto una propria identità. Domani voglio vedere una squadra che voglia vincere come a Cosenza. Le competenze tecniche vengono dopo: dobbiamo ritrovare nel sacrificio la nostra identità”.