Cadere mille volte per rialzarsi in altre 1001 occasioni: è questo il mantra di Francesco Fedato, giocatore della Lucchese, e della sua carriera. L’esterno classe ’92 si è tolto diverse soddisfazioni, ma qualche incidente ha condizionato il suo percorso. Seppur alla soglia dei 30 anni, il rossonero non vuole mollare e ha dimostrato una grande forza di volontà. La sua storia, fatta di rivalsa e tenacia, ce l’ha voluta raccontare nel salotto della Casa di C.
Il suo percorso ricomincia da dove tutto era iniziato, alla Lucchese. “Sono passati 11 anni dalla prima esperienza qui. Quell’anno in Eccellenza è quello che mi ha lanciato definitivamente nel calcio dei grandi”. Il passato che si è ripresentato quest’estate. “Io ho voluto fortemente tornare qua, ho l’affetto e la fiducia di tutti”. E Francesco ha sempre dimostrato che quando trova l’ambiente giusto sa dare il meglio di sé: non a caso è già a quota quattro gol”.
Periodo prolifico per il giocatore nato a Mirano, che sta aiutando la squadra a venir fuori da un periodo difficile. “Le prestazioni ci sono sempre state, purtroppo erano venuti a mancare i punti. In diverse occasioni abbiamo sfiorato la vittoria, poi sfumata negli ultimi minuti. Ora siamo migliorati anche sotto questo aspetto ed abbiamo iniziato a scalare la classifica. L’obiettivo rimane sempre quello della salvezza, ma se arriva qualcosa di più ci fa sicuramente piacere”.
Appena ventenne, Francesco si è subito ritrovato ai piani alti del calcio. “Nella mia carriera ho vissuto un’accelerazione mostruosa – racconta – perché mi sono ritrovato dall’Eccellenza alla Serie B e l’Under 21 in pochissimo tempo”. E con lui abbiamo l’ennesima conferma che la maglia azzurra fa sempre un certo effetto. “L’emozione di indossare la maglia della nazionale è stata veramente forte. Non me l’aspettavo per niente la chiamata, ed è anche andata bene dato che ho segnato e mi sono giocato le mie carte”.
Una volta toccata la Serie B, Francesco condivide lo spogliatoio con giocatori di assoluto livello, e spesso anche esempi da seguire. Come Ciccio Caputo a Bari. “Lui per primo con la sua storia ci insegna a non mollare. È arrivato in Serie A tardi, ed è stato clamoroso per le sue doti. L’ha dimostrato sul campo e se l’è meritata. Ha fatto la cavalcata di tutte le categorie partendo dal basso come me e non ha mai mollato la presa. Per me è un esempio, sia dentro che fuori dal campo, perché ha sempre dimostrato di non mollare mai in qualsiasi ambito”.
Parole dolci anche per un altro mattatore della categoria compagno al Modena: Pablo Granoche. “Anche lui come Caputo mi ha insegnato tanto, in primis di lavorare molto sul fisico, anche oltre quello che richiede l’allenatore. Per star bene a una certa età devi comportarti da professionista come ha sempre fatto lui. Ci teneva molto al gol e alla prestazione”.
Tornando al tema Bari, sorge un po’ di malinconia per la stagione 2013-2014. “Il secondo anno a Bari mi è dispiaciuto non concluderlo perché è stato veramente bello. Purtroppo son dovuto andare via a gennaio: ricordo il direttore Angelozzi che mi disse che dovevano vendermi per riuscire a pagare gli stipendi e andare avanti. Ed effettivamente hanno fatto una grande stagione. Sono dunque dovuto andare via per salvare la squadra e se il Bari non è fallito è anche grazie alla mia vendita di gennaio. Sono stato “sacrificato” per il bene della squadra.
Tra i personaggi incontrati in carriera, spicca anche Carlo Pinsoglio, terzo portiere e uomo squadra della Juventus. “È sempre stato un tipo molto estroso, voleva fare sempre gruppo. E soprattutto è un ottimo portiere oltre all’aspetto umano. D’altronde è stato sempre riconfermato dalla Juve, e per rimanere in una squadra del genere devi avere delle doti importanti. Lui ci tiene molto alla Juve e a tutto lo spogliatoio. Visto il calcio d’oggi che con un attimo ti ritrovi dalle stelle alle stalle, stare fisso alla Juve è una gran fortuna”.
Conclude dando la giusta importanza anche alla sua famiglia, di cui è pienamente orgoglioso e ne fa “sfoggio” anche sulla foto profilo di WhatsApp, in questo nuovo percorso di rinascita. “Grazie alla mia compagna e a mio figlio mi sono dato una calmato. Riguardando qualche situazione potevo evitare qualcosa, ma ero un giovane come tutti, mi piaceva uscire di più. Adesso ho messo a posto la testa e mi dedico alla famiglia e alla mia carriera”.
A cura di Filippo Rocchi
Credit Photo: Ufficio Stampa Lucchese
Le news e le trattative di calciomercato della sessione invernale in Serie C: gli aggiornamenti…
Il comunicato ufficiale Pro Vercelli sull'arrivo di Perotti. La Pro Vercelli ha chiuso un importante…
Il comunicato ufficiale della Lumezzane sulla cessione di Beidi Gallea. Il Cagliari guarda al futuro…
Il comunicato riguardante l'ufficialità di Durmush alla Vis Pesaro La Vis Pesaro ha chiuso e…
Le parole del centrocampista dell'ex Catania, Stefano Sturaro. Ai microfoni dei colleghi netwin.news, il centrocampista…
Sorrento-Catania, sold out il settore ospiti del "Viviani" di Potenza Il Catania si appresta a…