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Foggia, l’era Canonico verso la fine: dalla cavalcata playoff alle “dimissioni irrevocabili”, il racconto della presidenza

Canonico, presidente Foggia

Il racconto della presidenza di Nicola Canonica negli anni alla guida del club rossonero.

Questa volta ci siamo davvero. A distanza di quasi un anno dalle famose dimissioni del presidente Canonico, il Foggia si prepara ad accogliere il cambio presidenziale, con gli imprenditori Casillo e de Vitto pronti a entrare in società. Finisce così l’era Canonico, in carica dal 2021 e che con questa cessione abbandona definitivamente il club.

Dal tandem Zeman-Pavone al ritorno di Delio Rossi, dalla cavalcata playoff alle “dimissioni irrevocabili“: ecco il racconto della presidenza Canonico. 

La storia di Canonico a Foggia parte in un periodo molto delicato del recente passato dei pugliesi. L’imprenditore barese infatti entra in società in un momento di transizione, dopo il fallimento del Foggia nel settembre del 2020: dapprima come socio, per poi diventarne presidente nel 2021. 

La prima mossa di Canonico da presidente del Foggia dopo la promozione in Serie C è qualcosa di storico. Il neo presidente infatti mantiene la promessa che aveva annunciato e riporta sulla panchina del Foggia lo storico tandem Zeman-Spavone, infiammando la piazza e riportandola, anche solo per un attimo, ai suoi fasti gloriosi.

Il ritorno di Zeman e la cavalcata playoff con Delio Rossi

Il ritorno di Zeman generò un incredibile entusiasmo attorno alla piazza, che dopo anni difficili anche solo per qualche istante con l’annuncio del Boemo si diede l’opportunità di sognare. Purtroppo i risultati di campo furono al di sotto delle aspettative, con il Foggia che arrivò settimo, venendo poi eliminato al primo turno dei playoff. Ma è nell’annata seguente, che per quanto particolare, emerge il miglior Foggia degli ultimi anni. Infatti, nonostante un annata fatta da quattro allenatori, il Foggia chiude il girone al quarto posto con Delio Rossi in panchina e accede ai playoff. Da qui inizia una storica cavalcata.

Dopo aver battuto il Potenza al primo turno, il Foggia si ripete nel secondo turno con una grande prova di resilienza. Infatti gli uomini di Delio Rossi, dopo aver perso 4-1 all’andata contro l’Audace Cerignola, sfoderano una grande prova nella gara di ritorno ribaltando il risultato con un netto 3-0, con i gol che arrivarono tutti negli ultimi 15′ minuti. In semifinale un’altra sfida al cardiopalma con il Pescara, in quel caso furono i rigori a mandare il Foggia in finale dopo aver ripreso la partita per due volte nel finale di gara, prima al 97′ e poi al 115′ nei supplementari. Una cavalcata storica che si infranse solamente a un passo dal traguardo, con il Foggia che venne sconfitto nella doppia sfida promozione contro il Lecco.

canonico e delio rossi- copertina-screen-lacasadic.com
canonico e delio rossi- copertina-screen-lacasadic.com

Le “dimissioni irrevocabili” e l’amministrazione giudiziaria: la fine di un era

La finale playoff persa rappresenta un punto all’interno della storia recente del Foggia. Purtroppo non quello che si aspettavano i tifosi. La squadra infatti, complici i numerosi cambi in panchina, non riesce a ripetersi nelle annate successive dove non riuscirà mai a centrare neanche i playoff. È l’inizio della fine. Qualcosa inizia a rompersi tra la tifoseria e la società, con le tensioni che arrivano ai massimi storici nella conferenza del 31 marzo dello scorso anno.

Canonico infatti in un clima di tensione generale annuncia le sue dimissioni, annunciando che da quel momento sarebbero caduti tutti i suoi oneri nei confronti del Foggia. Il clima diventa sempre più teso fino a quando il club, a maggio dello scorso anno, entra in amministrazione giudiziaria dopo le denunce dello stesso Canonico (primo club in Italia), con il presidente e la sua famiglia costantemente oggetto di minacce. La nuova stagione, quest’anno,  si era aperta con il Delio Rossi tris sulla panchina del Foggia, durato però sino alla 12esima giornata, con il subentro di Barilari. Si appresta a chiudersi così dunque l’era Canonico, con il rammarico di non esser riuscito a riportare il Foggia dove sperava e con un clima che si è andato sempre più a logorare con il passare degli anni fra società e tifoseria.