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Foggia e la rivoluzione “gentile”: Cudini si gode il secondo posto

Dal 31 luglio al 15 ottobre. Dall’inizio dei lavori di Cudini al Foggia, in un clima surreale e sfiduciato, al secondo posto in classifica (con Latina e Benevento) grazie alla vittoria per 2-0 nel derby con il Brindisi. Quota 15 punti e nuovi sogni nel cassetto. Arrivato in punta di piedi e tra lo scetticismo generale, l’ex allenatore della Fidelis Andria ha saputo dare ordine e disciplina ad un ambiente disilluso e scoraggiato per tutto ciò che ha dovuto affrontare in estate. Quindi ricorsi, tribunali ed una storia già nota e, forse, anche dimenticata. Ma cosa è davvero cambiato?

credit: Calcio Foggia 1920 – Antonellis

I numeri del cambiamento: il Foggia inizia (di nuovo) a sognare

Tutto, a partire dall’allenatore. Cinque giorni di lavoro, soltanto tre, prima della sfida di Coppa contro il Catanzaro. Una squadra ancora (in parte) da ricostruire e un mercato a rilento. Fedeli? Pochi. Al primo allenamento della squadra, a Bastia Umbria, si contavano su due mani. Ma il segreto è stato non buttarsi giù nemmeno per un istante. Anche quando il Taranto, alla prima giornata, ha rifilato due gol in 20 minuti e condannato i rossoneri alla prima sconfitta in campionato.

Da quel momento, però, la musica è cambiata: ben 8 risultati utili consecutivi tra campionato e Coppa Italia e un primato distante appena 3 lunghezze. Quattro vittorie, contro Giugliano (1-0), Catania (0-2), Turris (2-1) e Brindisi (2-0). E tre pareggi con Avellino (0-0), Virtus Francavilla (0-0) e Monopoli (2-2). Nove gol fatti, 6 marcatori diversi e seconda miglior difesa del girone C con 5 gol subiti.

Il 4-3-1-2 nelle ultime due partite, l’imprevedivilità degli esterni e il ritmo che va veloce. Ma anche l’eclettismo di un allenatore moderno, capace di usare anche il 3-4-1-2 o il 3-5-2. Nonostante l’abito tattico più utilizzato in carriera sia il 4-3-3. Ergo, la capacità di sapersi adeguare alle caratteristiche sei propri giocatori e saper cambiare in base ad avversario e partita. Vedere giocare il Foggia adesso è un piacere. La tecnica di Peralta e il cinismo di Tonin (miglior marcatore rossonero a quota 3 reti) e la solita grinta di Schenetti, che anche nel derby ci ha messo lo zampino chiudendo virtualmente la partita e portando il risultato sul 2-0, poi definitivo.

Da esterno a esterno, per il più classico gol che porta il 3-4-1-2 o il 3-5-2 come marchio di fabbrica: così è nato il gol del vantaggio firmato Garattoni, su assist di Peralta (scuola Inter). Ha funzionato tutto, di fronte a circa 5.000 spettatori presenti allo stadio Zaccheria. Una cornice discreta e ancora tuttavia ben lontana da quella disegnata ai playoff. C’era Delio Rossi, era un’altra storia. L’aspetto tangibile, è che l’entusiasmo nella Puglia rossonera è tornato, insieme al sogno Serie B.

credit foto: Foggia Calcio, Antonellis

Il ritorno del capitano

Ritorno con gol. Non poteva chiedere di meglio Garattoni. Il capitano è tornato giusto in tempo per il derby contro il Brindisi dopo due giornate di stop causa infortunio. “Quando rientri da un problema fisico non sai mai come stai, perché l’allenamento non è mai come la partita”, ha rivelato in conferenza stampa dopo la vittoria. La prestazione, ha raccontato però tutt’altro. Forma smagliante e leadership. La rete, poi, è da attaccante vero: dopo uno stop perfetto il 25enne si accentra, punta l’uomo e scarica un destro imparabile per Saio. Ma non solo: Garattoni ha partecipato attivamente anche alla rete del raddoppio. Suo infatti è stato il tiro-cross smanacciato dal portiere Saio e sul quale Schenetti si è avventato per il 2-0 definitivo. Cudini sta costruendo un gruppo straordinario e ora ha ritrovato anche il suo capitano. Nel calcio, le cose cambiano in fretta. A Foggia sta accadendo proprio questo. E il bello, forse, deve ancora venire.

 

Manuele Nasca

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