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Il Genoa nel cuore, l’exploit in D e le prime tappe in Serie C: Foggia, per l’attacco puoi contare su Fossati

Gubbio Daniel Fossati

Daniel Fossati, attaccante del Gubbio, durante un'azione di gioco/Credit Photo: A.S. Gubbio 1910

È fatta per l’arrivo a titolo temporaneo del classe 2003

Per un Fossati che suona il rock, ce n’è un altro che suona il…gol. Fisiologico ricambio generazionale, ma senza alcuna connessione di parentela. Semplicemente, dall’estroso Ivano tutta vita e note si passa ad un giovane calciatore, di nome Daniel, che a 23 anni proseguirà la sua carriera da solista a Foggia. Nella banda di Delio Rossi: insomma, sport e musica vanno a braccetto in questa storia da raccontare.

Un percorso che il ragazzo inizia a disegnare partendo dalla sua Genova. Non a caso: terra di assoli, di poesie, di sinfonie. Le stesse che i rossoneri cercano nei piedi del classe 2003, per ricostruire certezze e per ritrovare reti pesanti. Quelle che Fossati ha già dimostrato di poter segnare, se messo nelle condizioni di splendere: emblematica, in tal senso, la stagione da doppia cifra condotta a Borgosesia, in Serie D, anno 2022/2023.

L’album più voluminoso, ricco di tracce intense, colmo di attimi da cartolina. O, se preferite: un trampolino di lancio verso il palcoscenico dei grandi. Prima tappa del tour, la Serie C. Tra Pontedera, Sestri Levante e Gubbio, passando anche da Carpi, ultima toccata e fuga di un viaggio che, adesso, confluirà verso Sud. In tutto il suo calore, in tutto il suo splendore. Un toccasana per ambizioni mai sazie, che inorgoglisce e responsabilizza: la sfida è di quelle arcigne.

Ma Daniel, cuore impavido, non teme. Anzi: coglie al volo l’opportunità. Disfa le valigie e spicca il volo, come chi è sempre alla ricerca di un sé. Come i grandi artisti, del resto. Quelli che “hanno sempre da dire, più di quanto basterebbe, dopo tanto parlare”.

Rotolando verso Sud

Riavvolgiamo il nastro. L’opera maestra di Daniel, dicevamo, ha contorni rossoblù: è il Genoa a cullarne desideri e propositi. Ben presto indirizzati su strade rigogliose. Attraversate a denti stretti, a passo svelto, con il piede costantemente sull’acceleratore: il ragazzo ha fretta. Ha fame. E, sul carattere, forgia le stimmate del giocatore maturo. Prerogativa che spinge i liguri a prelevarne le prestazioni dall’Arenzano, quando Fossati ha solo 8 anni. Negli occhi del bambino, la genuinità di un sogno. Nei tratti giovani, la forza degli uomini. Nella testa, pensieri dolci e consapevoli. Motore delle imprese più belle. Come la vittoria del campionato Under 18, stagione 2020/2021: conquista che porta proprio il suo nome. Segna lui, infatti, il gol decisivo, che piega l‘Inter regalando l’eterno ricordo della storia alla squadra. Anzi: alla “sua” squadra. La stessa che gli permette di seminare e raccogliere, partendo dall’Under 17 (7 reti) per arrivare fino ai professionisti. Passando da varie piazze, anche note. Tra cui, Venezia.

Nella Primavera arancio-nera Fossati passa un anno formativo: sotto la guida di Soncin (che lo convoca anche in Serie A), infatti, l’attaccante centra 4 volte il bersaglio e guadagna fiducia. Un’iniezione importante, il cui dosaggio aumenta la portata delle prestazioni. Sempre più decisive, sempre più convincenti. Un esempio concreto? L’avventura al Borgosesia, in Serie D. A conti fatti, la migliore annata della sua carriera: 33 partite, 15 gol (uno ogni 173 minuti) e assaggi di calcio ad alta quota. Solo per palati fini.

Gubbio Daniel Fossati
L’attaccante del Gubbio Daniel Fossati esulta dopo un gol/Credit Photo: A.S. Gubbio 1910

Le prime avventure in C: missione riscatto

La stagione tra i dilettanti è il manifesto del suo calcio pulito, quello che ammira e ricalca Roberto Baggio: idolo di una vita. Fossati è un mestierante dell’area piccola, certo, ma al contempo ama ricamare, cucire, inventare. Niente da dire: ha proprio il graffio del poeta. Anche se le ultime esperienze non ne hanno esaltato le qualità, Daniel ha raccolto esperienze appaganti, fondamentali nel percorso di crescita.

Soprattutto perché arrivate nei professionisti: il tanto atteso passaggio al Piano C avviene quasi senza dar nell’occhio. Il primo scalo è Pontedera, piazza in cui il ragazzo fatica ad imporsi: tra campionato e Coppa Italia di categoria segna solo 2 gol. Non cambia la sostanza a Sestri Levante: spalma una rete in 876 minuti. Mentre a Gubbio replica i numeri siglati in Toscana: 2 centri. Ancora più sfortunato il semestre passato a Carpi: un ematoma alla caviglia lo blocca. 7 presenze, un gol, nuovo inizio: poco importa, dunque. Perché il viaggio non si ferma: la ripartenza si chiama Foggia. Per tornare a sognare Baggio e i grandi bomber…