Ghirelli: “VAR nella prossima stagione? C’è questa possibilità… “

Il presidente della Lega Pro si racconta in esclusiva ai nostri microfoni

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18 Giugno 2022

Redazione - Autore

Sono passati ormai diversi giorni dalla serata del Barbera. Si sono spenti i riflettori e una lunga stagione di Serie C si è ormai conclusa. Ma le emozioni, per chi quella notte l’ha vissuta, sono ancora vive e forti. Tra queste c’è sicuramente il presidente Francesco Ghirelli, il simbolo di questa Lega Pro. Una di quelle partite, di quelle giornate, che se sei amante del calcio non puoi non ricordare. Soprattutto se hai contribuito a farla diventare l’evento più importante della stagione. Sarà per questo che per il presidente Ghirelli la notte del Barbera è stata: “la fabbrica dei sogni.”

Il presidente Ghirelli racconta la finale del Barbera

Raccontare una serata come quella del 12 giugno non è mai semplice. Le emozioni sono tante e i momenti da ricordare ancora di più. Una di quelle giornate da custodire con cura nell’album dei ricordi. E per farlo, occorre andare con ordine: La cosa che più mi ha colpito, stando la mattina in città e andando allo stadio a piedi, è stata la grande partecipazione di tifosi giovani. In genere quando vado a vedere una partita, ci sono molti con i capelli bianchi. È stata la sensazione più bella. Dall’esperienza di quella giornata, di quella serata, ne ricavo esattamente questo. Noi siamo e possiamo essere la fabbrica dei sogni.”

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Credit foto: Pasquale Ponente

Ghirelli: “Siamo andati oltre quello che potevo pensare”

La finale dei playoff non è stata una semplice partita. Un grande evento frutto di un lungo lavoro di tutta la Lega Pro. Tanta passione e altrettanti sacrifici per regalare al calcio italiano una serata per certi versi storica. Una grande responsabilità ma il presidente Ghirelli non ha mai avuto dubbi: Sapevo che ce l’avremmo fatta, ma siamo andati bel oltre quello che potevo pensare. Abbiamo avuto uno share di 0,9 e la partita è stata vista anche a New York con le sciarpe di Padova e Palermo in un ristorante. A la Ribalta c’era la famiglia del presidente del Cesena Robert Lewis: questo dà la dimostrazione di come gli imprenditori americani abbiano capito lo stare insieme e il rapporto tra la spettacolarizzazione americana e la radice della storia dei comuni d’Italia. Ci hanno dato un nuovo modo di essere presidenti di una squadra valorizzando anche il prodotto complessivo. Questo è il ragionare a sistema che è il grande problema del calcio italiano. Questo Everest l’abbiamo travalicato, adesso bisogna reggerlo e non è semplice.”

Il Presidente Ghirelli: “Campionato? Dobbiamo cambiare qualcosa nel profondo”

La notte del Barbera è stata solamente la fine di un cammino, quello dei playoff, che ha regalato gioia e soddisfazione al mondo della Lega Pro. Una serata che ha dato risposte, ma che inevitabilmente ha generato anche qualche dubbio: Abbiamo triplicato le presenze in tutti gli stadi durante i playoff. Non si poteva andare oltre. Questo ci pone però un altro problema. Ma la formula del campionato dobbiamo mantenerla così? Oppure bisogna creare una formula che raccolga l’evento e le radici nella città e che peró sia capace di parlare ai giovani? Questo calcio se non riesce a parlare con i giovani non ha prospettiva, non ha futuro. La formula del campionato sarà una delle questione su cui dobbiamo ragionare per vedere cosa fare. Non si puó gioire per i risultati dei playoff e non vedere che nel campionato stentiamo a portare il pubblico e i giovani, vuol dire che dobbiamo cambiare qualcosa nel profondo.”

Ghirelli

Tante domande a cui il presidente Ghirelli prova subito a dire una risposta: “Dobbiamo ragionare con i piedi per terra e con competenza. Sapere cos’è il calcio della Serie C e sapere che siamo un unicum in Europa. Non c’è un campionato così perchè nessuno ha la storia dei comuni d’Italia. Allo stesso tempo dobbiamo, su questa radice, far crescere un albero innestando un pezzo di una storia diversa, di innovazione e che sia capace di rispondere ai ragazzi di quest’epoca. A me il campionato è piaciuto, ma io ho i capelli bianchi. Io devo pensare ai miei nipoti perchè a loro bisogna consegnarli l’interesse per il pallone. Stiamo lavorando da questo punto di vista con NFT e Esports e con tutto quello che puó innescare una capacità di interloquire con i ragazzi e le ragazze.”

Ghirelli: “Var? Esperienza positiva. L’anno prossimo dipenderà da costo e possibilità”

Una delle grandi innovazioni di questi playoff di Serie C 2022 è stata sicuramente l’ingresso del VAR. La tecnologia ha aiutato gli arbitri in diverse situazioni. Il presidente Ghirelli analizza così questa prima esperienza: “I giovani arbitri hanno gli stessi problemi dei giovani calciatori in Serie C. Sono nella fase formativa e quindi possono commettere maggiori errori. Sarebbe sciocco pensare che possano sbagliare meno di quelli della Serie A. Il Var è uno strumento di forte aiuto per eliminare una parte degli errori. È uno strumento di formazione per crescere più rapidamente e arrivare nelle serie superiori. È stata un’esperienza positiva. Per l’anno prossimo dipenderà da costo e possibilità, ma in un calcio che ragionasse a sistema le prime riforme darebbero una mano alla Serie C per consentire l’innesto del Var.” 

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I giovani al centro del progetto della Lega Pro: “Bisogna spostare tutte le risorse”

Un presente che ormai è già passato. I playoff il punto da cui ripartire. Con tutti i dubbi e le certezza. La più grande di tutte riguarda proprio i giovani calciatori. Uno dei punti cardine della progetto della Lega Pro e in cui il presidente Ghirelli crede fortemente: “La governance della Lega Pro ha capito quale fosse l’identita della Lega Pro: da un lato essere il calcio dei Comuni e dare una mano a chi soffre. Dall’altro luogo della formazione dei giovani. Non è stato facile. Abbiamo spinto il 93% delle nostre risorse per far giocare i giovani. Con il minutaggio è cresciuta la qualità. Esposito debutta in Nazionale e dice “io ho deciso di rimanere in Serie C perchè era più performante”: è esattamente questa la strada. Se si va a vedere l’esperienza della Cremonese di Pecchia sono tutti giovani. Quello è un percorso virtuoso. I giovani che hanno vinto si sono formati da noi. Ma non lo dico per rivendicare una visione autarchica. Io non sono così sciocco da pensare che la formazione si faccia solo in Serie C.”

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I giovani sono il futuro. Un pensiero fisso nel presente della Lega Pro. Un messaggio, da parte del presidente Ghirelli, per tutto il calcio italiano: La vera riforma è questa. Spostare tutte le risorse nei giovani, da stadi e centri sportivi ai maestri che servono per i ragazzi. Occorre una specializzazione adatta ai giovani. O spostiamo lì tutte le energie o ci sarà una Macedonia ancora una volta. Bisogna formare i giovani, questo è lo sforzo che dobbiamo mettere in campo. È un problema del calcio italiano e non solo della Serie C. Noi abbiamo dimostrato che è possibile.”

Ghirelli: “Seconde squadre? Abbiamo troppi stranieri. E il decreto crescita non aiuta”

Un progetto iniziato tempo fa, con l’introduzione delle seconde squadre. La possibilità di far crescere giovani calciatori in un campionato competitivo come quello della Serie C. Una proposta accolta solo dalla Juventus. I motivi, secondo il presidente Ghirelli, sono: “Miopia. E poi perchè forse qualche squadra che vorrebbe farla, ha troppi stranieri. Le squadre più importanti che giocano in Serie A hanno per minuti giocati l’86% di giocatori stranieri. E così non si va da nessuna parte.”

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Credit Martina Cutrona

Ed è per questo motivo che tutta la Lega Pro condanna e combatte fermamente contro il decreto crescita: “Recentemente ho parlato con Allegri. Il suo discorso è semplice. La Serie C forma giocatori già pronti ad andare in Serie A, gli altri settori giovanili stentano maledettamente. Certo che se il decreto crescita favorisce i giocatori stranieri, diventa difficile. Io mi ricordo qualche anno fa quando andavi da un presidente e dicevi “c’è un giocatore in Francia” lui ti rispondeva “non ce n’è uno vicino?”. Ora invece la situazione è al contrario perchè gli stranieri costano il 50% in meno. E a quel punto non gioca chi è più bravo ma chi costa meno. Mancini sta facendo dei miracoli, ma il numero dei giocatori disponibili per la Nazionale è troppo basso. Questa deve essere la riforma del calcio italiano.”

Ghirelli racconta il futuro della Lega Pro

La stagione è ormai conclusa ed è tempo di pensare già alla prossima. Il mondo della Lega Pro non si ferma mai e il presidente Ghirelli è già al lavoro. Uno sguardo sempre al futuro. Cambiamenti in vista per continuare a crescere: “Vogliamo far diventare lo stadio luogo della centralità urbana. Un luogo dove si ritrovano le discipline sportive, aperto al territorio e capace di avere una forte proiezione esterna dal punto di vista della solidarietà e dell’inclusività. Bisogna fare un lavoro di formazione dei dirigenti. Dobbiamo avere dirigenti che siano capaci e che abbiano una formazione molto alta. Dobbiamo pensare ad una formazione culturale e universitaria. Un calciatore, se ha una formazione culturale avanzata, ha anche capacità tecniche maggiori. Perchè sa come allenarsi, conosce il suo corpo, sa come alimentarsi,  combatte doping e scommesse sportive e, soprattutto, rispetta gli allenatori.”

Idee chiare per un futuro tutto da scrivere. La gloriosa e antica storia dei comuni d’Italia che si unisce con l’innovazione. I playoff sono un nuovo inizio. Il presidente Ghirelli è la persona che lega passato, presente e futuro della Lega Pro. Una lunga chiacchierata che finisce proprio come è iniziata. Un cerchio che si chiude ma già pronto a riaprirsi. Perchè alla domanda “Cosa si aspetta dal prossimo campionato?” La risposta non può che essere: “la fabbrica dei sogni.” Quelli che diventano realtà. 

A cura di Filippo De Gradi