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Dal basket al calcio e la Juventus. Ora per Israel c’è lo Sporting

Israel Juve

Credits Martina Cutrona

Tempo di addii in casa Juventus U23. Dopo la partenza di Zauli, nuovo allenatore del Sudtirol, i bianconeri salutano anche un altro pilastro della loro recente storia: quel Franco Israel che, tra Primavera e seconda squadra, ha difeso la porta della Vecchia Signora per 4 anni. Definito il passaggio dell’uruguaiano allo Sporting, una delle big del campionato portoghese. Oltre alla somma ricavata dalla cessione, pari a 1.1 milione di euro, ci sarà anche il 50% sulla futura rivendita.

L’annata di Israel

Il classe 2000 è stato uno dei protagonisti dell’ultima stagione juventina in C, così come della precedente. Un’annata che si è conclusa ai playoff nazionali, per mano del Padova. Voluto dallo stesso Zauli, con cui aveva già lavorato nella Primavera, il portiere ha giocato 32 partite in campionato, incassando 35 reti e facendo registrare ben 8 clean sheet. Agli spareggi sono state invece 4 le partite senza subire gol sulle 6 giocate, un ruolino di marcia che conferma i passi avanti fatti dal giovane uruguaiano, pronto ormai per mettersi alla prova a livelli più alti. Proprio l’ex trequartista di Palermo e Vicenza è stato fondamentale nella sua crescita: “Ho sempre avuto un bel rapporto con il mister. Sapevo quello che chiedeva e ciò che gli piaceva: le uscite, per esempio. Avevo già confidenza con lui e questo mi ha aiutato”, ha ammesso Franco.

Israel Juve
Credits Martina Cutrona

Gli inizi in Uruguay

Alto 190 cm, era arrivato alla Juve grazie a un’intuizione dell’allora dg bianconero Marotta che lo aveva prelevato dal Nacional, storico club uruguaiano, con cui aveva trionfato nel 2018 nella Copa Libertadores sub-20. Prima di dedicarsi al calcio, Israel si era dimostrato anche un ottimo cestista. Fino ai 12 anni infatti Franco si destreggiava alla perfezione in entrambi gli sport e solo nell’adolescenza ha dovuto sceglierne uno. “Da piccolo ero più forte a basket che a calcio”, ha ammesso in una intervista. “Ho scelto però la seconda strada perché mi piaceva di più, avevo più amici. Ma da bambino ero più bravo nell’altro sport”. L’infanzia l’ha trascorsa a Nueva Helvecia, un piccolo paesino da diecimila abitanti nel sud-ovest dell’Uruguay che, curiosità, ha dato i natali ad un altro ormai ex bianconero, Rodrigo Bentancur, ora giocatore del Tottenham.

Un nuovo step della carriera

I modelli di Israel sono sempre stati Casillas e Buffon e, proprio con quest’ultimo, ha avuto modo di lavorare nei suoi trascorsi juventini, che però non si sono mai concretizzati in un esordio ufficiale con la prima squadra, ma solo in qualche sporadica convocazione. L’uruguaiano si è sempre detto entusiasta della possibilità di allenarsi con campioni di questo calibro: “Quando ho avuto l’opportunità di allenarmi con loro, ho cercato di apprendere quante più cose possibili, focalizzandomi su ogni minimo dettaglio. Riescono ad avere un livello di attenzione massima per tutto l’arco dell’allenamento, il loro margine di errore è bassissimo”.

Israel
Credits Martina Cutrona

I risultati del suo progresso sono sotto gli occhi di tutti ed è lui stesso ad averlo ammesso nelle tante interviste in cui ha ribadito l’importanza che questa maglia ha rivestito nella sua giovane carriera: “In questa stagione penso di essere cresciuto molto, sotto tanti punti di vista. Sono migliorato nella lettura dei momenti della partita e più in generale della stagione. In Italia ti ripuliscono dei tuoi difetti da portiere. La Juve mi ha dato davvero tanto, qui sono cresciuto come giocatore e come uomo, ho imparato cosa significhi cultura del lavoro”. Dopo il rinnovo di Perin, gli spazi alla Juve per lui si sono ridotti per cui alla Continassa si è pensato di lasciargli fare esperienza altrove, di farlo crescere e magari poter ricongiungere le strade più avanti. Ora a godere delle sue parate saranno i tifosi al José Alvalade, ma di Franco Israel continueremo a sentir parlare.

A cura di Simone Gervasio