A tutto Marcolini: dalla C alla finale con Del Piero. E quel gol che valse il primato in Serie A. Chi è il nuovo C.T. di Malta

L'allenatore ha firmato il contratto con la Nazionale maltese

Marcolini
15 Dicembre 2022

Redazione - Autore

Trame, storie che si incastrano prefettamente tra di loro. Pagine di un viaggio infinito e variegato. Tappe, di un film d’azione pieno di peripezie. L’attore, è Michele Marcolini, pronto a scrivere un nuovo capitolo della saga. Malta, la sua prossima destinazione in panchina. Ha preso il posto di Devis Mangia e firmato un contratto fino al 2024. La prima esperienza in una Nazionale, una prima volta dal sapore particolare. Che non lo spaventa e, anzi, lo esalta. Uno che ha girovagato per tanto tempo, e che è abituato ai cambiamenti. Pronto, ad affrontare il prossimo. Dalla Serie C con l’AlbinoLeffe ai piedi della Valletta.

Il Marcolini calciatore: gli inizi in C, il Torino e quel gol al Chievo che valse il primato in Serie A

Vado e Quiliano le sue prime squadre. Marcolini aveva solo 13 anni. A 14 lo chiama il Torino. La possibilità di confrontarsi con una grande realtà e dare una svolta alla propria vita. Era la squadra di Graziani e di tanti altri campioni. La stessa che nel 1994 sfiorò lo scudetto Primavera perdendo in finale contro la Juventus di un certo Del Piero. Non male come inizio. Ma andiamo avanti. Un anno dopo, arriva anche la prima esperienza tra i professionisti con la maglia del Sora in C1: segna 3 reti in 66 presenze. Nel suo cammino anche il Bari, che lo lega ad un ricordo particolare: la Serie A. Con i pugliesi 86 presenze, 4 campionati e 5 reti. Poi di nuovo la Serie B con le maglie di Vicenza e Atalanta. Marcolini è un esempio per tutti. Sempre. In campo e fuori. Un faro, da seguire con intelligenza. Gioca, dirige e indica la strada.

Credit: Michele Maraviglia/U.C. AlbinoLeffe

Il Chievoverona corrisponde ad una favola. La delusione, i pianti, fino alla gioia pura, indescrivibile. Arriva nel 2006, l’anno in cui l’Italia vinse i Mondiali in Germania. La sua squadra, invece, retrocesse in Serie B a maggio. In quel campionato 25 presenze e 1 gol. Nel 2008 torna in Serie A, col botto. La sua rete contro l’Atalanta è decisiva per il primato. “Non avevo mai fatto un gol così, di testa intendo. Me lo sto riguardando ogni tanto ed è sempre un piacere. Tuttora non credo sia stato possibile. Forse me ne devo convincere io per primo”, raccontò all’Eco di Bergamo. Resta a Verona fino al 2011 e saluta con un gol da centrocampo contro il Bologna, segnato il 17 aprile. Non male, per dire addio ad un club che gli ha dato tantissimo. Lascia dopo 159 presenze, 20 assist e 6 reti.

 Il percorso da allenatore: idee, grinta e passione

Ultima esperienza il Lumezzane in Prima divisione nel 2012. Poi il ritiro nel 2013 e un altro ruolo: quello di allenatore. Una nuova veste che male non gli sta. La giusta misura, le idee e la grinta. Proprio dal club rossoblù parte la sua prima avventura su una panchina, in Prima Divisione. Il primo suono della campanella, il primo giorno di scuola. Poi Vicenza, Pavia e Santarcangelo, in Lega Pro. L’occasione arriva nel 2017, quando a chiamarlo è L’Alessandria. Di gran lunga tra le migliori esperienze: 6° posto nel Girone A e vittoria della Coppa Italia Serie C. Dopo l’eliminazione agli ottavi dei playoff, lascia la squadra piemontese. Idee, grinta e passione sono i tre ingredienti che lo hanno sempre accompagnato, anche nelle difficoltà.

“Nessuno ha fatto un passo indietro”: i mesi terribili ad Avellino e il nuovo episodio a Malta

Voleva seguire le orme di Massimo Rastelli: “Spero di fare quello che ha fatto lui e seguirlo il più possibile”. Le cose, però, andarono male. Esito negativo dopo il ricorso alla Covisoc e mancata iscrizione al campionato di Serie B. I campani vivevano l’agonia del fallimento ormai alle porte e l’ex centrocampista del Chievo assunse il ruolo di psicologo prima ancora che di allenatore.

“Grazie per i complimenti. Da parte mia oggi più che il risultato, del quale non me ne frega niente, sono soddisfatto perché è il premio meritato all’atteggiamento che i miei ragazzi stanno avendo in questo periodo”, le sue parole in sala stampa dopo l’amichevole pareggiata contro la Roma, al Benito Stirpe di Frosinone (1-1). Passione, coraggio, quello che a Marcolini non è mai mancato: Bisognerà vivere questo periodo da uomini. Non tutti ci riusciranno nella stessa maniera. I ragazzi Fino ad oggi mi hanno dimostrato di andare dritti, aspettano la prossima settimana”. 

L’Avellino fallisce e il lavoro sul campo inizia il 27 novembre dello stesso anno sulla panchina dell’AlbinoLeffe. Poi Chievo e Novara, prima del ritorno a Bergamo dove è rimasto fino al 2022. Ora il nuovo capitolo a Malta. Marcolini ha tra le mani la sua grande occasione. E non vuole sprecarla.

A cura di Manuele Nasca