Gol, leadership e ricordi: Orazio Russo, una vita per il Catania

Orazio Russo alla guida del settore giovanile del Catania/ Credits: Catania FC/ www.lacasadic.com
125 presenze, 13 reti e un amore senza confini: la città piange un pezzo di storia
C’è un’immagine in grado di raccontare, forse più di ogni altra, il profondo e indissolubile legame tra Orazio Russo e il Catania. È il 9 aprile del 2024: i rossazzurri hanno appena vinto la Coppa Italia Serie C contro il Padova e sul prato di un Massimino privo di pubblico è possibile notare l’incontenibile emozione dell’ex numero 7, al tempo già responsabile del settore giovanile (ruolo ricoperto fino alla recente scomparsa). Voce spezzata e quelle lacrime silenziose ma pronte a invadere gli occhi azzurri, fotografano infatti tutto l’orgoglio di essere figlio del vulcano.
125 presenze ufficiali, 13 reti tra Serie C2, C1, Serie B e Serie A e un amore indissolubile dal 1991, nonostante le diverse parentesi tra Lecce, SPAL, Savoia, Padova, Perugia e Gela: per Russo, Catania, è stata anzitutto questione di fede, prima in campo e poi fuori.
La notizia del prematuro addio a un pezzo di storia così importante ha profondamente scosso l’universo intorno alla società del presidente Pelligra, riconosciutosi da sempre dentro quell’uomo in grado di trasmettere appartenenza e umiltà in ogni sguardo.
Dall’esordio da ragazzino alla promozione in A agli ordini dell’ex compagno Pasquale Marino in panchina, passando per il ritiro in massima serie con Mihajlović, fino all’esperienza più recente con i giovani: il contributo del classe 1973 ai colori del vulcano e del mare è stato praticamente infinito.
Dal no alla Juventus alla Serie A in rossazzurro: Russo-Catania, amore infinito
Quella tra Orazio Russo e il Catania può tranquillamente definirsi un’odissea dal dolcissimo finale. Lo stesso ex attaccante, lo scorso novembre, ai microfoni del podcast catanese Melior De Cinere Cunto, ha approfondito il suo percorso, caratterizzato anche da quel no alla Juve pronunciato da giovanissimo, dopo gli spontanei elogi dell’allora presidente Massimino ormai pronto a blindarlo: il rossazzurro, per il 7, è stato per sempre l’unico sogno percorribile.
Un sogno che, nonostante qualche pausa forzata, è riuscito a regalargli un ruolo da protagonista. Esempi: la promozione in A datata 2005-06 con Marino (l’assolo col Vicenza e l’infortnio causa festeggiamenti post AlbinoLeffe sono ancora oggi ricordi preziosi per tutto l’ambiente) e l’esordio in massima serie grazie a Sinisa Mihajlović, terminato in un addio carico di passione.

Giovani e speranze, per sempre Orazio
“Prego ogni notte che Rosario Pelligra resti al Catania il più a lungo possibile. La nostra squadra non ha mai avuto una dirigenza di questo calibro in termini di organizzazione e disponibilità. Il presidente è appassionato, spero la gente lo capisca e gli stia sempre accanto, ci può portare lontano“. Le impressioni di Orazio Russo, relative all’importanza di Ross Pelligra, sono sempre state speranze intime di un uomo appassionato, dedito al futuro anche grazie a quel settore giovanile che ha fortemente contribuito a far risorgere.
Catania piange un esempio, un uomo mai domo di fronte al suo sogno e profondamente grato a ciò che con fatica e dedizione ha saputo conquistare.
