Credit: Ufficio Stampa Reggiana
Prova di forza della Reggiana in casa contro l’Aquila Montevarchi. La squadra di Diana torna alla vittoria dopo la sconfitta contro il Siena del weekend. Terza giornata, terza formazione toscana affrontata per i granata che salgono a quota sei punti in classifica. A decidere le sorti del match ci ha pensato al solito Eric Lanini. L’attaccante, tornato in quel di Reggio dopo la fine del prestito della stagione scorsa, si è mostrato sin da subito in una condizione invidiabile.
Pronti, via. Il campionato è appena partita ma il classe ’94 sembra già essersi caricato sulle spalle il peso della squadra. L’obiettivo è sempre quello, lottare per il vertice, nonostante la rivoluzione estiva messa in atto dal diesse Goretti. Giovani e di qualità, questa Reggiana ha ripreso a volare dopo il passo falso di Siena.
A Reggio Emilia, Lanini sembra aver trovato la sua oasi felice. Dopo un lungo girovagare al nord tra prestiti e cessioni, in granata l’attaccante ha ritrovato voglia e fiducia. Diana lo ha sempre coccolato e la società l’ha sempre fatto sentire una pedina importante della rosa. Dal canto suo Lanini ha voluto a tutti i costi lasciare Parma per tornare a vestire la maglia granata. La voglia di riprendersi quello che gli è stato soffiato a pochi centimetri dal traguardo e continuare a regalare prodezze ai tifosi del Città del Tricolore.
Dopo la doppietta decisiva contro la Lucchese, alla prima giornata, l’attaccante si è ripetuto, sempre qui, davanti ai suoi tifosi anche contro l’Aquila Montevarchi. Iniziale fase di studio, poi dopo il gol di Pellegrini (momentaneo 1-0), la squadra si è sciolta e anche Lanini ha potuto rendersi importante. Il primo sigillo è arrivato di testa, non certo la specialità della casa. Nella ripresa ha chiuso i giochi dopo un’ottima azione di Nardi sulla corsia di destra. Orfano della sua spalla d’attacco Zamparo (ceduto all’Entella) e con Montalto squalificato, è il diez granata a prendere per mano la Reggiana. Quattro gol in tre partite, Lanini ha iniziato con il piede sull’acceleratore.
Gioia, emozione misto incredulità. Questo quanto provato da Filippo Orsi quando Diana al 75′ della ripresa l’ha chiamato a togliersi la pettorina per entrare in campo. Fuori Rossi e dentro il giovanissimo classe 2004 per gli ultimi 15′ di partita. Un passaggio di testimone? Assolutamente, è presto per dirlo. Intanto Orsi si gode l’esordio in maglia granata e festeggia i 18 anni (con un mese di ritardo) al Città del Tricolore.
A cura di Simone Brianti
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