Reginaldo si è fermato a Picerno: la storia del brasiliano d’Italia

L’ex Fiorentina è uno dei perni della squadra lucana, che vuole continuare a sognare

20 Giugno 2022

Redazione - Autore

Il giramondo ha trovato il suo posto a Picerno. Reginaldo è stato la stella della squadra lucana che, partita per trovare una comoda salvezza, è arrivata fino ai playoff. L’uscita per mano del Monopoli non sminuisce però una stagione fantastica dei rossoblù e del loro uomo simbolo. Anche nella prossima annata il brasiliano – qualora dovesse restare a Picerno – proverà a portare i suoi sempre più in alto, con il sogno di andare ancora più avanti nella post season.

Reginaldo

Reginaldo ha vissuto una lunghissima carriera tra A e categorie minori, con scappatine anche all’estero ma restando sempre con il cuore in Italia, il paese che lo ha adottato. Tra sgroppate in campo, flirt amorosi (ha avuto una chiacchierata storia con Elisabetta Canalis) e tante tante presenze, Reginaldo è uno dei volti più noti tra quelli che si potrebbero presentare ai nastri di partenza della prossima stagione di Serie C. Merito di annate da campione umile, che lotta in campo e sgomita con ragazzi molto più giovani di lui, un esempio di professionalità e dedizione per questo sport. E pensare che anche Mourinho aveva pensato a lui per rinforzare l’Inter: “Mi voleva portare in nerazzurro, mi fece seguire per tre mesi”

Il simbolo del Picerno

Classe ’83, 39 anni da compiere a luglio e la stessa passione di sempre. Reginaldo ha chiuso una stagione più che positiva col Picerno e il nuovo allenatore Longo ha già dichiarato di voler ripartire da lui e dalle sue doti da leader. Esperto e intelligente, nato ala ma ora sempre più centravanti, la sua maestria tattica e tecnica potrebbe essere fondamentale per i lucani nel prossimo campionato. Uno che ha 5 stagioni e 19 gol in A fa sempre comodo. Alla sua presentazione nel club della provincia di Potenza lo scorso anno, ha confessato di aver scelto questa squadra per dimostrare di poter ancora dare tanto al calcio. Promessa mantenuta.

La carriera di Reginaldo

Da Rio a Treviso deve essere un duro adattamento, per lui che dalle spiagge brasiliane si trova catapultato nel 2000 in Veneto. I suoi primi anni promettono bene e, anche grazie al suo contributo e a quello della sua spalla Barreto, il Treviso trova una storica promozione in A. L’avventura nella massima serie dura solo un anno, quanto basta però a lui per mettersi in mostra. Passa alla Fiorentina con cui inizia male, ma che gli dà sempre più fiducia con il passare del tempo. Quella ai Viola è forse l’anno in cui compie l’impresa più ardua della sua carriera. La squadra parte infatti con una penalizzazione di 11 punti ma riesce comunque a staccare il pass per l’Europa. Ma Reginaldo è uno che vive con le valigie sempre pronte: passa così al Parma dove gioca due stagioni. La prima in A con annessa retrocessione, la seconda in B con pronta risalita.

Su di lui si fionda il Siena di Conte e coi bianconeri Reginaldo vive tre stagioni condite da 17 reti. Dopo un’esotica esperienza in Giappone, torna in patria al Vasco da Gama. Ma la saudade per lui vale all’inverso: è troppo forte, e così il richiamo dell’Italia si fa sentire. Torna ma non nel calcio delle big, lo fa in quello di provincia, in C a 32 anni. Si rimette in discussione e si allena con la Sambenedettese in D ma, a causa di problemi burocratici, non può essere tesserato. Poi, dal 2016 al 2022, cambia 7 squadre: Paganese, Trapani, Pro Vercelli, Monza, Reggina, Catania e infine Picerno. Qui mette a referto una stagione da 36 gare e 8 reti in tutte le competizioni, la sua migliore insieme a quella in maglia Paganese del 2016/2017. Ma il ritiro è ancora lontano: Reginaldo non ha ancora smesso di correre.

A cura di Simone Gervasio