Dall’Inter alla Serie A: la storia di Luca Siligardi, il mancino di Correggio

Il Viareggio vinto in nerazzurro, la promozione con il Parma. Ora la FeralpiSalò lo aspetta

Siligardi FeralpiSalò
29 Gennaio 2022

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Quella di Luca Siligardi è una stella che ha brillato. Ha brillato a intermittenza. Fasci di luce forti come il suo mancino alternati a vuoti silenziosi. Potenzialità espresse, forse non al massimo. Un talento puro. Nei suoi piedi, nelle sue giocate. Nato a Correggio, paese di Ligabue. In comune l’arte. Uno nella musica. L’altro nel calcio. Dalla pesca a Diamanti, passando per Balotelli e Toni. La storia di Luca Siligardi, il mancino di Correggio.

Il Viareggio con Balotelli e l’approdo in Serie A

Gli inizi vicino a casa. La pesca con il fratello come hobby. Poi l’esperienza a Parma e poi l’Eccellenza. Il suo talento conquista Ausilio che lo porta all’Inter. Ben presto diventa una dei giovani più luminosi del settore giovanile nerazzurro. Si unisce a una formazione che vanta già profili che di strada ne faranno. Bonucci, Bianiany, Destro. E poi un ragazzo. Più giovane di due anni, ma aggregato con i grandi. In futuro sarà chiamato “Super Mario”. Sì, quel ragazzo era Balotelli. I due guidano la Primavera alla conquista del Torneo di Viareggio. Era il 2008. L’Inter vince in finale contro l’Empoli. Ai rigori. Ad andare a segno anche loro. Siligardi e Balotelli. Durante l’estate di quell’anno passa al Bari di Antonio Conte. Il salto nel mondo dei grandi però non è scontato e immediato. Diverse le difficoltà. Piacenza, il rilancio a Trapani e nel 2010 la Serie A con il Bologna. L’esordio il 30 agosto. Contro chi? L’Inter. Il destino.

Cadute e risalite. Adesso la Serie C

L’anno successivo si torna in Serie B. Direzione Livorno. La squadra quella del suo modello: Alino Diamanti. Un sinistro fatato in comune. In amaranto tra le sua stagioni migliori. Nella seconda stagione va in doppia cifra, vince il premio di miglior centrocampista della categoria e porta i suoi alla vittoria dei playoff. Si torna in Serie A. Primo gol ma anche una retrocessione. Dopo un anno in B passa all’Hellas Verona. Il compito? Assist-ere Toni e Pazzini. Due le reti. Milan e Atalanta le avversarie. Dopo un’altra retrocessione, nel 2017 approda nel Parma di D’Aversa. Secondo posto e promozione. La stagione successiva colleziona 29 presenze nella massima serie. Poi prestazioni e continuità vengono meno e passa a Crotone. Qualche mese alla Reggiana e il ritorno a Parma, senza collezionare presenze. Ora potrebbe ripartire dalla C. Una prima volta per lui. La FeralpiSalò lo aspetta. Il mancino di Correggio vuole tornare a splendere. Nuovi arcobaleni da disegnare. Nuove pagine da scrivere.

A cura di Nicolò Franceschin