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Spal, dalla Recanatese alla Recanatese: come riparte il Di Carlo ‘bis’

Da Recanati al Paolo Mazza. L’avversario, però, è sempre lo stesso. La Spal riparte dalla Recanatese per scacciare via i fantasmi. E il Di Carlo bis inizia proprio dalla squadra giallorossa, primo ostacolo per l’allenatore nato a Cassino. I marchigiani avevano sancito il suo esonero lo scorso 1 ottobre, quando ebbero la meglio col risultato di 1-0. Quattro mesi dopo sarà ancora Spal contro Recanatese, questa volta davanti al proprio pubblico. Vedo una squadra migliorata e con più qualità, anche grazie agli innesti nel mercato di gennaio”, ha detto l’ex Chievo, tra le altre. Fiducia, autostima, consapevolezza. Il destino gli ha dato un’altra possibilità: riavvolgere il nastro e scrivere, questa volta, un finale diverso. Ma con quali interpreti? E con quale modulo? Affidandosi a chi tra i giocatori con più esperienza? I dubbi, le domande, le perplessità (legittime) a cui il 59enne dovrà dare una risposta.

Spal, i numeri della crisi e le possibili strategie del Di Carlo ‘bis’

Terzultimo posto in classifica a quota 21 punti. Ben 11 sconfitte, 9 pareggi e solo 4 successi, con la media di 0,88 punti a gara. Troppo poco per una squadra che solo una stagione fa disputava la Serie B. Una specie di incubo che non vuole scrivere la parola fine. Con Colucci la dirigenza sperava in un cambio di passo, ma le sole 2 vittorie in 18 partite hanno quasi “costretto” all’ennesimo cambio. Così ecco di nuovo Di Carlo, che era stato sollevato dall’incarico l’1 ottobre dopo aver conquistato lo stesso numero di successi del suo successore (2, ma in 5 partite), altrettante sconfitte e un pareggio. Un andamento zoppiccante che fece da subito storcere il naso, soprattutto perché l’obiettivo era imporsi da subito e comandare la classifica. A lui l’onore e l’onere di assemblare nuovamente i pezzi di una macchina ormai a rilento, ingolfata. Ma come?

Intanto, lavorando sulla testa di una squadra che non vince dal 23 dicembre e che nelle ultime 5 partite ne ha pareggiate 2 e perse 3. E proprio le ultime 3 sconfitte di fila con Perugia (3-1), Juventus Next Gen (1-3) e Lucchese (2-1) hanno dato il via all’esonero di Colucci. Poi, una volta date speranze di salvezza (perché è questo il nuovo, inaspettato, obiettivo del club) lavorare sull’aspetto tattico. La Spal del primo Di Carlo stagionale giocava con il 4-3-3, poi Colucci ha seguito in parte la stessa linea, scegliendo la sistemazione in campo più in base all’avversario. Per 13 volte infatti la Spal ha giocato con il 4-3-3, per 3 con il 3-5-2 e in due occasioni con il 4-4-2. La difesa, su questo non dovrebbero esserci dubbi, dovrebbe tornare definitivamente a 4 con Ghiringhelli a destra, Peda e Valentini al centro e Tripaldelli (o Saiani) a sinistra. A centrocampo Contiliano, Carraro e Buchel con Maistro tra le linee a fungere da trequartista che appoggia le due punte. Potrebbe essere, quindi, un 4-3-3 o un 4-3-1-2.

Tutto su capitan Antenucci

La salvezza senza passare dai playout è distante 4 punti. Serve colmare il gap e restare in Serie C. Serve accettare, anzitutto, questo scenario. E capire che per raggiungere la meta è necessario l’apporto (forse) di un giocatore partito dalla panchina in 7 delle ultime 8 gare di campionato. Si tratta di Mirco Antenucci, il capitano. Solo nella trasferta persa a Perugia (3-1) è partito dall’inizio, giocando 79 minuti. Poi sempre scorci di partita contro Pineto (8′), Olbia (19′), Vis Pesaro (28′), Cesena (23′), Juventus Next Gen (32′) e Lucchese (7′). In questa stagione ha collezionato, in totale, 1454 minuti e messo a segno 2 gol. Di Carlo vuole metterlo di nuovo al centro del progetto come non aveva fatto Colucci e puntare sulla sua esperienza. Ma non solo, anche su una qualità che è evidentemente fuori categoria. A 39 anni, l’attaccante di Termoli vuole ancora scrivere pagine importanti della sua carriera. 

Dalla Recanatese alla Recanatese. Un cerchio che è si era chiuso e che si riapre sempre dallo stesso avversario ma con una classifica diversa. La Spal, con una vittoria, può agganciare proprio i giallorossi a quota 24 punti. Non esiste altro risultato possibile al di fuori della vittoria, contro una squadra che ha conquistato solo 3 punti nelle ultime 11 partite e che è la peggior difesa del campionato con 42 reti subite. 

Manuele Nasca

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