Vis Pesaro, Bosco: “Il 2026 porti continuità. Mercato? Avrebbe poco senso fare operazioni”

Michele Menga e il presidente Mauro Bosco - Credits: Vis Pesaro
Le parole del Patron della Vis Pesaro Bosco ai colleghi de Il Corriere Adriatico: ambizioni, mercato e non solo.
Una stagione più che positiva quella disputata fin qui dalla Vis Pesaro che, in piena zona playoff, si appresta a un girone di ritorno importante per confermare le proprie ambizioni. Un concetto che anche il Patron Bosco evidenzia: “Anno solare direi straordinario, ricco di soddisfazioni per tifosi, club e città. A livello di prima squadra abbiamo raggiunto i primi playoff di terza serie di sempre, infrangendo record in serie e violando stadi inespugnati per decenni. In termini emozionali è stato un 2025 eccezionale, anche perché abbiamo continuato a crescere pure negli altri due pilastri su cui ci basiamo.
Accanto alla prima squadra c’è il tema infrastrutturale, e da mesi abbiamo completato il V-Park, centro sportivo che nulla ha a che vedere con la categoria: tra 15 anni ci ricorderemo del 2025 per questo. Il terzo pilastro è il settore giovanile, e da quel punto di vista siamo un punto di riferimento a livello regionale e nazionale.
Nel 2026 voglio continuità rispetto agli anni precedenti. Il 2025 straordinario è frutto di quanto seminato nel 2024, nel 2023 e nel 2022. Stiamo consolidandoci nel tempo, in linea con un percorso di creazione di valore. Tutti riconoscono che la Vis è società strutturata, organizzata, seria e competitiva, adeguata per la Lega Pro di cui è punto di riferimento”.
Di seguito le sue dichiarazioni.
Bosco: “I playoff non siano ossessione ma opportunità”
E ancora: “Per come la realtà è dimensionata, per storia calcistica e mentalità collettiva, stare in pianta stabile nel professionismo in questo modo è già un miracolo, possibile grazie al contributo del sottoscritto. Tutti sanno che se un giorno andassi via, la Vis sprofonderebbe nei dilettanti. Quindi piedi per terra, consapevoli che per numero di spettatori, sponsor e quant’altro il nostro sogno lo stiamo già vivendo, soprattutto se pensiamo a realtà che fatturano il doppio. L’introduzione del «salary cap» non vuol dire che tutti possono spendere le stesse cifre. Significa che il monte ingaggi dei calciatori deve essere proporzionale ai ricavi del club, e noi rispetto ad altri siamo messi malissimo per introiti da botteghino e sponsorizzazioni.
Intendiamoci, i playoff non devono essere un’ossessione bensì un’opportunità. Centrarli anche quest’anno ci darebbe la chance di ambire a qualcosa d’inimmaginabile, consapevoli che se dovessimo fare il salto dovremmo cambiare città perché al Benelli, per un’eventuale Serie B, a oggi manca tutto”.

“Mercato? Se qualcuno chiede di giocare lo accontenteremo”
E infine: “La cosa più stupida che possiamo fare è pensare di rinforzarci per fare un singolo playoff da una o due posizioni più in alto. Mercato? Quando c’era da intervenire l’ho sempre fatto, ma ora avrebbe poco senso perché non possiamo competere per la vittoria come l’Arezzo. Anche così i playoff possiamo farli. Siamo in linea con gli obiettivi.
Se qualcuno chiede di giocare di più lo accontenteremo, così come se arriveranno richieste per qualche nostro calciatore che tanto bene ha fatto. La vendita di giocatori in un club come la Vis Pesaro non deve essere vista come un qualcosa di negativo, ma al contrario ne dovremmo essere tutti orgogliosi perché è questo tipo di lavoro che permette alla società di crescere nel tempo. Io in caso parlerei di opportunità. Se i vari Stabile e Ceccacci, per fare due nomi, fossero richiesti da club più importanti non sarebbe giusto tarpargli le ali. Questo non significa che stiamo vendendo, né svendendo i nostri pezzi, ma che dobbiamo continuare con la politica sui giovani per un percorso a medio e lungo termine”.
