Vis Pesaro, Guarnone: “Ho rischiato di non giocare più. Locatelli? Andavamo a Milanello insieme”

Alessandro Guarnone Vis Pesaro SCREENSHOT
Le parole di Alessandro Guarnone in un’intervista rilasciata ai microfoni ufficiali della Vis Pesaro: aneddoti e curiosità sul calciatore.
Il sogno di vestire la maglia del Milan, il rapporto con Locatelli fino ad arrivare al brutto infortunio. Ai microfoni ufficiali della Vis Pesaro è intervenuto Alessandro Guarnone per “Inside The Club”, una serie portata avanti dallo stesso club sui propri canali social.
Il calciatore ha aperto il suo cuore e scavato nei suoi più reconditi sentimenti. Il primo pensiero va a dove è iniziato tutto: al Milan. “Arrivo li da giovanissimo, ho fatto dei provini per loro e per l’Albinoleffe. Dopo un mese di allenamenti col Milan mi hanno preso e per me è stato l’inizio di un sogno, è la squadra che tifo sin da bambino oltre ad essere anche quella della mia città. Ho conosciuto ragazzi, poi divenuti amici, che oggi sono in Serie C come me. Penso a Forte, Torrasi, Sinani“.
Sul tempo passato in rossonero: “Col Milan ho fatto fino al secondo anno di Primavera, mi hanno permesso di crescere sia calcisticamente che come ragazzo. Avere la mentalità Milan mi ha aiutato e sono grato loro, mi porto tutto dentro mentre coltivo questa passione ogni giorno”. Non solo giovanili e Primavera, Guarnone ha anche avuto la fortuna di essere aggregato alla prima squadra e far nascere rapporti con calciatori come Locatelli, Donnarumma. “Mi sono allenato con Gabbia, Cutrone, così come con Locatelli e Donnarumma: è il calciatore che più mi ha impressionato nella mia vita. A livello mentale non ha eguali”.
Calciatori che, oltre ad avere più esperienza, erano più grandi anche dal punto di vista anagrafico. “Manuel, Locatelli, aveva già la patente e spesso per andare a Milanello agli allenamenti mi veniva a prendere lui. Sono amicizie che mi porto dietro, mi fa piacere vedere i palcoscenici che stanno calcando“. Sulla convocazione a San Siro invece si esprime così. “Qualche mese prima ero in curva con i miei amici e poi improvvisamente a calcare il prato dello stadio. Ho fatto anche alcune panchina in Europa League e sono tutti ricordi che porto dentro“.
Dall’estero fino allo stop
Il giovane portiere si ritrova dinanzi ad un bivio, aspettare il Milan o andare via per la propria strada. Opta per la seconda che lo ha portato in Serie B Svizzera, dove prosegue la carriera. “Affronti diverse sfide, a partire dalla lingua, è un altro tipo di calcio. Successivamente sono andato a Malta per tre anni. Oltre all’inglese ho imparato anche lo spagnolo e ho vissuto il calcio dei grandi. Prima di tornare in Italia ho scelto anche di fare un giretto in Bulgaria” (ride) .
Tutto il percorso lo ha formato in maniera indissolubile e dopo tutte queste avventure Guarnone ha fatto ritorno a casa. “Ho poi finalmente scelto di tornare in Italia, vado in Serie D e giocando il 6 ottobre una partita mi faccio male in uno scontro. Non potevo mai immaginare ciò che sarebbe successo successivamente al mio non potermi alzare. Vengo trasportato in ambulanza e la tac evidenzia tre costole e una milza rotta, oltre alla possibilità di perdere il rene. Mi sono preoccupato perchè senza il rene non avrei più potuto giocare. Grazie alla bravura del chirurgo, salvando il rene, mi ha permesso di continuare a giocare“.

Guarnone: “Ho imparato a non dare più nulla per scontato”
Dopo aver scongiurato l’addio al calcio, il portiere oggi alla Vis Pesaro ha iniziato a guardare il mondo diversamente. “Ho imparato a godermi di tutto e a non dare nulla per scontato. Mi sono goduto il calcio. Il sostegno della famiglia è stato fondamentale. Poi sono tornato in campo e abbiamo anche centrato l’obiettivo salvezza, ci sono persone che non sentivo da anni che mi hanno coccolato. Fare il secondo portiere qui alla Vis Pesaro non è complicato ma chiaramente devi sempre farti trovare pronto pur sapendo di non poter giocare la domenica. Bisogna aiutare il primo e anche i più giovani“.
Prosegue parlando sul ruolo. “Difficilmente le persone capiscono il minuscolo margine di errore che abbiamo noi, un goal subito difficilmente si recupera con una parata“. Pressione? “Mi fa bene, la trasformo in adrenalina“. Non solo il calcio, anche altre passioni come la storia o i giochi da tavolo. “Non ho una mente matematica, mi sono interessato alla storia e probabilmente in un’altra vita avrei fatto qualcosa inerente a quello. Mi piace molto l’Imperatore Augusto“.
