Vis Pesaro, Machín: “Iniesta il mio idolo. Stellone uno degli allenatori più forti che abbia avuto”

Josè Machin della Vis Pesaro. Credit: Vis Pesaro 1898 / www.lacasadic.com
Il centrocampista guineano si racconta a Inside The Club, format della Vis Pesaro.
Nel quinto episodio di Inside The Club, pubblicato sui canali ufficiali della Vis Pesaro, il calciatore biancorosso José Machín ha raccontato la sua storia: “Sono nato in Guinea Equatoriale, però sono arrivato presto in Spagna perché mia madre si è trasferita per cercare lavoro e darci una vita migliore. Ho tre fratelli e una sorella, tutti più grandi. All’inizio non siamo partiti tutti insieme, c’erano problemi legati ai documenti e ai passaporti. Poi con il sacrificio di mia madre siamo riusciti a riunirci”.
Il racconto sull’adolescenza prosegue: “Sono cresciuto a Tarragona, lì ho vissuto il miglior momento della mia vita. I miei migliori amici li ho conosciuti lì e li vedo ancora oggi. Ho avuto una bella infanzia, mi sono divertito tanto e a 29 anni posso dire di aver fatto già quasi di tutto. La mia è una famiglia unita: abbiamo le nostre cose come tutte le famiglie, però ci amiamo e cerchiamo di stare insieme“.
Ed ecco le prime grandi emozioni con il pallone: “A sette anni sono entrato nella cantera del Barcellona e sono rimasto fino ai dodici. È stata una bella esperienza: secondo me è il settore giovanile più forte al mondo. Lì ti insegnano davvero le basi del calcio, e certe cose su cui si basa il mio modo di giocare oggi le ho imparate proprio in quegli anni“.
I ricordi non finiscono qui: “In quel periodo ho anche conosciuto Xavi e Iniesta grazie a un’iniziativa del club. Per me soprattutto Iniesta è stato un idolo. Nonostante questo non ero tifoso del Barcellona: tifavo Real Madrid. È comunque lì che ho capito che potevo fare il calciatore: ogni anno era una prova, dovevi meritarti la conferma. La cultura spagnola per me non è stata un trauma, la Guinea è un’ex colonia spagnola: lingua e abitudini erano molto simili”.
Machn: “Giocare con la Guinea Equatoriale l’emozione più grande”
Ed ecco che, finalmente, ha inizio l’avventura italiana: “Quando sono arrivato in Italia ero giovane e ho visto subito che a livello tattico si lavorava molto di più rispetto alla Spagna. Mi sono trovato bene fin dall’inizio. I primi passi li ho fatti nella primavera della Roma e ho trovato tanti ragazzi che oggi considero come fratelli. Mi allenavo anche con la prima squadra, ma trovare spazio era complicato perché c’erano giocatori fortissimi. De Rossi si è comportato come un padre con noi giovani. Ci difendeva, ci aiutava e ci dava consigli. Il club mi aveva fatto capire che voleva fare un percorso con me e la fiducia ricevuta mi ha aiutato poi a costruire la mia carriera”.
Sull’esperienza con la Guinea Equatoriale: “Per me, giocare in nazionale è l’emozione più grande. Negli ultimi anni siamo cresciuti molto, i risultati sono migliorati, e adesso la gente si aspetta sempre di più da noi. Ma è un orgoglio enorme: i tifosi ci trattano come eroi, ci amano, e questo ti dà una carica incredibile. Ho giocato tre Coppe d’Africa, anche se l’ultima è andata meno bene. Ora ci sono due Coppe d’Africa ravvicinate e faremo il possibile per portare alto il nome della nostra nazionale“.

L’arrivo alla Vis Pesaro: “Qui sto bene e sono diventato papà. Non vedo l’ora che mia figlia…”
Machìn conclude proprio sulla parentesi Vis Pesaro: “L’estate scorsa ho vissuto un momento complicato. Avevo rescisso il contratto ed ero rimasto senza squadra. Pensavo di trovare subito una categoria superiore, ma il tempo passava e non arrivava niente. Con la Coppa d’Africa a gennaio dovevo trovare una soluzione. Quando il direttore della Vis mi ha contattato sono venuto qui, ho conosciuto il mister e la squadra e mi sono sentito subito a mio agio. Devo ringraziare il mister per come mi ha inserito: per me è uno degli allenatori più forti che ho avuto”.
La città e la vita quotidiana lo hanno completato nel resto: “Sono arrivato tra gli ultimi ma sono diventato subito un veterano. Mi trovo bene con i ragazzi, con lo staff e con Pesaro. Sono una persona tranquilla: guardo serie, film, gioco alla play. Da poco sono diventato padre: la nascita di mia figlia Kendall è il momento più bello della mia vita. Mia moglie e mia figlia sono ancora in Spagna, però tra qualche settimana saranno qui e non vedo l’ora. Se dovessi parlare al bambino che ero gli direi di credere in se stesso e di non abbattersi mai. ”
