Borriello ricorda la sua esperienza alla SPAL: “Ho sofferto, mi accusavano di non avere voglia”

Le dichiarazioni rilasciate dall'ex attaccante a Radio Serie A TV

27 Dicembre 2023

Redazione - Autore

340 presenze in Serie A e 96 gol. Un bomber girovago dalle tante maglie in carriera. Milan, Genoa, Roma, Juventus, Cagliari e Atalanta solo per citarne alcune. Gol pesanti, reti decisive per raggiungere una salvezza o per conquistare il tricolore. Ha segnato ovunque Marco Borriello, lasciando in ogni squadra un bel ricordo. Non una classica bandiera, ma a suo modo un leader dedito alla causa. L’unica esperienza difficile nel suo ultimo anno in Serie A, alla SPAL nella stagione 2017/2018. Appena 15 presenze e solo 1 rete segnata, alla seconda giornata contro l’Udinese. L’esultanza sotto il settore ovest del Paolo Mazza sembrava il segnale di un amore sbocciato tra l’attaccante e la gente di Ferrara. Invece da lì l’inizio di un’annata personale difficile, che ha visto il calciatore ai box per un problema al polpaccio dalla 19esima giornata fino a fine campionato. Un legame deteriorato nel corso della stagione, da essere considerato un idolo a essere accusato di non tenere abbastanza alla maglia. Borriello, ai microfoni di Radio Serie A TV, ha confessato di aver patito certe voci sul suo conto in quella stagione.

stadio spal mazza

Borriello e l’anno difficile alla SPAL: “Accusato di non avere nulla, i tifosi mi minacciavano fuori dallo spogliatoio”

Nell’intervista con Alessandro Alciato, l’ormai ex attaccante si è soffermato sulle difficoltà della stagione a Ferrara: “Non c’è una squadra con la quale non ho ricordi, perché in ogni club ho messo l’anima e mi sono comportato allo stesso modo in ogni squadra. Io vivevo per il calcio a differenza di quello che si poteva pensare. La SPAL forse è stata la squadra in cui ho fatto un po’ più fatica: ho avuto problemi al polpaccio e venni accusato di non avere nulla e che semplicemente non avessi voglia. Questo mi fece soffrire. A fine carriera trovarsi i tifosi che ti minacciano fuori dallo spogliatoio non è bello. Forse potevo essere più diplomatico, parlare di più con i dirigenti e con i compagni di squadra.”