Apre la Casa di C: il messaggio del presidente Ghirelli

Abbiamo aperto le porte della nostra Casa di C al presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli, il nostro primo ospite. "Noi siamo la Lega del territorio, della gente, più che mai dei tifosi"

22 Settembre 2021

Redazione - Autore

Ci togliamo le scarpe, entriamo senza far rumore perché tra una chiacchiera e l’altra si è fatto abbastanza tardi. Finalmente accendiamo le luci. Della nostra casa. Del vostro rifugio. Mettiamo della legna sul fuoco. Ri-osserviamo, abbastanza compiaciuti, le pareti, finemente affrescate con i vessilli di sessanta comuni d’Italia.

Ecco che qualcuno bussa alla porta. E’ il presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli, Il nostro primo ospite. L’emozione di volergli mostrare tutto di questa nuova casa è davvero tanta… “Non serve, basta osservare il fuoco! Vi affido sapientemente la fiamma della Serie C affinché la possiate custodire gelosamente in questa vostra casa e la possiate divulgare con impegno e passione. Perché la passione dei nostri tifosi è come una fiamma, che si auto-alimenta, senza spegnersi mai. In alcuni momenti si sopisce, come normale che sia, ma rimane sempre attiva…”.

La Serie C ha la sua nuova Casa

“La casa, il territorio, la famiglia sono i nostri simboli. I vessilli di una Lega che vive di pochi e semplici valori, di territorialità, dell’amore puro del cittadino innamorato della squadra della propria città. Siamo il calcio dei comuni, dei pulmini che bussano porta per porta e tolgono i ragazzi dalla strada. Siamo il calcio che, con discrezione, entra dentro le case degli italiani. Ed è questo ciò che mi aspetto di trovare dentro questa vostra casa. Le storie. Di vita, di sport. Le storie di ragazzi, uomini e tifosi. Le storie di vita quotidiana, autentica”.

Facciamo accomodare il presidente in salotto. Quel salotto che, già da oggi, sarà a vostra completa disposizione e nel quale potrete entrare tutte le volte che volete… “Parliamo un po’ di questo inizio di campionato… La cosa più bella è che finalmente abbiamo abbandonato quel silenzio che ci ha tristemente accompagnato nell’ultimo anno e mezzo. Il ritorno dei tifosi è la prima grande vittoria, di tutti. Il rito del ritorno alla partita, mano nella mano, i cori, le esultanze.

Territorio, gente, tifosi: questa è la Serie C

Attimi che, banalmente, ora apprezziamo di più e dei quali davvero non vogliamo più privarci. Io dico sempre ai miei club che noi siamo la Lega del territorio, della gente, più che mai dei tifosi. Dobbiamo fare di tutto per farli re-innamorare, per farli tornare allo stadio”.

Caro presidente, ma che effetto le fa vedere in Serie A allenatori come Italiano, Dionisi e Zanetti finanche Jorginho, tutti passati per il ‘ginnasio’ della Lega Pro… “E ne potrei aggiungere molti altri, da Allegri a Sarri. In più quel ragazzone del Pisa, Lorenzo Lucca, che sta facendo parlare tutta Italia ed anno scorso era in C al Palermo. L’evidenza di quanto la Serie C sia indefettibilmente l’inizio del percorso formativo nella sua dimensione territoriale, nel suo contatto con la gente. Rivedo la nostra mission nell’Italia di Mancini. Cultura del lavoro, entusiasmo e valorizzazione massima dei giovani”.

Vede presidente, abbiamo appeso sessanta quadri… non è che ne dobbiamo togliere qualcuno a partire dall’anno prossimo? “Dico subito una cosa: chi pensa di risolvere i problemi del calcio italiano tagliando il numero delle squadre di Serie C, ha sbagliato completamente strada. Ma non per autoreferenziarmi. Porto un esempio pratico. L’unica vera riforma che è stata fatta negli ultimi anni, l’abbiamo fatta noi nel 2012 riducendo le squadre da 90 a 60. E che cosa abbiamo risolto? Niente. Perché molto semplicemente non è questo quello serve al calcio italiano. E’ quello che serve a chi vuol sentirsi la coscienza pulita, scaricando tutti i problemi sul gradino più basso della piramide, cioè noi. Serve una riforma organica, di sistema, che coinvolga tutto il calcio italiano e non soltanto la Serie C. Pongo un interrogativo, volutamente senza risposta, voi pensate che non sia necessaria un riforma della Serie D? E’ normale che molto spesso i calciatori preferiscano andare in D piuttosto che in C?”.

Città, tradizioni, storie e ricordi

L’altro auspicio presidente è che possa essere stata anche l’ultima estate di contenziosi (esclusioni/riammissioni e ripescaggi)… “Pensate che anche quest’anno abbiamo assistito a qualcosa come 31 cause in nemmeno due mesi. Io l’ho proposto anche nell’ultima nostra assemblea, vogliamo dire basta a riammissioni e ripescaggi. Basta. Che le regole siano chiare e che la si finisca con questo meccanismo di deroghe, che incide da troppo tempo e ovviamente in termini negativi sul nostro Paese”.

Chiudiamo la nostra chiacchierata, salutiamo il presidente Ghirelli, con una promessa… “Che questo fuoco resti sempre acceso…”, la cui fiamma è la vostra passione. Il vostro amore per la città, le tradizioni, la storia e i ricordi. Le porte di casa nostra sono aperte, accomodatevi…

Benvenuti nella Casa della Serie C.

Lorenzo Buconi

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