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Il messaggio di solidarietà di Celjak per l’Ucraina

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Una foto per la pace. Con il suo Lecco Vedran Celjak sta vivendo un grande momento. Un 2022 da incorniciare, dopo tante difficoltà. Tre vittorie consecutive, l’ultima contro il Renate. Felicità e soddisfazioni in cui resta aperta una ferita. La ferita della guerra che si è scatenata nel territorio ucraino. Un sentimento di angoscia e impotenza negli occhi di chi vede e vive quelle immagini. A maggior ragione in coloro che la guerra l’hanno vissuta e ne hanno toccato la crudezza. Tra questi vi è Vedran Celjak. Il difensore croato con un post ha voluto lasciare un messaggio di solidarietà e vicinanza per l’Ucraina e il suo popolo. Un ricordo. Lui, un giocatore ucraino e un pallone. Una foto per la pace.

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Credit: Matteo Bonacina

Celjak e la foto per l’Ucraina

Gli anni ’90 per la Croazia e per i croati rappresentano un’indipendenza raggiunta con la guerra. Una guerra che Celjak, nato nel 1991, ha indirettamente sentito e percepito. Vedran all’epoca era un bambino. “Non ho ricordi traumatici del tempo. Vivendo a Ovest ero più lontano dal conflitto”, ci raccontò nell’intervista a lacasadic.com. Una indipendenza raggiunta con la sofferenza che, però, non si traduce in una ostilità verso il popolo serbo: “Io non provo alcun odio verso di loro. Anzi, quando li incontro ci scherzo. Ho rispetto per tutti”. Un sentimento universale. Un sentimento di pace, dialogo e rispetto.

Valori da cui nascono le parole del post di Celjak. Una foto che ritrae lui in una partita nelle formazioni giovanili della Croazia contro l’Ucraina. Un pensiero diretto a quel ragazzo, avversario in campo, compagno nel mondo. Un ragazzo che rappresenta ogni cittadino dell’Ucraina. “Non ricordo la partita o il risultato e questa foto risale a molto tempo fa. Non so chi sia il giocatore ucraino accanto a me e dove sia oggi, ma in questi giorni i miei pensieri sono concentrati su di lui e sulla sua gente“. Una semplice profondità. Solidarietà e vicinanza nel nome della vita.

“La guerra è una cosa orribile. In chi ne è protagonista ci dovrebbe anche essere un forte senso di vergogna. Le cose vanno risolte diversamente, in modo pacifico”. Parola di Vedran Celjak.

A cura di Gabriele Ragnini