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Emozionarsi, una volta ancora. Cevoli: “Riparto da San Marino”

Cevoli San Marino

Credit: FSGC

Ero a letto con mia moglie e ho avuto un malore. Non mi sono accorto di niente. C’è stata paura, è vero. Ma vedi, sono esperienze che ti segnano e ti insegnano tanto. Ti si apre la mente e comprendi ciò che è davvero importante. La famiglia, le persone a te vicino. Impari ad apprezzare le piccole cose”. La voce di Roberto Cevoli è ancora segnata dal ricordo di quei giorni. Nelle sue parole convivono la paura di quei momenti e il vivo entusiasmo di chi ha voglia di ripartire. E riparte da San Marino. Il posto dove tutto è iniziato. Un posto che nel tempo è diventato casa. E Cevoli ci risponde da lì poche settimane dopo essere diventato il Commissario Tecnico della nazionale sammarinese:Ho grandi aspettative. Poter restituire con la mia esperienza almeno in parte tutto quello che questo Paese mi ha dato per me è una gioia immensa”. Un amore sincero, puro, leale quello che lega l’allenatore e San Marino. “E ora sogno di giocare a Wembley”.

Incontrarlo e parlarci significa percorrere un viaggio che attraversa le sfumature di una vita. Una vita passata per i campi dei dilettanti, per la paura di un malore e il senso del ripartire, per i valori dell’umiltà e della fatica. Semplicità e bontà, come quel suo inconfondibile accendo romagnolo. Roberto Cevoli (ri)parte da San Marino.

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Ripartire

A Novara era iniziata benissimo. Poi è mancato qualche risultato, il presidente mi ha esonerato. Non ha avuto pazienza, ne sarebbe servita un po’ di più. Ci vuole tempo per fare le cose”. Nel periodo successivo il malore: “Non tutti i mali vengono per nuocere. Quando è successo ero tornato a casa ed ero nel letto con mia moglie, una grandissima fortuna. Non ci fosse stato l’esonero invece…”. Esperienze di vita che ti cambiano: “Dai una diversa importanza alle cose”. Suona il telefono… casa chiama casa: “Tutte le volte che cambiavano l’allenatore in Nazionale usciva il mio nome. Questa volta c’è stata l’occasione e l’ho presa al volo. Poi un’esperienza da ct mi mancava”. Una panchina dal sapore diverso: “Rappresentare il tuo Paese non capita tutti i giorni. È un motivo di orgoglio e una grande responsabilità”. Cevoli e San Marino, di nuovo insieme.

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Cevoli e San Marino, un intimo legame

Riparto da casa mia. San Marino dal punto di vista della mia carriera ha rappresentato tanto. Riuscire a restituire anche solo un po’ di quanto San Marino mi ha dato per me rappresenta una grande gioia”. Per comprendere davvero il senso di questo legame bisogna fare un passo indietro. È necessario fare un salto nel tempo: “Fino a 18 anni giocavo in seconda categoria in una squadra di Rimini. Era costruito tutto sulla passione e sui sacrifici”. Poi la svolta. “Vieni a fare un torneo con me a San Marino”, gli propone il fratello. “Iniziai in questa squadra, La Fiorita. Lì mi vide il San Marino e mi comprò. Così è iniziata la mia carriera”. Una carriera arrivata fino alla Serie A.

Cevoli San Marino
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Ambizioni

Cevoli e San Marino si sono rincontrati nel momento giusto. La scelta dell’allenatore, con la sua esperienza e qualità, è simbolo delle ambizioni e del progetto che l’intero sistema sammarinese sta coltivando in questi anni: “Ogni anno c’è qualche giovane che riesce a emergere. Questo grazie al lavoro che da tempo la Federazione sta facendo per far crescere il livello del calcio di questo Paese. L’importante è che ci sia un’idea di sviluppo, e loro ce l’hanno”. Creare un cambiamento. Un cambiamento di mentalità: “A parte Fabbri e Nanni che sono professionisti, la maggior parte gioca nel campionato sammarinese, ma durante il giorno fanno altri lavori. Si allenano di sera”. Far sì che perdere non sia più un’abitudine: “È la mia volontà, far cambiare la testa e il modo di ragionare. Capire che si può proporre, non solo subire”. Porre un segno nel percorrere il proprio cammino. Perché la Nazionale “non deve essere un punto di arrivo, bensì di partenza sia per me che per questi ragazzi”.

Cevoli San Marino
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Prospettive

Ho grandi aspettative. È un momento storico importante per San Marino. Non ha mai avuto così tanti giocatori forti. Lo dico contro il mio interesse”. Un’opportunità per i suoi ragazzi: “La Nazionale dà una visibilità che alcuni campionati non danno. Sarà un tema che affronterò con loro”. Un punto di partenza per costruirsi una carriera. Un po’ com’è capitato a un giovane ragazzo qualche anno prima. Dare un futuro, come San Marino ha fatto prima con lui: “Ora faremo due amichevoli a marzo. A settembre abbiamo la Nations League dove potremo puntare a fare qualcosa di buono come risultato. Dovremo cercare di dare fastidio a tutti”. Quest’anno 20 anni dall’ultima vittoria: “Mi piacerebbe tornare a ottenerne una. Io voglio puntare sui giovani. Bisognerà lavorarci e saper aspettare, ma hanno prospettiva. Però senza dimenticare i giocatori con più esperienza”. All’orizzonte la bellezza di giocare in certi palcoscenici: “Non vedo l’ora. Spero di incontrare squadre fortissime nelle qualificazioni”. E se dovesse scegliere? “L’Inghilterra, giocando a Wembley”.

cevoli san marino
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Emozioni

Gli occhi si chiudono. Nella mente scorrono i ricordi: “Il campo di Montegiardino dove ho iniziato con La Fiorita. E poi lo stadio in cui giocavo con il San Marino”. Il destino. Cerchi che si chiudono per scrivere nuove pagine. Nuovi inizi. “Ritornare da dove hai iniziato, ringraziare il calcio per quello che ti ha dato, restituire ciò che hai ricevuto… è la cosa più bella che possa succedere”. È ora. Ora di ripartire: “Ho passato un anno negli ospedali, a settembre ho fatto anche la protesi a un ginocchio. Nel 2023 abbiamo fatto un bel tagliando dai (ride ndr). Sono pronto per ripartire, posso fare altro 200mila km”, afferma sorridendo.

Roberto Cevoli torna in panchina per la prima volta dopo il problema di salute e lo fa a casa sua. Destino? Chi lo sa. Un passato che l’ha reso grande. Il presente per regalare un futuro a un Paese e ai suoi ragazzi. Un uomo capace di emozionarsi come la prima volta. Un animo pure e genuino che riparte. Riparte dal calcio e dalla vita. Con semplicità come sempre, Roberto Cevoli