Dalla promozione in Serie B all’esordio al Mondiale in Qatar: il magic moment di Cheddira

Su di lui l'interesse anche di squadre italiane ed estere

Cheddira
6 Dicembre 2022

Gabriele Ragnini - Autore

Come può uno scoglio arginare il mare? La domande è ovviamente retorica, perché davanti alla forza travolgente delle onde non esiste roccia che tenga. Ne era consapevole Lucio Battisti, ma lo sanno bene anche tutti i difensori della Serie B che quest’anno si sono trovati davanti Walid Cheddira (qui qualche curiosità), attaccante protagonista della promozione del Bari nella scorsa stagione e capocannoniere del campionato cadetto con 8 reti messe a referto. Lui, che fa dell’energia dirompente il suo marchio di fabbrica, è riuscito a sbaragliare ogni campo su cui è passato in questo avvio di stagione. Lo sa bene anche Hoalid Regragui, c.t del Marocco, che lo ha prima convocato per il Mondiale in Qatar e poi lo ha fatto esordire contro la Spagna. Su di lui ci sono anche le sirene del calciomercato italiano ed estero. In Serie A il centrocampista piace alla Lazio e al Napoli. Il suo valore è tra i 6 e i 7 milioni di euro. All’estero piace a Nottingham Forest e Sporting Lisbona.

Cheddira, tra numeri e sorrisi

Gol, cavalcate in velocità e forza. Nel repertorio di Cheddira c’è tutto ciò di cui il Bari ha avuto bisogno per sopraffare la concorrenza nel girone C nella scorsa stagione e conquistare la promozione in Serie B. Tante caratteristiche riassumibili in una sola parola: potenza. Non solo fisica, ma soprattutto mentale. D’altronde, ci vuole un temperamento da professionista per arrivare a realizzare 8 reti e 5 assist in una rosa così guarnita come quella biancorossa e in un campionato ostico come la Serie B in questa stagione. È stata proprio la sana competizione nell’attacco del Bari a far emergere il centravanti classe 1998, che fa dell’umiltà la sua dote umana più lampante.

Testa bassa e pedalare. Ai giovani si insegna sempre questo, e Cheddira è stato in grado di farlo sia in campo che fuori. Sul terreno di gioco il suo marchio di fabbrica è sempre riconoscibile, ma difficilmente arginabile. Capo chino, spalle larghe e tanta forza nelle gambe per provare ad arrivare su qualunque pallone, anche quelli apparentemente persi. Più che pedalare, la saetta marocchina sfreccia sempre sul campo. Al di là dei novanta minuti, invece, Cheddira ha dimostrato un’umanità da campione. Sorrisi, coinvolgimento e mai una parola fuori posto, anche quando nella scorsa stagione, nel girone d’andata il suo allenatore Mignani lo ha spesso tenuto da parte per lasciare spazio a Simeri e Paponi. L’ex Parma ha sempre accettato tutte le decisioni, facendosi da parte per lasciare spazio ai compagni di reparto o piazzandosi in prima linea quando la squadra aveva bisogno di lui. E la maggior parte delle volte è stato decisivo.

Il “fattore Cheddira” e la strana coppia con Antenucci

Dopo un inizio tra alti e bassi, il numero undici biancorosso si è reso determinante facendo ciò che gli riesce meglio: spaccare le partite. Questo è ciò che potrebbe essere definito il “fattore Cheddira” e i tifosi del Bari hanno imparato ad apprezzarlo al meglio durante la scorsa stagione e nel campionato in corso. Nei momenti più delicati, l’attaccante marocchino è stato in grado di dare una scossa alle partite più bloccate, trascinando i compagni a risultati importanti. Il girone di ritorno della passata annata in Serie C, in questo senso, è emblematico.

Già dalla prima partita, quella natalizia con il Potenza, Cheddira aveva dato prova della sua forza impetuosa, portando i tre punti sotto l’albero biancorosso dopo essere subentrato a gara in corso. Da gennaio, poi, con la squadra decimata ed estenuata dalle tante sfide ravvicinate, il fattore Cheddira ha regalato i risultati più importanti dell’anno nel momento più delicato. Catania, Turris, Picerno, Foggia, Virtus Francavilla e Juve Stabia: tutte partite fondamentali, in cui l’ex Parma ha saputo rendersi risolutivo con un gol o un assist. Oltre alla forza e alla velocità, nel girone di ritorno il centravanti biancorosso ha aggiunto al suo repertorio anche un buon numero di gol “di rapina“. Una caratteristica probabilmente rubata al collega Antenucci, con cui si è creata una sinergia tale da costituire una coppia offensiva quasi imprescindibile per Mignani da gennaio in poi e che continua anche in Serie B. Yin e Yang, 7 e 11. Gemelli diversi ma complementari, capaci di costruire un arco che ha fatto male alla maggior parte delle squadre sia in Serie C che in cadetteria.

Una storia di speranze

Nella vita spesso avere un piano B può essere il miglior modo per guardare al futuro mantenendo i piedi ben ancorati a terra. Frenare un’onda così travolgente come Cheddira, però, può essere rischioso. Per lui c’è sempre stato solo il piano A. L’attaccante classe 1998 non ha mai desiderato altro che spiccare il volo nel mondo del calcio. Un obiettivo unico, raggiungibile solo con la testa sulle spalle e vivendo la competizione nel limbo tra serietà e spensieratezza.

Sangiustese, Arezzo, Lecco e Mantova le tappe principali del suo percorso, con un occhio sempre al quartier generale in quel di Parma. Il club gialloblù era il proprietario del cartellino di Cheddira. Adesso, però, grazie al suo impegno, è arrivata la Serie B. “Per lui abbiamo un diritto di riscatto fissato con il Parma e troveremo un accordo”, aveva dichiarato Polito durante la scorsa stagione ai microfoni di RadioBari. Parole di fiducia, non solo nei confronti del centravanti, ma anche riguardo il suo futuro in relazione al percorso in biancorosso. Una scelta azzeccata della società che, adesso, si gode i gol del marocchino in Serie B. La strada infatti era già tracciata, con il Bari che ha riscattato Cheddira per 380mila euro. Ora vale già oltre 2 milioni (dati Transfermarkt). Con la sua energia, sta abbattendo ogni ostacolo che gli si è posto davanti sino ad ora in cadetteria. Ora ha realizzato il sogno di giocare al Mondiale con il Marocco. L’onda più travolgente dell’Adriatico non ha alcuna voglia di fermarsi.