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Dai 20 clean sheet col Gubbio allo scudetto con l’Inter, la storia di Raffaele Di Gennaro

Nella rosa dell’Inter della seconda stella c’è anche chi è arrivato in nerazzurro direttamente dalla Serie C. Stiamo parlando di Raffaele Di Gennaro, prelevato nella scorsa estate dal Gubbio. Con gli addii di Onana, Handanovic e Cordaz, l’Inter ha dovuto ricostruire da capo il parco portieri e lo ha fatto partendo proprio da lui, che è stato il terzo portiere in questa stagione. Per il classe 1993 è stato un ritorno a Milano, dopo aver già giocato nella Primavera interista, con cui aveva già vinto due trofei. Al primo anno con la squadra di Inzaghi stesso risultato, con la vittoria della Supercoppa e del campionato.

Di Gennaro e la gavetta che paga: a Gubbio l’occasione giusta

Nella passata stagione, Di Gennaro ha difeso la porta dei rossoblù in Serie C. Sino a pochi mesi fa, difficilmente avrebbe potuto immaginare di compiere un doppio salto di categoria e restare in pianta stabile all’Inter. Ma a pagare è stata l’ottima stagione fatta in Umbria, dove, con la maglia del Gubbio, ha superato le 200 presenze tra i professionisti. Infatti, dopo diversi anni in Serie B in prestito dall’Inter tra Cittadella, Latina, Ternana e Spezia, Di Gennaro ha scelto di scendere di categoria nel 2019.

Credits Simone Grilli asgubbio1910

È rimasto a Catanzaro per 3 stagioni, accasandosi poi a Pescara nel 2021. In Abruzzo, ha vissuto una stagione complicata con sole 11 presenze all’attivo. E così è arrivato il Gubbio: è in rossoblù che il portiere ha trovato il rilancio della vita. Dopo aver conquistato subito il posto da titolare ha disputato 34 presenze complessive in stagione mantenendo la porta inviolata per ben 20 volte. Prestazioni che sono valse al Gubbio il quinto posto nel girone B al termine della regular season, e a lui l’opportunità del ritorno all’Inter.

Credits Simone Grilli asgubbio1910

Maniaco della cura del corpo già in Serie C

L’affetto e la fiducia da parte dei tifosi umbri non gli sono mai mancati. Il portiere, infatti, viene descritto nell’ambiente Gubbio come un ragazzo affabile, meraviglioso e disponibile. Già ai tempi della C, si allenava con una maniacalità lontana dall’ordinario per la categoria. Secondo quanto si apprende, si presentava sempre un’ora e mezzo in anticipo a ogni allenamento per preparare al meglio il proprio corpo alla seduta: anche a costo di passare 10 minuti a bordo campo a vestirsi e imbottirsi di protezioni. Insomma, solo il meglio per la propria città, Gubbio, che ha ricoperto un ruolo speciale nella vita di Di Gennaro. Questa, infatti, fu la sede delle finali Primavera vinte con i nerazzurri nel 2011 e nel 2012. Da Gubbio a Gubbio, la chiusura di un ciclo: Raffaele Di Gennaro è la prova vivente che nel calcio, come nella vita, non bisogna mai mollare.

Lo scudetto con l’Inter

Quello di Di Gennaro è stato il coronamento di un sogno, diventando campione d’Italia con la prima squadra dell’Inter dopo averlo fatto con la Primavera. In estate ha preso parte all’amichevole contro l’Al-Nassr di Cristiano Ronaldo e all’allenamento congiunto con la Pergolettese. Non ha ancora giocato in partite ufficiali, ma chissà che Inzaghi non gli conceda questa soddisfazione nelle ultime gare di campionato, anche solo per pochi minuti. In ogni caso, per lui resta una stagione vissuta con compagni di reparto come Sommer e Audero e, soprattutto, conclusa da campione d’Italia con la conquista della seconda stella.

Redazione

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