L’arte di saper soffrire: a tre anni dalla Serie C, Gabbia festeggia lo scudetto

Storia di un difensore nato come mediano, ma maturato tecnicamente e tatticamente in Serie C

23 Maggio 2022

Redazione - Autore

Se Inter e Milan fossero due macchine da corsa, probabilmente il testa a testa per lo scudetto di quest’anno rientrerebbe tra le telecronache più celebri di Carlo Vanzini. Alla fine, è stato il bolide rossonero a trionfare, caricato dalla spinta di un’intera tifoseria. Tra i punti di forza del Milan, però, c’è stato sempre e soprattutto il team – per dirla nel linguaggio da Formula 1. Uno spirito collettivo capace di tenere botta nei momenti più duri, rendendo parte del percorso anche le seconde linee. Tra queste rientra sicuramente Matteo Gabbia, difensore con un passato in Serie C, dove si è formato prima di poter arrivare nei circuiti principali italiani.

Gabbia e la crescita al Milan

Pur non avendo fatto tutta la trafila dalla più tenera età, Gabbia è maturato calcisticamente nel settore giovanile del Milan. Dall’Under 17 alla Primavera, il suo percorso gli ha permesso di iniziare a fare esperienza e allo stesso tempo prendere il feeling con l’ambiente rossonero. È proprio nella dimensione milanista, quella dell’Under 19, che Gabbia ha ricevuto la sua prima chiamata in prima squadra. Vincenzo Montella lo notò e decise di aggregarlo tra i grandi nel finale di stagione 2016/17, contro Roma, Cagliari e Atalanta. I tempi, però, per l’ex allenatore rossonero non erano ancora maturi, per questo decise di non regalargli l’esordio in campo. Lo trovò l’anno successivo in Europa League contro lo Shkendija. La prima grande porta aperta della sua carriera. Da quella porta, però, Gabbia non sarebbe entrato in una stanza del Milan. Non ancora. Anche se i colori erano gli stessi.

L’arte di saper soffrire

Nonostante l’esordio in Europa League, nella stagione 2018/19 Gabbia viene girato in prestito alla Lucchese. Un’altra esperienza a tinte rossonere, ma questa volta c’è la possibilità di crescere davvero, manovrando i fili di una difesa professionista. È proprio nelle fila più arretrate che sorprendentemente il classe ‘99 avvia la sua carriera tra i grandi, nonostante un passato nelle giovanili milaniste da mediano puro. Gabbia scopre che al di là di un mondo vincente come quello rossonero, esistono anche i momenti più duri. La Serie C è emblematica in questo, e con la Lucchese di Giancarlo Favarin, il centrale lotta per non retrocedere.

Lucchese

Probabilmente è dalle ferite rimediate con i toscani che Gabbia acquisisce la giusta mentalità vincente per giocare un giorno nel Milan. A suo modo, però, riesce a far galleggiare la squadra. Colleziona 29 presenze davanti alla porta difesa da Wladimiro Falcone, suo futuro avversario in Serie A. Tra queste, la più iconica resta quella contro la Carrarese, in cui oltre a marcare Tavano e Maccarone, due veterani del calcio, riesce anche a segnare il gol del 2-2. A fine anno la Lucchese è nel pieno inferno della zona retrocessione, ma riesce a risalire dall’ultimo girone, vincendo i playout nonostante il 19esimo posto. Il vero epilogo porterà poi la squadra a non iscriversi, ma sul campo Gabbia conquista un traguardo incredibile, guadagnato grazie al sangue, al sudore e alla voglia di diventare un vincente anche evitando le peggiori sconfitte.

Il ritorno al Milan e lo scudetto

Dopo la stagione con la Lucchese e un Mondiale da protagonista insieme all’Italia U20, che conclude al terzo posto, per Gabbia è il momento di tornare nella sua prima casa rossonera. Lì la musica è cambiata dopo l’annata in Serie C. Il centrale si è fatto le ossa e può guardare agli altri grandi con la testa alta. Non è un caso, infatti, se dopo pochi mesi trova l’esordio in Serie A contro il Torino, sostituendo Kjaer. Da lì gioca anche diverse partite da titolare, fino ad arrivare alla stagione 2021/22.

Nell’annata ormai già entrata nella storia, Gabbia ha collezionato solo 8 presenze. Tra queste, però, rientrano prestazioni fondamentali nell’economia dello scudetto. Le vittorie all’andata e al ritorno contro il Venezia, quella contro il Genoa e con la Roma, in quel 3-1 che ha fatto capire ai rossoneri che la possibilità di arrivare in cima fino alla fine del campionato ci fosse davvero. Sicuramente la gara contro lo Spezia, persa per 1-2, rimane l’unica pagina negativa della stagione di Gabbia. Un’annata tra le seconde linee, ma sempre importante. Tra i nomi incisi nella storia c’è anche lui, che magari riuscirà a farsi spazio ancora di più nei prossimi anni dopo le difficoltà nell’emergere. Sputare il sangue per crescere, come accaduto con la Lucchese. Intanto, però, si gode il trofeo. Perché lo scudetto del Milan è prima di tutto la vittoria dell’intero team.