Lega Pro, Francesca Buttara: “Stadi più moderni, il Recovery Plan è un’opportunità”

L’intervista alla responsabile delle relazioni istituzionali e comunicazione della Lega

Buttara, Lega Pro
14 Marzo 2022

Redazione - Autore

“Non serve strappare le pagine della vita, basta saper voltar pagina e ricominciare” – frase famosa che può perfettamente legarsi al mondo del calcio e della Lega Pro. Soprattutto in epoca di pandemia molte sono state le difficoltà per portare avanti tutta l’”azienda”. Per fortuna c’è chi ha lavorato dietro le quinte e continua a farlo. Parliamo di Francesca Buttara, responsabile delle relazioni istituzionali e comunicazione di Lega. Braccio destro del presidente Ghirelli nel Public Affairs e nel dialogo con il Governo e il decisore pubblico.

Ci ha raccontato ai nostri microfoni tematiche molto importanti: le misure a sostegno dei club chieste al Governo negli ultimi 24 mesi, quali il credito di imposta per le sponsorizzazioni, il lavoro in corso sul Pnnr e le attività di formazione per i club.

I problemi e le soluzioni nell’era della pandemia: le sponsorizzazioni

In tempo di pandemia la Lega Pro ha lavorato per cercare di sostenere le squadre di fronte ad una crisi di grande portata. “Abbiamo condotto prima un’analisi sull’impatto economico della pandemia sulla stagione sportiva e abbiamo poi ragionato anche con il Comitato 4.0 per capire quali misure sarebbero servite maggiormente ai club per affrontare questo momento” – ha spiegato Francesca Buttara. Uno dei principali temi su cui si è ragionato è stato quello delle sponsorizzazioni, fondamentali per le casse delle società oltre al botteghino. I club vivono anche con gli sponsor e serviva individuare forme di incentivo per rimettere in moto il meccanismo delle sponsorizzazioni. A chi investe in una squadra è stata quindi riconosciuta la possibilità di beneficiare di un credito di imposta pari al 50% dell’investimento. Uno dei tanti risultati raggiunti in questi anni dalla Lega Pro guidata dal Presidente Ghirelli”.

“Con il Decreto Sostegni Ter che adesso è in conversione al Senato– ha proseguito – la misura è stata prorogata fino al 31 marzo 2022. Il provvedimento, operativo dal 2020, ha rimesso in moto un circuito virtuoso che riguarda non solo il rapporto aziende – club, ma che ha un impatto sociale su tutto il territorio. Abbiamo chiesto al Sottosegretario allo Sport Valentina Vezzali che questa misura diventi strutturale, visti i risultati. Se non ci fosse stata sarebbe stato difficile ridare vita agli sponsor, visti gli stadi chiusi ai tifosi”.

La cassa integrazione e il rimborso per le spese sanitarie

Non solo le sponsorizzazioni, la Lega Pro ha lavorato anche su altri fronti, come quello del lavoro. Spesso quando parliamo di calciatori pensiamo subito a guadagni stellari, cosa che ovviamente è diversa nel campionato di Serie C, con stipendi modesti. A tal proposito Francesca Buttara ci ha spiegato qual è stata la chiave di volta: Il primo decreto Cura Italia ha equiparato lo sport ad un sistema produttivo alla stregua di tutti gli altri e questo ha permesso che al comparto venissero riconosciute alcune misure economiche di tutela e salvaguardia delle piccole e medie imprese. Questo ci ha permesso di ottenere delle misure importanti, come la cassa integrazione in deroga ai calciatori”.

Un’altra misura significativa è stata quella del rimborso delle spese sanitarie: “La pandemia ha aumentato i costi che i club hanno dovuto sostenere per mettere in sicurezza il campionato, penso a tutti i dispositivi di protezione individuale e alle spese mediche. Il Governo ha messo a disposizione risorse importanti per ristorare i club. Sicuramente ci sono state anche difficoltà, in un contesto del tutto nuovo, soprattutto burocratiche. “Il provvedimento ha richiesto l’emanazione di un decreto attuativo per definire le modalità di ripartizione delle risorse. Già con la sola raccolta e organizzazione dei documenti i tempi si sono dilatati”. 

La “nuova centralità urbana” degli stadi

A fine mese cesserà lo stato d’emergenza in Italia e si potrà tornare a ragionare in modo differente, vedendo sempre di più il ritorno dei tifosi negli stadi. A proposito di “case dello sport”, uno dei progetti più importanti riguarda proprio il Pnrr (Piano Nazionale di Riprese e Resilienza). L’età media degli stadi in Lega Pro è 70 anni. La riqualificazione degli impianti è più che mai necessaria, a patto che riguardi anche la dimensione sociale.

“Il piano dà l’opportunità al nostro Paese di poter drenare circa 200 miliardi tra prestiti e trasferimenti. La Lega Pro sta presentando un progetto che dà la possibilità di rendere gli stadi protagonisti di un processo di riqualificazione e ammodernamento. Il tutto partendo da un dato: l’età media degli stadi in Lega Pro è 70 anni. Non hanno standard per competere con le pressioni del mercato. Come sostiene Ghirelli abbiamo bisogno di una nuova “centralità urbana”, quindi rendere gli impianti più funzionali. Stadi non solo da utilizzare e pensare per le partite, ma anche per altre attività e servizi, non solo legati al calcio. Gli impianti sono di proprietà dei Comuni che saranno i beneficiari di questi fondi, Lega Pro sta dialogando con essi proprio riguardo questi obiettivi”.

La formazione a supporto dei club

Una delle novità introdotte sul versante della formazione sono stati i “Communication Day”, un format dedicato ai responsabili comunicazione e marketing dei club. Giornate aperte a testimonianze esterne al mondo della Lega Pro sui temi più disparati: dalla gestione dell’ufficio stampa alla monetizzazione dei contenuti sui social network. “La formazione è uno dei motori del Piano Strategico definito della Lega Pro ed è fondamentale se si vuole affrontare un settore, come quello della comunicazione, che evolve rapidamente, portando con sé nuove sfide”.

Il più recente Communication Day è stato organizzato all’interno del principale evento dedicato all’industria del calcio, il Social Football Summit. “Portare il format all’interno di un evento così importante per il mondo dello sport è stato un valore. I club sono entrati in contatto con realtà anche internazionali, lo scambio di idee e conoscenze è imprescindibile per restare al passo dei mercati”, conclude Francesca Buttara.

A cura di Antonio Salomone