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Legnago, Donati: “La mia tesi a Coverciano su Ronaldo il fenomeno, Ventura e Gasp maestri”

In piena zona playoff al settimo posto con 42 punti, gli stessi del Lumezzane sesto. 2 pareggi e 4 vittorie nelle ultime 6 giornate, con l’ultima sconfitta che risale al 22 dicembre scorso contro il Mantova. Il Legnago Salus di Massimo Donati sta disputando fino a questo momento una stagione da protagonista nel girone A, al di là forse di ogni più rosea aspettativa per una neopromossa. L’allenatore dei biancoblù ha spiegato in un’intervista al Corriere del Veneto la sua filosofia in panchina.

Credit: Legnago Salus e Team Vesentini

“Grinta principio primario, il titolo della mia tesi era La fame”

Il Legnago è apprezzato da tutti per la grinta messa in campo in ogni occasione. Per Donati una caratteristica fondamentale del suo calcio: “Per me è il principio primario. Il titolo della mia tesi a Coverciano era ‘La fame’. Tra le storie che ho citato quella di Ronaldo il fenomeno, dalla povertà in Brasile a campione del calcio grazie alla determinazione. Se vuoi una cosa e fai di tutto, prima o poi la ottieni.”

Credit: Legnago Salus e Team Vesentini

Donati: “Con Ventura giocavo a occhi chiusi, Gasperini un precursore. Stimo Italiano e Dionisi”

Tra i maestri dell’allenatore del Legnago sicuramente due esempi da seguire: “Ventura al Bari e Gasperini al Palermo. Con Ventura giocavo a occhi chiusi, ogni cosa era preparata in modo dettagliato. Gasperini era già lui, precursore dei ritmi del calcio moderno. A fine allenamento eri stanchissimo, ma la domenica pedalavi. Tra gli allenatori di oggi che stimo sicuramente Vincenzo Italiano e Alessio Dionisi. Hanno fatto la gavetta e sono arrivati ad allenare in Serie A con merito, non per grazia ricevuta.”

“Non sono un difensivista, dipende dalla partita. Essere credibile è il mio principio”

Sulla filosofia della sua squadra e sul suo principio irrinunciabile Donati è chiaro: “Gli 11 clean sheet sono un dato importante, se non prendi gol hai più probabilità di vincere. Non è difensivismo, ma partecipare tutti alla fase difensiva. A volte giochiamo a uomo e altre ci chiudiamo, dipende dalla partita. Essere credibile quando dico che tutti sono importanti è il mio principio cardine. L’anno scorso siamo saliti in C grazie al gol promozione di Rodella, un classe 2005 che ha giocato mezzora in tutto il campionato.”

Redazione

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