Marotta sulle seconde squadre: “Indispensabili, ma all’Inter non ci sono strutture adeguate”

Le parole dell'ad nerazzurro

19 Ottobre 2023

Redazione - Autore

L’amministratore delegato nerazzurro Giuseppe Marotta ha parlato del tema seconde squadre, a margine della presentazione del Libro di Fabrizio Biasin, di cui era ospite. Quello di un’eventuale formazione Under 23 nerazzurra è uno dei tanti temi toccati all’interno del suo discorso sull’Inter (LEGGI QUI COSA HA DETTO). Finora in Italia solo Juventus e Atalanta hanno avviato questo progetto, mentre proprio l’Inter è una delle big che non l’ha ancora fatto. Perchè? Su tutti, il problema sarebbe legato alle strutture, che però non è una problematica solo del club milanese. Nonostante ciò, nulla toglie il valore delle seconde squadre.

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Marotta: “In Italia le strutture sono un problema”

Analisi molto obiettiva quella fatta dal dirigente nerazzurro, che riconosce l’importanza delle seconde squadre, ma allo stesso tempo tutte le problematiche che vanno risolte. Ciò non toglie il valore formativo del progetto per i giovani calciatori: “Le seconde squadre, come sapete la prima era stata la Juventus e poi l’Atalanta, secondo me sono uno strumento indispensabile nella crescita dei giovani. Il passaggio dalla Primavera alla prima squadra è molto difficile e quindi manca quello strumento intermedio che possa garantire loro una crescita e questa è rappresentata dell’Under 23.” Un plauso giusto alla Juventus e all’Atalanta, per un progetto in cui lui stesso crede. Per questo poi il discorso è passato sul perchè l’Inter non ha ancora la sua seconda squadra. Il motivo riguarda anche molte altre società in Italia secondo Beppe Marotta: “Qui, mea culpa anche se relativo, è quasi un’autodenuncia che faccio al mio club che io gestisco, purtroppo non ci sono le strutture adeguate. Quindi oggi ci troviamo a dire dove la facciamo giocare l’Under 23 che non abbiamo il centro sportivo? Questo è un problema. È un problema che riguarda l’Inter ma che riguarda anche tante altre società, c’è il problema delle strutture in Italia“.