La Liguria, Pogba e il Lecco. Il giovane pragmatismo di Masini: “Io ci provo”

Consapevolezza e maturità. Il legame con il mare e la Serie A all'orizzonte. L'intervista del centrocampista del Lecco a LaCasadiC

Masini Lecco
8 Aprile 2022

Redazione - Autore

Per la Serie A devo  migliorare ancora tanto, sia tecnicamente che fisicamente. È uno step che cercherò di fare. Io ci provo”. Maturità e consapevolezza, nonostante la giovane età, in ciò che si è e in ciò che si vuole essere. A parlare ai microfoni de lacasadic.com è Patrizio Masini, centrocampista classe 2001 del Lecco che, con l’arrivo di De Paola, ha raggiunto il quinto posto del girone A. La Serie A con “Marassi” all’orizzonte, un intimo rapporto con il mare e il calcio. Il presente è la maglia bluceleste. Quantità e qualità per la sua squadra. Negli occhi la voglia di prendersi e scriversi il futuro. Occhi la cui luce trasmette spensieratezza e voglia di brillare. Gli occhi di Patrizio Masini.

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Il Genoa, Pogba e Marassi

La Spezia dove parte il viaggio. A 10 anni la scelta di andare al Genoa: “Fin da subito mi sono sentito a casa”. Anni in cui vede da vicino i campioni della Serie A: “Mi capitava di fare il raccattapalle”. Uno il ricordo speciale. Genoa-Juventus la partita: “Durante il riscaldamento Pogba si avvicinò per salutarmi e chiedermi come stessi”. Emozioni. Da centrocampista a centrocampista. Anni di partite. Anni di derby: “La mia prima partita fu proprio contro la Sampdoria. Vincemmo 2-0, gol mio e di Pellegri”. E Marassi: “Magico. Ricordo che da piccolo prima di un derby giocammo noi ragazzi. Feci un tiro e la curva lo accompagnò con un boato”. Dal boato agli applausi: “Dopo la finale del Viareggio facemmo il giro di campo per salutare i tifosi. Bellissimo”.

Nelle stagioni con la Primavera si trasferisce a Genova in convitto: “In quel periodo ho legato molto con i miei compagni, come Rovella, Moro e Raggio. Eravamo un gruppo fantastico. Era la nostra forza, come a Lecco”. Poi gli allenamenti con il Genoa di Andreazzoli o Thiago Motta. “Altro livello. Mi impressionarono la fisicità di Soumaoro e la tecnica di Sanabria”. E i consigli di Pandev: “Una persona eccezionale, sempre pronto ad aiutare”. Dal Genoa al salto nel professionismo, prima alla Sambenedettese e poi al Lecco. Due i riferimenti da cui imparare: “Vidal ai tempi della Juventus e Barella”. E a vederlo giocare un po’ lo ricorda il numero 23 dell’Inter.

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Masini, il Lecco e il futuro

Per la mia crescita il Lecco è stato fondamentale. La forte volontà del ds Fracchiolla nel chiamarmi, la fiducia di tutto l’ambiente: la piazza ideale”. Un amore a prima vista. L’arrivo l’ultimo giorno del mercato invernale della scorsa stagione dalla Sambenedettese. La buona partenza con Zironelli, le difficoltà e la svolta. “Eravamo partiti bene, poi non so cosa sia successo. De Paola ci ha trasmesso una grande fame”. Una la cosa da fare: “Ragionare partita per partita. Dobbiamo essere sempre concentrati e aggressivi. Il gruppo è la nostra forza”. E poi il futuro: “Ho ancora due anni di contratto con il Genoa, a quella maglia sono legato. L’obiettivo è di crescere sempre. Io voglio continuare a fare bene in questa ultima parte della stagione”. La voglia di arrivarci nel momento giusto, senza accelerare i tempi. Un sogno davanti a sé, un campo da calcio per conquistarselo. Un passo alla volta. Una corsa alla volta.

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La Liguria di Masini

Il profumo del mare di sottofondo. Il suono delle onde ad accompagnare il suo viaggio. Radici indissolubili con la sua terra, la Liguria. Un legame intimo e profondo: “Ne sono innamorato”. Da La Spezia a Genova. Nel mezzo le crêuze de mä. Le chiacchierate in piazza con gli amici di sempre. Le passeggiate in via Prione a La Spezia o a Lerici. Le cene con la sua ragazza a Genova. Le uscite in barca. “Mi piace andare a pescare. In estate vado con mio padre e mio fratello”. Immagini che sanno di casa. Tranquillità, serenità e l’amore per la famiglia e la ragazza. “Appena posso torno”. Dalle onde del mare a quelle del lago, quello di Lecco: “Un po’ mi ricorda la mia Liguria. E qui ho stretto belle amicizie, come con Buso, Kraja e Tordini. Abbiamo anche una nostra esultanza”.

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L’università, la musica e uno sguardo verso l’orizzonte

Guardo molte partite della Serie A”. Un giocatore che gli piace? “Frattesi, davvero fortissimo. Ho sempre voluto rubargli qualcosa”. Oltre al calcio ci sono gli studi: “Sono iscritto alla facoltà di Economia aziendale dell’Università di Genova. Mi è sempre piaciuto studiare, anche se con il calcio non è semplice”. E poi la passione per la musica: “La ascolto sempre anche prima delle partite”. La passione per Ligabue: “‘Non è tempo per noi’ la mia canzone preferita”.

Intensità, sobrietà, una passionale freddezza. Nel vederlo giocare la sensazione di chi sul campo ci lascia anima e cuore. Nel parlarci l’idea di un ragazzo che ha la consapevolezza di ciò che vuole essere e di ciò che serve per ottenerlo. Un percorso. “Continuare a dare il meglio ogni partita. Solo dando il massimo si può ottenere qualcosa di grande. Io ci voglio provare”. Quello che Patrizio Masini augura a se stesso. “Volere è potere“. Uno sguardo alle onde del mare. All’orizzonte il suo futuro. Lui è pronto per scrivere le pagine più importanti della sua storia. Con la passione. Con la testa. Il giovane pragmatismo di Patrizio Masini.

A cura di Nicolò Franceschin