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Caso Seregno, Corda: “Erba voleva far retrocedere la squadra”

Intervistato dal Corriera della Sera, l’ex direttore sportivo del Seregno Ninni Corda attacca il presidente Davide Erba. Il “metodo Seregno” che ha fatto aprire una inchiesta alla Procura di Monza sulle denunce e minacce ricevuti dai calciatori, ora si “arricchisce” di un altro capitolo di questa triste vicenda.

Davide Erba

Ninni Corda: “Problemi al Seregno sono economici. Il mio metodo di lavoro è sempre lo stesso”

La vicenda nasce il 12 novembre scorso quando, a seguito di una rissa sul campo di allenamento, il presidente Erba accusa Corda di essere dietro all’azione di due giocatori coinvolti, Anelli e Gentile. Nel giro di poco, Corda viene prima sollevato dall’incarico e poi accusato dallo stesso presidente di aver minacciato il vice allenatore e il portiere, oltre ad aver “picchiato due ragazzi”. Da quel momento partono una serie e di botta e risposta tra Erba e Corda, che risponde di non aver “mai minacciato nessuno” e di aver denunciato Erba per le sue parole. A questo si aggiunge la versione del portiere Fumagalli che accusa di aver ricevuto minacce sulla sua famiglia.

Ma quali intimidazioni e minacce. I problemi al Seregno sono economici e verranno fuori entro la fine della stagione”, racconta l’ex DS che poi prosegue. “Mi dipingono come il diavolo, ma la realtà è diversa . Non ho mai avuto denunce e guai coi giocatori in 25 anni di carriera. Il mio metodo di lavoro è sempre lo stesso”.

“Fumagalli mi scriveva tutti i giorni. Perché questa giravolta?” Poi accusa Erba

Corda poi prosegue attaccando sia il portiere Fumagalli che il presidente Corda, reo di voler far retrocedere la squadra e di non voler pagare più vitto e alloggio. “Fumagalli è stato tre anni con me a Foggia, e da un giorno all’altro dice che non è calcio. Mi scriveva messaggi fino al giorno prima dei fatti di novembre: “Io sono venuto per te a Seregno, se vai via tu vado via anche io”. Perché questa giravolta?”. “(Erba, ndr) aveva aspettative di arrivare subito nelle prime posizioni, ma i miracoli nel calcio sono rari” e poi l’accusa. “Voleva che andassi dai giocatori a dire loro che dovevano rinunciare all’indennità di trasferta e che non voleva più pagare vitto e alloggio. È arrivato a ipotizzare in privato di far retrocedere la squadra. Ho le prove e le ho depositate in Questura”.

Sui fatti del 12 novembre Corda rigetta le accuse di minacce e poi svela che l’audio di Erba in cui invita a “sbranare gli avversari” non è l’unico in suo possesso.  “Quel giorno avrei dovuto comunicare alla squadra problemi economici, ma ci ha voluto parlare lui e li ha tranquillizzati. Resto convinto che il Seregno sarà un buco nell’acqua, vedremo entro il 30 giugno”.

“L’audio in cui Erba invita a “sbranare gli avversari” non è nulla rispetto al materiale che ho io. Le dico – conclude Corda- solo che aveva creato una chat “Seregno vincere o morte”, in cui c’è davvero di tutto”.

Redazione

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