Mazzocchi, favola con lieto fine: dalla C a “cantante” della Nazionale

Il siparietto social ripreso dai compagni

Pasquale Mazzocchi Salernitana
20 Settembre 2022

Redazione - Autore

Sono tantissimi i sogni che ogni bambino stende nella propria mente dal momento in cui inizia a calciare un pallone. Giocare con la squadra della propria città, esordire in Serie A e segnare sotto una curva in festa. Ma tra tutti i desideri, ce n’è uno che negli anni resterà sempre più luminoso degli altri. Quale? Giocare con la propria nazionale. Cantare l’inno sulle note delle voci dei tifosi è qualcosa che non ha prezzo e vale una carriera intera. La maglia dell’Italia non è più un sogno per Pasquale Mazzocchi, oggi alla Salernitana, passato per la Serie C e convocato per la Nations League da Roberto Mancini. Accontentato Davide Nicola, che aveva chiesto a gran voce una chance tra gli azzurri per il suo giocatore.

Il terzino della Salernitana, dopo i primi giorni, si è subito fatto riconoscere. Non solo in campo, ma anche e soprattutto fuori. Mazzocchi si è distinto per le sue doti canore nel rituale riservato agli esordienti. Tutti i nuovi arrivati devono infatti scegliere una canzone e cantarla di fronte a tutti. Lui ha scelto una canzone neomelodica napoletana e ha sorpreso tutti per l’ottima intonazione. Un momento divertente che è stato ripreso da diversi compagni tra cui Donnarumma e Immobile e postato sui proprio social network.

Mazzocchi

Da Benevento a Verona, fino alla Serie C

La carriera di Pasquale Mazzocchi riflette al meglio lo spirito di chi si è posto un obiettivo e vuole raggiungerlo. Costi quel che costi. Nato a Napoli, il terzino cresce sotto l’ombra dello Stadio Ciro Vigorito di Benevento. Spinta e tecnica. Un ruolo che negli ultimi anni ha sempre richiesto tanti fattori. Nell’elenco del ragazzo ci sono tutti. Mazzocchi già nelle giovanili dimostra di avere tutte le carte in regola per costruirsi la propria strada. Nel Benevento riesce ad arrivare fino all’under 19. È proprio in quel periodo che il telefono squilla. La chiamata arriva direttamente da Verona. L’Hellas ha notato le sue potenzialità e vuole farlo crescere nel proprio vivaio. Basterà soltanto un anno e mezzo al ragazzo per dimostrare alla squadra di essere pronto per il salto nei grandi. Diventare dei calciatori, l’obiettivo che si avvicina e la voglia di far diventare quella passione una presenza quotidiana. Così, Pasquale Mazzocchi arriva in Serie C. La vetrina è quella giusta per riuscire a mettersi in mostra. Ma le presenze sono soltanto 8.

Pasquale Mazzocchi Salernitana

La scelta giusto al momento giusto

Pasquale Mazzocchi capisce che 8 presenze non sono quelle necessarie per crescere. È vero, il ragazzo è giovane ma vuole comunque ritagliarsi il giusto spazio per riuscire a crescere. Passa al Pro Piacenza, ma anche in questa piazza il copione è lo stesso. Qualità, determinazione e voglia di lasciare il segno sono sempre presenti. È ancora una volta lo spazio a mancare. 5 presenze fanno capire a Mazzocchi di dover preparare la valigia. Direzione: Rimini. Fare la scelta giusta al momento giusto è sempre difficile. In uno sport poi come quello del calcio, dove tanti fattori possono condizionare una carriera, lo è ancora di più. O la va o la spacca, insomma. A Rimini però Pasquale riesce a trovare finalmente quello spazio che ha tanto cercato nelle prime esperienze nel calcio dei grandi. Colleziona 23 presenze e riesce a segnare anche una rete. Il club si salverà ai playout di Serie C e Pasquale Mazzocchi riesce a trovare il binario per far partire definitivamente il treno della sua carriera. Jackpot.

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Mazzocchi, Parma e la Serie A

A proposito di scelte, Pasquale Mazzocchi nel 2016 decide di fare un passo indietro. Questa volta la chiamata è del Parma, ma la categoria è la Serie D. Il blasone è troppo importante per rifiutare e Mazzocchi vuole entrare nella rinascita di questo club. Dai professionisti ai dilettanti. Il minimo errore potrebbe costare caro. L’ambizione non ha categoria e solo il terzino conosce il punto di arrivo. Il ragazzo non si lascia spaventare e con il Parma riesce a fare una scalata che in pochi hanno sul curriculum. Forse neanche Mazzocchi sarebbe riuscito ad immaginarselo prima del suo arrivo al Parma. Il passo indietro è stato fatto soltanto per darsi la spinta. Dalla Serie D si guadagna la A, passando dalla C e la B al fianco di Alessandro Lucarelli e D’Aversa. Avere il coraggio di scegliere ha premiato.

“Merita la Nazionale”

Dopo l’esperienza a Parma, passerà due anni a Perugia, prima di compiere un altro miracolo. Questa volta a Venezia, dove con le sue discese offensive trascina la squadra verso una promozione in Serie A che nessuno avrebbe mai pensato ad inizio stagione. Proprio nella laguna Pasquale Mazzocchi fa il suo esordio nella massima serie. Lui, che qualche anno prima decise di lasciare i professionisti per i dilettanti. Adesso, l’ennesimo capitolo. Dopo la salvezza con la Salernitana di Nicola, Mazzocchi ha segnato la sua prima rete in Serie A contro l’Empoli. Arrivato per restare. Palla sull’esterno, primo avversario saltato. Poi l’ingresso in area e un altro uomo mandato a vuoto. Un rimpallo, il duello a tu per tu con il portiere ed il tiro che si insacca nell’angolino. Il boato dell’Arechi. Le braccia larghe e la corsa verso la panchina. È tutto vero. “Mazzocchi? Merita la Nazionale” sosterrà Davide Nicola dopo il match. Il biglietto da visita a Roberto Mancini è stato inviato e raccolto. Pasquale Mazzocchi vuole continuare a volare sulla fascia. Con un consiglio in più da parte del suo allenatore: “Partendo in quella posizione, così come dovrà fare con più frequenza quando gioca a destra, inizia a entrare dentro al campo, a trovare il tiro con più personalità. Deve togliersi la soddisfazione di segnare qualche gol ma senza togliersi la maglietta. Ha tatuaggi bellissimi ma giocare con un’ammonizione non è mai bello e non sei mai completamente sereno”.

Sulle spalle, tutte le esperienze che lo hanno portato sin qui. Dalla Serie D alla Serie A. Le scelte e gli errori. Raggiungere un obiettivo: costi quel che costi.

A cura di Jacopo Morelli