Trento, Baldini: “Abbiamo qualche acciaccato. Giochiamo da collettivo”

Le parole dell'allenatore in vista della sfida sul campo della Pro Sesto

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22 Febbraio 2024

Alessandro Gotter - Autore

Trasferta sul campo della Pro Sesto per il Trento di Baldini che sabato 24 febbraio scende in campo alle 18.30. In conferenza stampa, l’allenatore ex Perugia ha fatto il punto della situazione: “Settimana leggermente complicata. Abbiamo qualche acciaccato, ovvero Russo, Cappelletti, Barison, Giannotti e dovremo fare delle valutazioni. È sempre complicato quando si hanno degli infortunati ma finché siamo in 11 va bene (sorride, ndr)”.

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Baldini: “Ruolino di marcia in casa da cambiare”

Ultima sconfitta contro la Pergolettese che non è andata giù: “Io devo aumentare la concentrazione quando giochiamo contro le squadre chiuse per stare più attenti in contropiede. Dovrò ragionare anche sulla questione partite in casa, perché non è normale che se ne vincano soltanto tre. Qualcosa va cambiato. Questa sconfitta contro la Pergolettese ha accelerato la mia conoscenza di questa squadra. Non mi aspettavo di prendere tre gol dopo aver visto i primi 30 minuti di gioco. Frosinini a Lumezzane ha strappato, non conquistato, 7 volte il pallone dai piedi degli avversari. Le squadre che prendono 9 e poi 5 non mi piacciono, devo trovare la chiave per stimolarli sempre al massimo”.

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Credits Carmelo Ossanna – A.C. Trento 1921

“Nessun singolo vince da solo”

E sulla Pro Sesto: “Ora abbiamo una partita davvero molto importante che voglio preparare nel miglior modo possibile. Su 10 allenamenti circa, 9 sono stati sulla fase offensiva, sull’attaccare la palla nella maniera giusta. Questo perché ho riscontrato anche io dei margini di miglioramento importanti. Italeng? Se io fossi un difensore della Pro Sesto avrei paura di lui, per non subire gol e per non prenderle da lui (ride, ndr). Devo allenare anche i terzini. Pressing? Lo abbiamo fatto molto bene a Lumezzane e anche nella prima mezz’ora con la Pergolettese. Il singolo non può vincere le partite da solo, quindi noi lo dobbiamo fare come collettivo”.