Pitou, classe e personalità. Il ds Sandro Turotti racconta il talento della Pro Patria

La trattativa per l'arrivo del francese classe 2004 ex Marsiglia

Pitou pro patria
4 Novembre 2022

Redazione - Autore

Bisogna quasi trattenerlo. È con noi da poco tempo, ma si è già inserito. Andrebbe a battere tutti gli angoli e le punizioni“. La personalità di chi, con il pallone, ha un rapporto speciale. Simbiotico. La testa e i piedi sono quelli di Jonathan Pitou, fantasista classe 2004 della Pro Patria. La voce che lo racconta è quella di Sandro Turotti, direttore sportivo del club lombardo. Arrivato lo scorso 21 ottobre, dopo la fine della sua storia con il Marsiglia, il giovane francese si è subito messo in mostra. Gol all’esordio in Serie C, assist nella prima in Coppa Italia. Classe e fantasia. Il carattere per sublimare il talento. Jonathan Pitou, il talento della Pro Patria.

Pitou pro patria

Credit: Pro Patria

Turotti racconta Pitou: “Che personalità”

Un filmato. Due partite dal video con la maglia della Nazionale francese. Gli occhi catturati dal suo talento: “Mi inviarono un video del ragazzo che mi lasciò impressioni molto positive. Sono andato a vederlo in due match con la Francia e mi ha convinto“. Tecnica, forza esplosiva e cattiveria: “Mi ha stupito per la sua qualità, ma non solo. Ha un grande carattere, regge il contrasto“. E poi la personalità che (di)mostra in campo, nonostante i soli 18 anni: “Non facile trovarla in ragazzi così giovani“. Personalità dimostrata anche nella scelte. Le scelte spiegano tanto. Raccontano, almeno in parte, chi sei e il percorso che vuoi costruirti. L’addio al Marsiglia. Storia e fascino vivi in un club che aveva rappresentato la sua casa. La volontà di giocare e di farlo tra i grandi. Per crescere, per maturare. Personalità. “Il suo obiettivo era trovare una prima squadra ed è stato contento di venire alla Pro Patria“. 

pitou pro patria

Credit: Pro Patria

Il Marsiglia, l’arrivo in Italia e la prima volta con la Pro Patria

L’Olympique Marsiglia come punto di partenza. Un viaggio, con l’OM, iniziato nel 2018. Il settore giovanile fino ad arrivare al primo contatto con la prima squadra. A chiamarlo, Jorge Sampaoli. Qualche allenamento, alcune panchine in Europa. Poi l’addio. Jonathan sceglie di cambiare. La consapevolezza di dover compiere un passo nuovo, diverso per continuare a crescere. Cambiare per crescere. Crescere per imporsi. Questione di prospettiva. Poche settimane fa la chiamata della Pro Patria: “Mi è sembrato strano che un giocatore del genere fosse libero. Penso che abbia fatto provini in altri club. Noi lo abbiamo chiamato e ha accettato con convinzione. Ha creduto in ciò che gli abbiamo prospettato“. Un impatto importante: “In questi primi giorni mi ha confermato ancor di più la sua forza e qualità“. Contro la Pro Sesto l’esordio in C. Minuto 93, pallone che arriva, tiro al volo all’incrocio. Gol. Istantanee di raffinata bellezza. In Coppa contro l’Alessandria l’assist. Con i compagni interagisce già molto: “Mi ha detto che a scuola ha studiato l’italiano. Non lo parla ancora, ma lo capisce“.

pitou pro patria

Credit: Pro Patria

La volontà è quello di farlo crescere. Di tutelarlo: “Deve ambientarsi in un calcio diverso. Le potenzialità sono tante. Lasciamolo tranquillo“. Un percorso di maturazione graduale. Passo dopo passo. Un talento da conoscere, coltivare, affermare. Piedi e testa. Un rapporto con il pallone unico. Delicato, intimo. Tecnica e cervello. Un futuro da disegnare, con personalità. Jonathan Pitou.

A cura di Nicolò Franceschin