Una sconfitta che fa male e che spalanca sempre più la ferita ormai aperta di una squadra in difficoltà. Una partita dominata nei numeri, con il 56% di possesso palla e un parziale tiri di 27 a 9, che non porta però a soluzioni concrete. Tra Crotone e Giugliano termina 0-1 e Leandro Greco, allenatore dei rossoblù, ha raccontato la sfida dal suo punto di vista. "Non sono io a decidere se sono adeguato o meno per questa squadra. Dopo questa partita è molto complicato commentare. Non siamo stati bravi a gestire nè il campo, nè l'avversario, nè la spinta dei tifosi. Poi però, come al solito, riusciamo a creare tanto e, sull'unico tiro in porta subiamo gol mentre, nelle occasioni nitide sbagliamo clamorosamente. Siamo stati bravi a complicarci tutto da soli perchè spesso cadiamo sotto le provocazioni. Se non riusciamo a fare  un passo in più è ovvio che le responsabilità sono anche mie, io però voglio restare lucido: la squadra ancora oggi produce, tra mille difficoltà sia mentali che di gioco, le occasioni ci sono state e lo spirito è stato giusto. Abbiamo delle difficoltà oggettive e chiediamo scusa alla gente che è arrivata al limite delle sopportazione. Sono io il responsabile perchè, sia nelle cose negative che positive sono io che cerco di condurre questa squadra, che non si merita questa situazione".

Una mancanza di grinta e una vittoria a tratti non cercata dal secondo tempo in avanti. L'uomo in meno ha pesato sulla prestazione e sull'animo della squadra. "Siamo partiti bene, abbiamo creato e poi la partita si è sporcata. Senza usare alibi, sia il campo che l'abitraggio sono stati fattori che ci hanno tolto tanto, hanno spezzetattato il gioco e abbiamo sbagliato noi a innervosirci. Subire poi il gol ci ha tolto ancora qualcos'altro. Rientrare 4-4-1 dopo l'intervallo ci ha permesso di schiacciare il Giugliano nonostante l'inferiorità numerica, continuando a creare con i terzini e su tutte le fasce. Pensavo davvero potessimo pareggiare e questo schema l'ho forzato fino all'ultimo per evitare di vederli ripartire in contrattacco. A Brignola e Zunno avrei potuto chiedere di venire in avanti ma avevo bisogno di non farli affaticare troppo in quella parte del campo. Gli ultimi 10 minuti siamo stati ultraoffensivi, abbiamo dato tutto ma con poca lucidità. Il mio dispiacere è quello di vedere ancora una volta una partita che non ha alcun senso perdere".

"Non è la prima volta che vado dai ragazzi a chiedere com'è possibile che si perdano partite del genere in qesto modo" ha continuato poi Greco. "Dopo partite del genere c'èm bisogno di lavorare, ma soprattutto di lavorare con umiltà. C'è bisogno di mettere mano a tante cose, capire chi vuole continuare a credere in questa squadra, chi vuol pedalare forte e con tanta umiltà. Nel mio modo di vedere le cose tutto è ancora possibile, ci vuole però umiltà e lavoro, non quello che mettiamo in campo noi di solito".

27 tiri in porta ma il gol che non arriva, non per merito degli altri, ma per errori dei singoli. Questione di fiducia  e di carattere che Greco racconta così. "Bisogna farsi un bagno di umiltà. Non c'è un ragazzo che non crede nel progetto, se no me ne accorgerei e non lo farei entrare nello spogliatoio. Io su certi valori vado dritto, non mi interessa nulla oltre il Crotone. Siamo arrivati alla fine del mercato che ognuno qui pensava ai cazzi proprio e ci abbiamo dovuto mettere mano io e il direttore in maniera pesante per riallineare tutti. Se vedessi che si sta ritornando verso quell'andamento interverrei a gamba tesa senza problemi, ma la squadra non mi fa preoccupare in quel senso. Forse c'è un misto tra voglia di voler incidere e le nostre prestazioni dove i singoli si mettono in luce. A qualcuno questo può alimentare l'ego personale e quindi vanno lavorati singolarmente. Sul campo però bisogna concretizzare, essere concentrati e realizzare. Il lavoro che abbiamo dovuto fare è immenso ma, il prendere gol al primo tiro nella nostra porta per disattenzione è ancora frutto di quell'atteggiamento di quest'estate. Io questa squadra la voglio salavare e la voglio salavare insieme ai ragazzi che vogliono battagliare: ci vuole un'umiltà fuori dal comune. Nessuno oggi può parlare o commentare un errore del compagno, dobbiamo tirare tutto fuori in campo se no, è meglio andare a prendere tutti giocatori dalla Serie D, meno qualitativi, ma che arrivano qua e hanno voglia di crederci fino alla fine. Finchè io sarò qui non accetterò nulla al di sotto di quello che sto dicendo".

Sezione: Girone C / Data: Dom 08 novembre 2026 alle 11:20
Autore: Francesca Caldelara
vedi letture